Guida poco che devi bere !

Posted on Luglio 24th, 2009 in Articoli by arzaman

Ogni tanto un po’ di ironia e sdrammatizzazione ci vuole anche su temi estremamente seri e delicati come l’uso..o meglio abuso…di sostanze alcoliche e l’effetto devastante sulla guida.

Lo stesso nome di questo Blog MAI SOBRI se vogliamo e’ una provocazione…la cultura del bere bene, consapevole, di qualita’ va ben oltre l’ebbrezza alcolica !

Il problema dell’alcolismo c’e’ non si puo’ negare ma la confusione di messaggi sul tema regna sovrana…e in generale prevale un messaggio di tolleranza zero e proibizionismo che nulla produce se non deprimere i tanti produttori seri di vino e similari impegnati nello sforzo di dare qualita’ a 360gradi all’esperienza di degustazione dei loro prodotti.

Il paragone con il fumo dove nessuno puo’ contestare l’assoluta nocivita’ e’ piu’ che evidente…nonostante i pacchetti rechino evidenti i pericoli nessun fumatore incallito si e’ mai sognato di smettere..e lo stato attraverso il monopolio non si e’ mai sognato di bandire le sigarette. Mi chiedo quindi che senso abbia la campagna proibizionista sui rischi dell’alcol alla guida… non sarebbe meglio investire le risorse in una campagna di educazione positiva alla conoscenza del vino o della birra facendo cultura del territorio, delle materie prime, dei processi produttivi etc..

Guida poco che devi bere

Trovo quindi molto azzeccata la trovata pubblicitaria di un piccolo agriturismo produttore di vino ad Alba che ha fatto affiggere grandi cartelloni con la scritta “Guida Poco che devi Bere“

La cosa ha avuto grande eco su tutta la stampa nazionale, blog etc.. con anche levate di scudi sul messaggio inappropriato… con tanto di verifiche dei carabinieri…interpellanze a psicologi etc…ma se ci pensate bene il messaggio porta agli stessi effetti preventivi di quello proibizionista e demonizzatore del vino…meno incidenti..solo con prospettiva ribaltata ..per cui obiettivo raggiunto e grande trovata !

E voi amici MAI SOBRI che ne pensate ?

Davide

Appuntamenti del week end : Aperitivo sul Battello a Viverone

Posted on Luglio 24th, 2009 in Articoli, Eventi by arzaman

Cari amici anche se last minute, se sisete ancora in zona e non vi siete fatti tentare dal grande esodo vacanziero vi segnalo una simpatiche iniziative eno- gastro in canavese

DOMENICA 26 Luglio Lago di Viverone “Aperitivo sul Battello”

Una simpatica formula a cura della Proloco Viverone che si ripete tutte le domeniche da maggio a settembre in collaborazione con ristoranti e produttori di vini canavesani che prevede una minicrocera in battello con degustazione di vini e abbinamenti.

proloco viverone

Questa domenica e’ di scena l’azienda vinicola Cellagrande di Viverone che proporra’ Erbaluce di Caluso DOC, Spumante Brut e Erbaluce Vendemmia tardiva in abbinamento con le sfiziose creazioni di Fabrizia dell’Agriturismo Cascina Gaio. Chi vuole poi proseguire ovviamente e’ invitato al pranzo presso l’agriturismo con menu estivo.

Costo dell’aperitivo sul battello 5 euro,costo del pranzo nel agriturismo 23 euro

Il ritrovo e’ per le 11.30 davanti all’imbarcadero al fondo della discesa di Viverone

Prenotazioni al 347-2206388

Una occasione per rilassarsi, conoscere il territorio, gustare prodotti di qualita’

Davide

Stimoli eMotivi il giorno dopo..

Posted on Luglio 15th, 2009 in Articoli, Degustazioni, Eventi by domenico

Carissimi,

Stimoli Emotivi è passata ……

Per noi è stata una bellissima serata anche se le stelle si sono fatte desiderare un pò, ma avremo modo di rivederle……Il tempo è stato clemente e ci ha regalato una serata dall’aria frizzante, ma molto piacevole. Cosa dire? Chi ha partecipato spero commenterà, ma per quanto mi riguarda posso ritenermi molto soddisfatto, tanti sono stati i momenti emozionanti condivisi con molti amici….

Backstage

I preparativi non sono stati lunghi, ma intensi, durante i quali il cielo canavesano ci aveva colpito e spinto a proporre l’argomento delle stelle, tanto erano belle e luminose dalla vigna. Sabato è trascorso con un’alternanza di sole pieno e nuvoloni, ma “The Show Must Go On” cantavano i Queen e così abbiamo fatto noi, su il sipario e via con Stimoli eMotivi, certi che la buona sorte sarebbe stata dalla nostra parte. Confermato quindi l’appuntamento a Mario Damasso, l’astronomo, e ai ragazzi del Zinky Tin Jazz Trio: ore 19 in vigna per una merenda sinoira e messa a punto dei dettagli.

I protagonisti

Dott. Mario Damasso, Astronomo dell’Osservatorio di St.Barthelmy della VdA

Zinky Tin Jazz Trio , tre giovanissimi ragazzi canavesani, bravissimi e ispirati

Gigi Monastero, panificatore-creativo, preparatore degli abbinamenti

Beer Shop Cioccoteca fornitore della birra artigianale e del cioccolato

Maria e il suo gelato, Elena, Gigi, Davide, Domenico e Andrea (in ferie)

Gli ingredienti di Stimoli eMotivi

La vigna del Belvedere

Particolarmente ispirata e suggestiva, un balcone sull’anfiteatro morenico, un vigneto storico, (MySobry House). Sicuramente il grande “Pin” Giacosa , qualche spunto per Madame Butterfly, Tosca e Boheme l’avrà pur avuto in uno scenario così? Figuriamoci noi …..

I Vini da Meditazione

Non potevano mancare .Sono vini che impongono un atteggiamento di calma e di riflessione, oltre che di molto rispetto per le loro lunghe lavorazioni, del tutto “speciali” se raffrontate agli altri tipi di vini. Si prestano ad essere consumati a piccoli sorsi in atteggiamento rilassato, favorevole alla meditazione, predispongono l’animo alla calma e alla riflessione se non altro per la grandissima fatica e pazienza che richiedono nella loro preparazione. Come potevano mancare a Stimoli eMotivi? A fare da apripista una birra artigianale molto particolare e a chiudere un grande distillato, l’eccellenza nella meditazione. Questa era la nostra proposta:

Birra Artigianle Lurisia 10 del Birrificio Baladin

Caluso Passito Sulè 2003 dell’Azienda Agricola Orsolani

Merlino 07/93 della Cantina e Distilleria Pojer & Sandri

Calvados Pays d’Auge 12 Years Aged della Distilleria Lecompte

Malmsey Rich Madeira 10 Years Aged della Blandy’s Madeira

Le Stelle

Abbiamo inserito le stelle perché ci accompagnano silenziosamente ed hanno guidato nei millenni, l’attività dei vignaioli e dei navigatori. Grazie a Mario Damasso abbiamo capito quanto importanti siano state. Perche’ ognuno di noi ne ha una buona sotto cui e’ nato. Perché quando ci si sofferma a guardarle il nostro pensiero si stacca dai problemi terreni e si eleva. Perché un cielo stellato ci porta a meditare sulla bellezza della natura, sul senso della vita, ci calma l’animo se inquieto, fa affiorare i ricordi più belli e inconsapevolmente ci porta a sognare.

La Musica

Perché è l’espressione sonora dell’animo umano. Perché lo tocca in profondità e lo fa vibrare. Perché la musica sa calmare, sa eccitare, sa divertire, sa commuovere.  Jazz perché e’ la sintesi degli stili, la fusione del bianco e del nero, dell’Africa e dell’Europa, perché è l’emozione che diventa musica attraverso l’improvvisazione. Dove ogni musicista stimola la creatività dell’altro.

Le Emozioni

Alle 21,30 abbiamo iniziato a stimolare via via tutti i sensi: vista, olfatto, gusto,  tatto e udito con l’obbiettivo di risvegliare il sesto, il più importante, quello che li catalizza tutti e che trasforma i loro stimoli in suggestioni e quindi emozioni: la Sensibilità.

Il vino si è trasformato poco a poco da bevanda a metafora di vita, perchè in natura non c’e’ niente di più simile all’uomo se non la vite ed il vino ne è l’espressione liquida del carattere . Un vino è ricco di sfumature e tanto più è complesso tanto più sarà un grande vino. Lo stesso capita con l’uomo. Si deve avere però la pazienza e la capacità di interpretarlo esattamente come si fa con una persona e potrà così rivelarsi in tutta la sua grandezza.

Il vino è anche un tramite verso il passato, un mezzo per ripercorre la storia, visitare luoghi e conoscere eventi e tradizioni che ne hanno condizionato il suo profilo e così facendo si creano le emozioni.

Ma cos’è un emozione?

Viviamo in un mondo che corre, che non si sofferma più ad osservare, che non è più capace di emozionarsi o che compra delle pseudo-emozioni già confezionate e pronte all’uso, come in un Fast Food. Le emozioni invece sono un po’ come le stelle cadenti, come la vita……. passano troppo in fretta….. E cosi’ sabato abbiamo riempito i calici non solo di vino e di birra, ma di emozioni ed abbiamo brindato alla bellezza del nostro paesaggio canavesano e della natura.

Grazie a tutti della spendida compagnia e arrivederci a presto…….

Ciao

Domenico

Piozzo concorso “una Birra per l’estate” 2009..La Birra Open c’era !!

A caldo dopo la due giorni intensi a Piozzo per il concorso una Birra per l’estate qualche commento sulla parte di concorso che ci ha visto partecipanti con la Open realizzata nella cotta pubblica.

Partiamo dal risultato ufficiale
Secondi nel concorso popolare con 14,23 punti a un soffio dal primo (Goghero Maurizio a 14,49)

Diciottesimi nella classifica della giuria con 30,7 punti. Vincitore Tony Manzi (birradio) on 42,3 punti, secondo ancora Goghero.

la nostra open era buona ed e’ piaciuta…non c’e’ dubbio..anche la curiosita’ legata all’evento della cotta pubblica secondo il motto birra open cotta open ha dato un contributo al risultato..ma come insegna Teo un buon prodotto va anche venduto bene comunicando idea e progetto che ci sta dietro.


Personalmente ho trovato divertente l’esperienza del concorso popolare con contatto diretto del pubblico (esperto e attento) con numerosi riscontri utili e costruttivi. Stare dietro il banco e versare la birra a chi poi in definitiva la degusta, la apprezza e la giudica e’ assai diverso che chiudersi in una cantina a produrla ! Il tutto nel giusto spirito di competizione ma anche di gogliardia e divertimento con i vicini di banco..


Sul risultato di meta’ classifica della giuria posso riportare i commenti dei tre giudici (giuria italiana) che hanno individuato nella nostra interpretazione della Open
una eccessiva astringenza, troppo luppolo, poco equilibrio con amaro eccessivo, alcol eccessivo, intensita’ al naso dei luppoli ma non grande finezza.

Personalmente in alcuni giudizi mi trovo..era una birra decisa e molto caratterizzata, non estrema ma con profilo amaro e aromatico netto…concordo che un po’ piu’ di armonia e equilibrio non sarebbe guastata (solo 2 settimane di bottiglia…)…ne sono rimaste forse due bottiglie, le lascerò a evolvere per vedere se si “ammorbidisce”.

Sulla classifica qualche aspettativa in piu’ ci stava visti riscontri della gente e avendo assaggiato anche le birre altrui. La birra di Goghero provata era oggettivamente molto buona…insieme a un paio di altre la migliore del lotto del concorso popolare.

In definitiva gran divertimento prima, durante e dopo… abbiamo preso tutto sempre nello spirito birra Open, cotta Open…commenti sul prodotto finale Open !!

Di seguito I video della premiazione, rispettivamente

Concorso Popolare

Premio Open

Classifica Generale

A breve gli altri video delle due giornate !

Davide

La Birra OPEN c’e'…!!

Posted on Luglio 3rd, 2009 in Articoli by arzaman

Ci siamo …l’idea “facciamo la birra Open insieme” che ci ha visti protagonisti nella giornata del 6 giugno in una cotta pubblica presso l’agriturismo Cascia Gaio e’ giunta nella sua fase finale !

Mentre scrivo il post ho finalmente assaggiato il primo campione di Open… sara’ l’effetto del caldo di questa ser ma davvero non male…sono soddisfatto… sarei tentato di descrivervi le mi sensazioni gusto olfattive…ma mi trattengo e voglio aspettare il giudizio supremo della giuria…in ogni caso ha un paio di caratteristiche interessanti.

Per i corsisti un po’ di cronistoria… la divertente giornata di corso si e’ conclusa con l‘inoculo dei lieviti precedentemente attivati nel fermentatore che e’ stato posto in cantina a una temperatura di 21 gradi.La fermentazione e’ iniziata subito in maniera vigorosa e con fabrizia ho provveduto a tenere la birra pulita eliminando la schiuma e il lieviti morti dal fondo del troncoconico.

Dopo 6gg di fermentazion e’ iniziata la fase di dry hopping con luppolo Amrillo e un po’ di Cascade che e’ durata altri 7gg sempre a temperatura di 20-21 gradi. Al termine di tale periodo il lieviti avevano svolto tutto lo zucchero in alcol con una FG di 1.018

Ho quindi travasato la birra nel pulito e messo il fusto in cella a 4 gradi per altri 6gg e infine giovedi 23 abbiamo effettuato imbottigliamento aggiungendo 6g/l di zucchero di canna integrale per la rifermentazione che sta procedendo a 22gradi. Il campione assaggiato ha gia’ una bella carbonazione e schiuma…ma ancora qualche settimana di maturazione non gli farebbe male.

Tutto e’ pronto quindi per l’11 e 12 luglio a Piozzo…ho preventivamente effettuato l’iscrizione al concorso e spediro’ le bottiglie la prossima settimana..e che dire d’altro…bravi tutti gli allievi comunque vada e che vinca la migliore…l’importante e’ divertirsi insieme in maniera sana…in bocca al luppolo birra open Cascina Gaio

Davide

I vini Liguri di ponente

Posted on Luglio 2nd, 2009 in Articoli, Degustazioni, Pub,Birrerie,Viaggi Birrai by elena

Ed ecco che Mysobry va nuovamente in gita…stavolta abbiamo unito cantine e sole e per una volta abbiamo deciso di fare un we di studio e relax in Liguria.

Così Gigi, Davide e la sottoscritta siamo partiti venerdì dopo il lavoro direzione Liguria.

Sulla strada, rigorosamente normale, ci siamo fermati a Vernante a visitare il Birrificio Troll. Per la cena abbiamo optato per un pasto veloce lasciando le invitanti grigliate alla prossima visita e ci siamo dedicati all’assaggio ai alcune delle molte qualità di birre sia alla spina che in bottiglia: una beverina Panada, la Patela, la stagionale estiva Daù molto dissetante e intrigante come la tradizione dell’animale mitologico Daù. In generale tutte birre molto particolari, molto aromatica e speziata, giustamente beverine ma con un finale persistente e morbido in bocca.

Nella mattinata di sabato abbiamo visitato 2 aziende vinicole scelte opportunamente per la loro qualità produttiva nella zona vocata della DOC Rossese di Dolceacqua.

Due parole sul Rossese di Dolceacqua vino di origine molto antica della zona della provincia di Imperia, ma non del tutto ben precisata.. Il vitigno è il Rossese, la zona di produzione comprende gli interi territori dei comuni di Apricale, Baiardo, Camporosso, Castelvittorio, Dolceacqua, Isolabona, Perinaldo, Pigna, Rocchetta Nervina, S.Biagio della Cima, Soldano e alcune zone dei comuni di Vallecrosia, Ventimiglia e Vallebona. La DOC e’ stata ottenuta nel 1972 e non va confuso con il Rossese Ligura di Ponente. La produzione e’ davvero esigua..circa 80 ettari sparsi sulle alture con 250.000 bottiglie prodotte.

Alle 9.30 ci siamo presentati nell’ Azienda Gajaudo a Isolabona, sopra Dolceacqua, produttore di circa 150.000 bottiglie tra rossi e bianchi.

Giulio ci ha accolti con grande ospitalità e professionalità, ha stappato bottiglie rappresentative di tutta la sua produzione assolutamente contento e orgoglioso di raccontarci della sua azienda e dei suoi successi tra cui l’ingresso dei suoi vini nella carta della Costa Crociere. Lunga digressione sulla storia del Rossese, del disciplinare dell’associazione che stanno creando tra i vari produttori del Rossese per modificare e colmare le lacune del suo disciplinare. Visita alla cantina di medie dimensioni con illustrazione di tutti i passaggi e tecniche per trarre il meglio sia dai bianchi che dai rossi.

Abbiamo quindi iniziato la nostra lunga e avvincente degustazione nella sala appositamente creata partendo dai rossi che rappresentano la maggior parte della produzione del’azienda. In ordine di degustazione

1)      Rossese di Dolceacqua 2005 12.5° un vino che fa solo acciaio, subisce una microssigenazione di 3 gr/l per circa 20 gg., di un colore rubino molto scarico, un po’ di ridotto, appena imbottigliato quindi non era ancora ben maturo.

2)      Rossese di Dolceacqua Arcagna 2006 13° un cru posto in un vigneto nella zona est della montagna, presentava un color rubino un po’ spento con riflessi già aranciati, abbiamo dovuto lasciarlo respirare molto per via del ridotto, in bocca un po’ troppo alcolico ma comunque alla fine si presentava un buon vino da bere tutti i giorni.

3)      Rossese di dolceacqua Luvaira - S. Biagio 2006 13° fatto con uve prese da un vigneto che si affaccia all’Arcagna, nella zona sud-ovest passa 4 mesi in barrique vecchie. Al naso terroso e in bocca meno alcolico, più rotondo, avvolgente con un po’ meno freschezza.

4)      Pigato 2008 12.9° finalmente un bianco! intenso, fruttato con sentori di pera ed ananas, persistente ed una buona freschezza, ottimo da aperitivo o con un risotto agli agrumi, che ci ha cucinato domenica sera Domenico, sulla strada del ritorno.

5)      Vermentino 2008 12.8 ° meno intenso e fruttato del pigato ma molto più minerale, sapido, persistente e ottimo con le trofie al pesto e polipo con le patate.

6)      Vermentino Pejuna di S. Stefano al mare, più fresco in bocca , più profumato con sentori di timo, origano, mare e macchia mediterranea

Congedato Gajaudo, in perfetto orario ci siamo arrampicati tra stradine strette e vigne, che oramai non pensavamo più di vedere, verso l’Azienda  Terre Bianche a Dolceacqua.

A conduzione familiare, oltre alla azienda agricola l’azienda offre anche un B&B in posizione suggestiva e panoramica costruito all’interno di antiche casematte della guerra mondiale, dati infatti i vincoli paesaggisti e’ praticamente impossibile costruire nuovi edifici e anche la cantina estremamente razionale e’ ricavata nel risicato spazio di un edificio della guerra. Il costo dei terreni con prezzi paragonabili ai cru del Piemonte e della toscana rende poi difficile consolidare terreni e vitigni… chi eredita la terra e’ quindi fortunato ma i giovani se non hanno un’azienda già avviata non si cimentano in vigna.

Filippo, nonostante la girnata di duro lavoro a a combattere tra i filari contro l’oidio ci ha nella vigna mostrandoci ceppi centenari da cui vengono ricavati gli innesti per i reimpianti. In cantina ci ha illustrato tutta la filosofia produttiva e le difficolta’ di lavorare artigianalemente su un prodotto cosi’ di nicchia.

Non poteva mancare la degustazione nel bel pergolato antistante il B&B dove abbiamo potuto degustare:

1)      Vermentino 2008 12.5° una macerazione a freddo sulle bucce, fresco, caldo abbastanza morbido, intenso al naso con un ottimo fiore, un finale in bocca amarognolo e bello persistente. Un vino di qualità, deciso e tipico del vitigno.

2)      Rossese di Dolceacqua 2008 14° di un rubino molto più carico dei precedenti, un classico color rossese, intenso e speziato, con sentori di tabacco fresco, un tannino più deciso, buona acidità ed un ottimo equilibrio. Grande finezza ed eleganza

3)      Rossese di Dolceacqua – Bricco Arcagna 2007 passa 6 mesi in barrique, più intenso ma secondo il mio giudizio la barrique non cotribusice a esaltare la franchezza del vitigno, preferito il precedente.

Due aziende secondo me molto valide, da tornare ad acquistare altri vini perché… sono già finiti! Molto disponibili entrambi a raccontarsi e a farci capire le differenze di lavorazione di vigna, di uve, le similitudini tra Pigato e Vermentino. Ho anche scoperto che il nome Rossese non arriva dal colore del vino, come pensavo, ma da “roccese=roccia” e che si trova diffuso in tutta la riviera di levante, di cui il Rossese di Dolceacqua e’ la massima espressione

Posso dire che personalmente sarà la temperatura ma ho notevolmente preferito i vini bianchi e chi dice che in liguria non ci sono vini bianchi di qualità lo invito ad andare a trovare queste due aziende e si ricrederà.

Nel pomeriggio, dopo il moto gp e un bell’acquazzone ci siamo diretti verso Apricale, un piccolo paesino, molto carino, tutto arroccato, tipico luogo di evasione dalla costa ligure, per conoscere un personaggio direi “particolare”,Lorenzo Bottoni proprietario del Piccolo Birrificio di Apricale. Un birrificio piccolino ma che produce 2 cotte a settimana e produce una serie di birre tradizionali affiancate ad alcune molto caratterizzate con spezie anche insolite, per esempio al chinotto (season) o all’ assenzio (chiostro) o con ripasso in botti.

Un paio d’ore passate ridendo, chiacchierando sul panorama della birra artigianale e non solo e ovviamente degustando una buona birra rossa frutto di un esperimento di ossidazione in botte. Acida il giusto, intensa e agrumata…molto particolare.

Domenica relax, mare…e gran finale a casa di Domenico e Norma dove abbiamo abbinato il pigato di Gajaudo a un risotto all’arancio e scorza di limone cucinato da Domenico…abbinamento a dir poco perfetto !

Un ultima nota…il 25 luglio si svolgera’ a Bajardo l’evento “rossese style” degustazione alla cieca di numerose annate e produttori di Rossese di Dolceacqua.  Evento riservato a professionisti alla presenza di numerosi nomi di cronisti , commentatori e esperti. Vediamo se se come sommelier appasionati e enoblogger riusciamo a partecipare e raccontarvi nostre impressioni

Elena