Erbaluce Sorprendente
Carissimi,
vorrei suggeriVi la lettura del Enofaber dove Fabrizio Gallino fa un ampia descrizione della degustazione di una verticale quasi unica di Erbaluce e precisamente della Rustia di Orsolani nelle 7 annate dal 2002 al 2008.

Non riprendo ovviamente le note di degustazione cosi’ ben descritte ma vorrei soffermarmi e riflettere su questo stupefacente vino canavesano.
Alla degustazione ho partecipato anch’io e vi posso garantire che è stata veramente un’emozione. Quanti conoscono il percorso evolutivo di questo vino e quali sentori via via appaiono dal corredo del vitigno e dall’ambiente dell’anfitestro morenico?
I vini erano perfettamente conservati e la freschezza traspariva dalla brillantezza del vino, perfettamente cristallino, e dalle sue sfumature dove il giallo virava dal verdolino al paglierino al dorato, in un melange di tonalità che il tempo aveva pazientamente spalmato sulle varie annate di Rustia.
Le note di Fabrizio mettono in evidenza cio’ di cui da sempre sono convinto ovvero le grandi potenzialita’ sconosciute ai piu’ dell’Erbaluce. Come abbiamo piu’ volte detto quando si parlava degli spumanti autoctoni “Quanti sono coloro che conoscono come evolve un Erbaluce dopo anni di affinamento in bottiglia?”
Ecco, l’esperienza dell’altra sera mi ha permesso di capire quando si formano nel tempo alcuni aromi e con buona certezza posso affermare che la mineralita’ piu’ complessa, quella tipica dei nostri terreni morenici, appare piu’ evidente via via che si attenua la freschezza, facendo si che la durezza del vino passi progressivamente da acida a minerale. In ogno caso anche gli acidi diventano nel tempo in parte sali (tartrati, ecc. ecc.) e cio’ ne accentua la sapidità . Ma quella dell’Erbaluce è una sapidità diversa non è salmastra, marina, ma è quella strappata alle montagne valdostane, perchè in ogni bicchiere troviamo la mineralità dei graniti del Monte Bianco, del Cervino, del Rosa e di tutte quelle montagne alle quali il ghiacciao Balteo ha eroso con forza i fianchi ammucchiandone poi le sabbie sulle nostre morene. I sentori minerali ricordano quelli dei quarzi , dei sassi di fiume sfregati da bambini qundo si tentava di accendere il fuoco in modo primitivo e al naso giungeva quel sentore simile allo zolfanello. Gli aromi piu’ evoluti non appaiono evidenti comunque prima del quarto anno di affinamento. Era netto lo spartiacque del 2005.

Cosi’ pure i sentori di erbe aromatiche secche, si evidenziano solo nel tempo. Non ho colto invece ancora gli aromi eterei dovuti alla lunga permanenza in bottiglia.
Tutti i vini assaggiati oltre il quinto anno di invecchiamento, hanno ancora un percorso evolutivo potenziale da fare ovvero l’equilibrio era ancora sbilanciato verso le durezze lasciando del margine per attendersi ancora un ’ evoluzione e magari la comparsa di altri profumi, conseguenti l’affinamento riduttivo dei diversi anni di bottiglia. Le annate 2002, 2003, 2004 credo possano esaltare nel tempo ancor piu’ la mineralità protetti da una acidità meravigliosa.
Da un punto di vista meteo il 2002 è stato l’anno più piovoso sicuramente del decennio così come il 2003 e’ stato caratterizzato da temperature torride, abbiamo poi avuto 4 annate, 2004 2005 2006 2007, dominate da estati calde e inverni poco piovosi e infine un 2008 molto umido con un buon finale di stagione che ha sistemato un annata tormentata dall’oidio ed in particolare da peronospora e botrite.
Cosa dire quindi….. grande Erbaluce, grande Rustia, molto bravo Orsolani ad intepretarla cosi’ bene.
Un saluto a tutti e vi aspetto numerosi domani 31 Maggio, alla passeggiata enogastronomica di Loranzè, dove mi troverete in vigna per un assaggio tutto canavesano
Ciao
Domenico








