Erbaluce Sorprendente

Posted on Maggio 30th, 2009 in Articoli, Degustazioni by domenico

Carissimi,

vorrei suggeriVi la lettura del Enofaber dove Fabrizio Gallino fa un ampia descrizione della degustazione di una verticale quasi unica di Erbaluce e precisamente della Rustia di Orsolani nelle 7 annate dal 2002 al 2008.

rustia

Non riprendo ovviamente le note di degustazione cosi’ ben descritte ma vorrei soffermarmi e riflettere su questo stupefacente vino canavesano.

Alla degustazione ho partecipato anch’io e vi posso garantire che è stata veramente un’emozione. Quanti conoscono il percorso evolutivo di questo vino e quali sentori via via appaiono dal corredo del vitigno e dall’ambiente dell’anfitestro morenico?

I vini erano perfettamente conservati e la freschezza traspariva dalla brillantezza del vino, perfettamente cristallino, e dalle sue sfumature dove il giallo virava dal verdolino al paglierino al dorato, in un melange di tonalità che il tempo aveva pazientamente spalmato sulle varie annate di Rustia.

Le note di Fabrizio mettono in evidenza cio’ di cui da sempre sono convinto ovvero le grandi potenzialita’ sconosciute ai piu’ dell’Erbaluce. Come abbiamo piu’ volte detto quando si parlava degli spumanti autoctoni “Quanti sono coloro che conoscono come evolve un Erbaluce dopo anni di affinamento in bottiglia?”


Ecco, l’esperienza dell’altra sera mi ha permesso di capire quando si formano nel tempo alcuni aromi e con buona certezza posso affermare che la mineralita’ piu’ complessa, quella tipica dei nostri terreni morenici, appare piu’ evidente via via che si attenua la freschezza, facendo si che la durezza del vino passi progressivamente da acida a minerale. In ogno caso anche gli acidi diventano nel tempo in parte sali (tartrati, ecc. ecc.) e cio’ ne accentua la sapidità . Ma quella dell’Erbaluce è una sapidità diversa non è salmastra, marina, ma è quella strappata alle montagne valdostane, perchè in ogni bicchiere  troviamo la mineralità dei graniti del Monte Bianco, del Cervino, del Rosa e di tutte quelle montagne alle quali il ghiacciao Balteo ha eroso con forza i fianchi ammucchiandone poi le sabbie sulle nostre morene.  I sentori minerali ricordano quelli dei quarzi , dei sassi di fiume sfregati da bambini qundo si tentava di accendere il fuoco in modo primitivo e al naso giungeva quel sentore simile allo zolfanello. Gli aromi piu’ evoluti non appaiono evidenti comunque prima del quarto anno di affinamento. Era netto lo spartiacque del 2005.

anfiteatro morenico

Cosi’ pure i sentori di erbe aromatiche secche, si evidenziano solo nel tempo. Non ho colto invece ancora gli aromi eterei  dovuti alla lunga permanenza in bottiglia.
Tutti i vini assaggiati oltre il quinto anno di invecchiamento, hanno ancora un percorso evolutivo potenziale da fare ovvero l’equilibrio era ancora sbilanciato verso le durezze lasciando del margine per attendersi ancora un ’ evoluzione e magari la comparsa di altri profumi, conseguenti l’affinamento riduttivo dei diversi anni di bottiglia. Le annate 2002, 2003, 2004 credo possano esaltare nel tempo ancor piu’ la  mineralità  protetti da una acidità meravigliosa.

Da un punto di vista meteo il 2002 è stato l’anno più piovoso sicuramente del decennio così come il 2003 e’ stato caratterizzato da temperature torride, abbiamo poi avuto 4 annate, 2004 2005 2006 2007, dominate da estati calde e inverni poco piovosi e infine un 2008 molto umido con un buon finale di stagione che ha sistemato un annata tormentata dall’oidio ed in particolare da peronospora e botrite.

Cosa dire quindi….. grande Erbaluce, grande Rustia, molto bravo Orsolani ad intepretarla cosi’ bene.

Un saluto a tutti e vi aspetto numerosi domani 31 Maggio, alla passeggiata enogastronomica di Loranzè, dove mi troverete in vigna per un assaggio tutto canavesano

Ciao

Domenico

Rivoluzione..le birre artigianali Piemontesi all’Enoteca Regionale della Serra

Che il mondo della birra di qualità in particolare se artigianale e di produzione locale e quello del vino possano tranquillamente convivere ormai non e’ piu’ un tabù. I clienti sono sempre piu’ attenti a cercare prodotti di qualità da degustare e abbinare in modo nuovo e originale…sia che si tratti di vino che di birra…

Non c’e’ quindi da stupirsi se le Birre Artigianali Piemontesi sbarcano all’enoteca regionale della Serra.

enoteca regionale della serra

Non me ne voglia Domenico, sponsor della simpatica e interessante iniziativa della Camminata Enogastronomia di Loranze’ , non me ne voglia il popolo di Cantine Aperte e della concomitante Canavese Wineries ma vi segnalo una possibile alternativa: Domenica 31 maggio, a partire dalle 16.00, sarà inaugurato, presso le cantine del Castello di Roppolo, un punto di promozione e vendita delle birre artigianali piemontesi

Si tratterà di un evento di notevole significato in quanto e’ il primo punto promozionale sulla Birra realizzato all’interno di un’Enoteca Regionale frutto anche della passione per la birra di Sara Colombera, enologo e direttore dell’Enoteca,fino a due anni fa direttore del CERVIM - Centro di Ricerche e Studi sulla Viticoltura di Montagna, ad Aosta. Dal 2005 degustatore unionbirrai e dal 2006 membro della commissione di degustazione del concorso Birra dell’Anno.

open baladin facciamo la birra open insieme

L’iniziativa e’ realizzato con la collaborazione del Progetto Open Baladin, il progetto di birra “open source” a cui abbiamo aderito entusiasticamente con l’iniziativa “facciamo la birra open” e straordinario ospite dell’inaugurazione sarà proprio Teo Musso che ha creduto fortemente nell’inserimento delle birre artigianali all’interno dell’Enoteca Regionale della Serra, con la speranza che il fenomeno diventi dilagante e possa approdare anche nelle altre prestigiose sedi della promozione dell’enogastromia regionale. Domenica 31 sarà quindi possibile degustare con lui alcune delle più interessanti birre della nostra regione.

Insomma dopo aver spesso perorato la causa noto con paicere che i due mondi si avvicinano convivono e si complimentano… se quindi nel vostro peregrinare tra filari di vigna e cantine volete provare una buon prodotto aritiganale e territoriale fate un salto a castello di Roppolo !!

Per informazioni: Enoteca regionale della Serra Tel. 0161 987520 – info@enotecadellaserra.it

Davide

31 Maggio 2009: Camminata Enogastronomica di Loranzè e Canavese Wineries

Posted on Maggio 26th, 2009 in Articoli, Eventi, In Vigna, viticoltura by domenico

Carissimi,

la stagione prosegue molto bene. Ha piovuto molto fino a un paio di settimane fa , ma attacchi di malattie fungine al momento non si sono ancora verificati e peronospora e oidio non hanno finora fatto la loro comparsa. Le vigne sono nel pieno dello sviluppo vegetativo e sono in ottimo stato. La concimazione esclusivamente a base di letame ha nutrito non solo la vite, ma anche il terreno nel suo insieme è vivo e i lombrichi ne sono una testimonianza. La scelta di non ricorrere ne a concimi chimici e minerali, ne a diserbanti, ecc.  si sta dimostrando vincente e la vite fortificata riuscirà a sopportare meglio ad eventuali attacchi parassitari e fungini.

erbaluce vigneto

Nelle vigne meglio esposte è iniziata la fioritura che interessa ad oggi il 10/15% della superficie, ma dal numero di grappolini presenti sui tralci non sembrerebbe essere un’annata di quantità…… anzi.

La fioritura dell’Erbaluce è affascinante perché i filari profumano di un delicatissimo profumo citrino che ricorda molto la fragranza della verbena. Avventurandosi tra i filari si può cogliere, trasportata dall’aria, la lievissima nota agrumata ritrovabile poi anche nel vino.

Non so quanti di voi hanno già sentito il profumo dei fiori di vite, ma se potete fate l’esperienza è un profumo che si fisserà nella vostra memoria .,…..

L’attività principale del momento è quella della sistemazione dei tralci tra i fili di sostegno (le ali), di una prima scacchiatura ovvero dell’eliminazione dei tralci doppi germogliatisi dalla stessa gemma, dei tralci senza grappoli e non utili alla futura stagione, dell’eliminazione dei ricacci e dei polloni. I tralci in questo periodo sono fragilissimi e la loro “consistenza vitrea” fa si che una manipolazione un po’ decisa e li stacchi dalla vite. Quindi un lavoro da svolgere con la massima attenzione !!

Stiamo sistemando la Vigna del Belvedere, quella di MySobry House, situata tra Parella e Loranzè perché Domenica 31 Maggio dalle ore 14,30 sarà una delle tappe della Camminata Enogastronomica che è stata organizzata in concomitanza di Canavese Wineries.

Chi si trovasse in Canavese per Cantine potrà venirmi a trovare e sarà gradito ospite. Potremo ammirare la fioritura dell’Erbaluce, parlare di Canavese enoico e degustare l’Erbaluce nelle sue declinazioni.

Visualizza

MySobry House in una mappa di dimensioni maggiori

Per raggiungere la vigna è molto semplice arrivando a Parella si segue la strada per Loranzè Alto fino a raggiungere la Cappella degli Alpini, altrettanto se si giunge a Loranzè Alto seguendo poi le indicazioni per Parella.

Cliccando qui troverete sia il programma di Canavese Wineries e quello della Camminata di Loranzè.

Vi aspetto Domenica 31 Maggio dalle ore 14,30.

Ciao a tutti

Domenico

BA&BA noi c’eravamo…

Posted on Maggio 25th, 2009 in Articoli, Eventi by arzaman

Come testimonia il video predisposto dall’ AIS Torino con interessanti commenti e punti di vista dei protagonisti di questa manifestazione di cui vi abbiamo raccontato le impressioni nei recenti post..

enjoy

Davide

Facciamo la birra OPEN insieme

Posted on Maggio 21st, 2009 in Articoli, Eventi, HomeBrewing by arzaman

Dopo il successo della scorsa estate dell’iniziativa “mastro birraio per un giorno” non potevamo non riproporre il minicorso di produzione artigianale della birra.

La formula è sempre la stessa: una giornata intera nella splendida cornice dell’Agriturismo Cascina Gaio di Piverone in cui vi illustrerò tutti i passi teorico pratici per produrre una birra “all grain”.

Questa volta tuttavia ho voulto inserire un elemento di novità e sfida: realizzeremo infatti una cotta secondo la ricetta OPEN Baladin, progetto dell’indomabile Teo Musso di birra Open Source, da presentare al concorso “una birra per l’estate” che si svolgerà a Piozzo il 12 e 13 luglio.

La sfida a Teo e a tutti gli homebrewer e’ quindi lanciata…sarà una cotta Open per una birra Open !

Non meno interessante l’aspetto gastronomico con uno sfizioso menu estivo predisposto da Fabrizia e rinfrescato dalla birre artigianali italiane (Aeffe, S.Paolo, Abbà) selezionate dal beer shop Cioccoteca.

Gli ingredienti per una giornata divertente, istruttiva e gustosa ci sono tutti…posti necessariamente limitati per favorire la didattica per cui prenotate subito !

Quando: Sabato 6 giugno dalle 10 alle 17

Dove: Agriturismo Cascina Gaio Piverone

Costo: 40E evento+pranzo

Contatti: 347/2206388 (Fabrizia) info@agriturismogaio.it

Davide

Cena degustazione con birre artigianali al Monferrato

Posted on Maggio 20th, 2009 in Articoli, Birra, Eventi, Pub,Birrerie,Viaggi Birrai by arzaman

Forse anche in Canavese comincia a farsi sentire l’estate e quindi quale migliore occasione per proporvi un evento “dissetante” ma anche appetitoso e didattico a base di buona birra artigianale e di buona cucina studiata per l’occasione.

In collaborazione con la Trattoria Monferrato di Ivrea e il Beer Shop Cioccoteca abbiamo organizzato una serata dal titolo “Cucina e Birra Italiana da Nord a Sud” che dice praticamente tutto

Verrà proposto un menu sfizioso di cucina birraia in abbinamento con le birre dei seguenti birrifici

Aeffe, San Paolo, Gilac, Abbà, Panil

Data: Venerdi 19 giugno

Luogo: trattoria Monferrato , Via Gariglietti 1 , Ivrea

Ora : 20:30

Costo: 35E

Prenotazioni: 0125641012

Dettagli nella locandina allegata

Vi aspettiamo numerosi !!
Davide

I Merlot d’Italia

Posted on Maggio 13th, 2009 in Articoli, Degustazioni by elena

Ed eccoci tornati alla classica mysobry-degustazione nella MySobryHouse. Finalmente si sono rispolverati penna e calamaio e mi sono messa a immortalare le sensazioni di un vino, sperando di rileggerle poi tra decenni e ricordarmi così la serata.

Il tema scelto per la serata e’ stato un approfondimento sui vini da uve Merlot.

Il Merlot è un vitigno alloctono, arriva dalla Francia e si accomuna solitamente alla zona dei Bordeaux. E’ un vitigno a bacca nera, adatto all’affinamento in barrique, prende il nome dal suo primo estimatore: il merlo!

merlot

La particolarità del vitigno è la ricerca del frutto, la morbidezza ed eleganza che riesce a riproporre nel vino fino a portarlo a diventare un vino che, per freschezza e tannicità, può durare a lungo in cantina.

Nel cercare di comprendere questo vitigno che da origine a grandissimi vini (basti pensare a Chateau Petrus nel Pomerol, al Masseto o al Messorio tra i Boglhersi ) abbiamo optato per tre espressioni Italiane di altrettante regioni: Piemonte, Friuli, Toscana.

Il primo vino che avevamo in degustazione è stata una scoperta del nord d’Italia; proprio nella Langhe, nella zona votata al nebbiolo, l’azienda “Bricco dei Bugiardi” ha deciso di vinificare il “Baricchi2004, 14°.

Dopo una classica fermentazione in inox il vino si affina per 18 mesi in barrique (20% nuove), si stabilizza di nuovo in inox, poi in bottiglia per 16 mesi.

Mi dispiace per l’azienda e per le nostre finanze (€50) ma il vino ha suscitato qualche perplessita’ e lunghe disccuisoni su alcune incogruenze riscontrate (cattiva conservazione??).. il vino infatti sembrava “maderizzato”. Visivamente era già di un granato spento con parecchi riflessi aranciati, al naso una botta di frutta cotta, poi un debole tamarindo, rabarbaro, un po’ dolciastro, tanto che ti metteva quasi sul gusto di un buon porto… invece in bocca era secco, fresco, tannico, abbastanza morbido, quindi molto poco equilibrato tra naso e bocca.

Per fortuna c’era il “Mammolo” dell’azienda “Cennatoio inter vineas” un Igt di Panzano in Chianti del 2001 13° che ci ha subito rimessi sulla retta via: finalmente un merlot!

Un bel granato vivo, al naso subito franco, intenso, complesso con profumi vari di rosa, amarena, prugna, ribes, noce moscata, tabacco dolce, pepe bianco, liquirizia e un po’ terroso; in bocca si presenta con un buon corpo ed una buona persistenza, morbido, fresco e tannico al punto giusto, tale da poterlo definire equilibrato.

Due discussioni sono sorte in merito: la tipicità indiscussa del vino non è stata totalmente apprezzata da alcuni, che non hanno riscontrato la “mano” dell’azienda, l’impronta che ogni enologo deve dare al suo vino; ci siamo divisi quindi sul punteggio tra 80/85 e alla fine mettendoci a fare la scheda Ais ci siamo accorti che non superava i 75, vabbè..la scheda è proprio difficile da applicare.

In conclusione ci siamo spostati sul confine con la Slovenia a Oslavia - nel Collio Goriziano dove l’azienda Radikon” ha prodotto un buon merlot datato 1998. Un’ azienda con umpostazione naturale-biologico che vendemmia a mano a fine settembre, macera l’uva diraspata coi soli lieviti indigeni e senza controllarne la temperatura; il vino viene poi svinato e messo in barrique per ben 5 anni. Poi viene imbottigliato senza filtrazioni, chiarificazioni, aggiunta di anidride solforosa. Il risultato e’ un vino con un color granato più scarico degli altri e con qualche riflesso aranciato, al naso molto balsamico, mentolato, una punta alcolica, un buon frutto di ciliegia, fungino ,sottobosco, molto speziato. In bocca presenta una buona acidità che fa salivare tanto e che lo rende purtroppo non molto persistente. Vino meno da meditazione rispetto al secondo ma sicuramente ottimo da mangiare con pane e salame.

I 3 vini in degustazione sono stati abbinati ad un risotto al Merlot, fatto con 3 bicchieri presi dai 3 vini scelti, così abbiamo accontentato tutti e soprattutto i nostri palati. Cucinato molto bene da Maria, con qualche suggerimento di Dome, si è accompagnato egregiamente al Mammolo, che alla fine è stato comunque il vino più apprezzato.

Elena

BA&BA: Le degustazioni di BAROLO 2005 E BARBARESCO 2006

Posted on Maggio 5th, 2009 in Articoli, Degustazioni by elena

Mi aggiungo anche io ai commenti sulla giornata organizzata dall’AIS Torino per la presentazione del Barolo 2005 e Barbaresco 2006 riportando oltre che qualche nota generale il dettaglio dei vini degustati

Con Maria e Davide e due suoi amici, oramai affezionati e appassionati di vino, ci siamo presentati puntuali alle 15 per non perderci i migliori produttori, che normalmente finiscono in fretta le loro primizie.

Così abbiamo trascorso un paio d’ore a camminare di banco in banco degustando e parlando coi produttori, sempre interessanti e ognuno con la propria storia.

Oltre al classico bicchiere al collo all’ingresso ci è stato anche dato un coupon, compreso con il costo del biglietto, per un assaggio di formaggi/salumi che, dopo aver bevuto a dovere, facevano veramente al caso nostro.

BA&BA barolo barbaresco

In generale confermo quanto commentato da Davide e direi che i vini pur diversi tra di loro risultavano quasi tutti “pronti da bere”. Mi sarei aspettata dei vini molto più tannici e freschi, da poter dimenticare in cantina per un lungo periodo, invece avevano dei tannini molto addolciti che rendevano il vino non longevo ma già pronto da abbinare a dei bei piatti di carne rossa; alcuni invece più acerbi presentavano un tannino più ruvido.. che magari col trascorrere degli anni si sarebbe anche addolcito, ma non erano così invasivi da non poterli bere fin d’ora.

I vini erano comunque tutti facilmente distinguibili e rispecchiavano le caratteristiche del Nebbiolo, che da comunque sempre dei grandi vini: un bel color rubino brillante, consistente,intenso con profumi di frutta anche fresca, mora, fragoline di bosco, a volte più speziato fino alla liquirizia e tabacco (ma non ancora molto accentuati in questi vini giovani), molto persistente , morbido ed equilibrato, dove il tannino non eccedeva, direi anche molto franchi.

BA&BA barolo barbaresco

Le annate presentate sono state il Barolo 2005 e il Barbaresco 2006, annate a detta dei produttori molto buone, che hanno reso dei buoni vini e non hanno creato particolari problemi, sia in fase di vendemmia che di vinificazione.

Passiamo ora ai produttori visitati…che i fumi dell’alcol mi aiutino nel ricordarli:

FONTANAFREDDA : Barolo Vigna La Rosa 2005, meno intenso e un po’ ferroso rispetto al Barolo Paiagallo vigna la Villa 2005, con un’eccessiva alcolicità al naso che dava un po’ fastidio

DOMENICO CLERICO: Barolo Pajana 2005 e Barolo Ciabot Mentin Ginestra 2005, il primo più tannico, il secondo più intenso ma comunque due buoni vini, già pronti da bere, ma non mi hanno fatto impazzire

PAOLO CONTERNO: Barolo 2005 e Barolo Ginestra 2005, un grande produttore che non fa uso di barrique, affina il primo vino 2 anni e il secondo 3 solo in botti grandi. Vini molto validi.

CORDERO DI MONTEZEMOLO: Barolo Enrico VI 2005, morbido, da bere subito perché non ha una buona acidità e un buon tannino da poterlo far diventare longevo, beverino ma non è un Barolo tipico.

PRUNOTTO: Barolo Bussia 2005 un ottimo vino, intenso, morbido, tannico il giusto e di una buona freschezza e persistenza. Un vino da acquistare e da tenere in cantina.Voci ascoltate in sala dicono che il ’99 sia stato un ottimo vino da ricercare.

RENATO RATTI: Buono il Barolo Marcenasco 2005 che passa parte in barrique usate e parte in botti; migliori perché più intensi e profumati con sentori balsamico , un po’ ferroso, liquirizia il Barolo Conca e Rocche del 2005 che , essendo le chicche dell’azienda, vengono vinificati con un occhio di riguardo e passano in botti/barrique nuove

REVELLO: Di ottimo impatto il Barolo Vigna Gattera 2005 che risulta molto equilibrato e viene vinificato solo in botti grandi, mentre il Barolo Vigna Giachini 2005 passa il 50% in barrique nuove, anche se il legno non spicca né al naso né in bocca e lo fa risultare molto equilibrato ed elegante.

LUCIANO SANDRONE: Barolo Le Vigne 2005 , fa solo botte grande, al naso molto fruttato e speziato, in bocca morbido ed equilibrato.

BRUNO GIACOSA: Barolo le Rocche del Falletto 2005 un ottimo vino, morbido, abbastanza tannico e fresco, molto piacevole al naso e in bocca,equilibrato, passa solo in botti grandi, un buon profumo di pasticceria. Un vino da acquistare

LA SPINETTA: qui il discorso è diverso, avevamo già bevuto in degustazione il Barbaresco Starderi del ’99 (annata eccezionale) e lo avevamo trovato un ottimo vino, quindi ci siamo lanciati sulla stessa etichetta del 2006 ma aimè abbiamo avuto una nota negativa, puzzava di cantina, stalla, anidride solforosa…quindi abbiamo provato gli altri (Gallina e Valeriano 2006) ma abbiamo riscontrato sempre lo stesso problema. Vini da dimenticare e etichette esteticamente proprio brutte.

MOCCAGATTA: altro produttore di cui avevamo già assaggiato il Barbaresco Bric Balin del ’97 (annata calda ma dicono eccezionale) e non abbiamo avuto sorprese negative su quello del 2006, forse più tannico del Basarin e del Cole, che è risultato più profumato, intenso, di pronta beva e piacevole, forse perché passa in barrique?

PELISSERO : Barbaresco Tulin e Vanotu del 2006 , il primo più speziato e con un forte accento sul timo, il secondo barricato, ma aveva troppa solforosa, entrambi però avevano forte odore di cantina.

PIO CESARE: non poteva mancare! hanno diversi vigneti ma effettuano un’unica vinificazione, senza quindi soffermarsi sulle differenze di terreno, esposizione, località. Il Barolo 2005 passa per il 70% in botte grande e il 30% in barrique, che si sente più in bocca ma lascia sempre molto piacevole ed avvolgente il suo vino.

MICHELE CHIARLO: Barolo Cerequio 2005 morbido, intenso, tannico ma non allappante, già pronto da bere; Barbaresco Reyna 2006 più fruttato e tannico: 2 vini da bere fin d’ora e molto piacevoli al naso e in bocca.

GIANNI VOERZIO: Barolo La Serra 2005 vino piacevolissimo e pronto da bere, anche con un prezzo da competizione (€45).

ABBONA MARZIANO E ENRICO ultimi produttori ad essere visitato, eravamo già “alla frutta” ma abbiamo.. diciamo concluso in bellezza con un buon Barolo Pressenda e Barolo Terlo Ravera del 2005. Produttore che ci ha colpiti per la sua avversione per la barrique e ci ha chiesto di andarlo a trovare…penso che un pensierino ce lo faremo, perché ne vale proprio la pena.

Bella giornata!

Elena

BA&BA il Barolo e il Barbaresco che sara’…

Posted on Maggio 5th, 2009 in Articoli, Degustazioni by arzaman

Ieri, lunedì 5 maggio, sono riuscito a strappare mezza giornata di ferie per dedicare in compagnia dei miei amici alla presentazione della nuova annata del Barolo e del Barbaresco, manifestazione organizzata dall’AIS Torino nella splendida cornice della Palazzina di Caccia a Stupinigi.

BA&BA barolo barbaresco

Il bilancio della giornata e’ sicuramente positivo e meritava andare..sia per i vini che per la divertente e piacevole giornata. Ricordare ogni singolo vino e riportarne le note degustative quando si assaggiano cosi’ tanti vini complice la disponibilta’ di pressoché tutti i produttori di Langa diventa davvero difficile, mi limito quindi a riportare qualche impressione generale e cio’ che mi ha colpito di piu’.

La prima cosa che mi ha colpito e’ la presenza massiccia dei produttori, non so quantificare un numero ma tra le etichette note e meno note c’erano tutti.. e altrettanto massiccia la presenza di persone.. tanti colleghi sommelier..tanti appassionati…l’impressione quindi che il la parola “crisi” (argomento sfiorato con qualche produttore) fosse rimasta fuori delle porte della residenza di caccia.

BA&BA barolo barbaresco

Non avevamo un piano mirato e impossibile degustare tutto..siamo andati alla ricerca di qualche nome che non e’ cosi’ facile avvicinare e ci siamo fidati di qualche dritta di Leone e altri colleghi. La qualita’ in generale mi e’ sembrata molto alta e un tratto comune che ho riscontrato in molti produttori con poche eccezioni tanto nei baroli ma ancora di piu’ nei barbareschi e’ la grande bevibilta’ della annata barolo 2005.

Stiamo parlando di vini da grande affinamento per eccellenza pur tuttavia molti erano sicuramente non al loro apice ma gia’ “bevibil” con un discreto equilibrio, senza spigolosita’ estreme da smussare nel tempo. Molti vini li ho trovati piu’ freschi che tannici ma complessivamente equilibrati… non estremamente potenti e pieni ma piuttosto elegnati e piacevoli. Dal punto di vista olfattivo e aromatico ho trovato soprattutto certi barbaresco vinificati tradizionalmente senza uso della barrique davvero intensi e ricchi con spiccate note balsamiche e floreali , in secondo piano i frutti e i terziari ancora in evoluzione.

Discutendo con i produttori i giudizi comuni sul Barolo 2005 andavano dalla “buona annata” alla “molto buona”… Le condizioni climatiche del 2005, infatti, si sono mantenute nella norma e hanno assicurato un buono sviluppo vegetativo della vite e una vendemmia nella norma. A un inverno mite, caratterizzato da poche precipitazioni, è seguita una primavera fresca, con piogge scarse ma ben dosate. Tra la metà di luglio e la metà di agosto si sono registrate temperature più elevate della media e molte giornate secche. Il ciclo vegetativo della vite ha potuto, però, avvantaggiarsi di una perturbazione giunta a rinfrescare l’ultima decade di agosto. L’alternanza di brevi piogge e giornate soleggiate con temperature diurne elevate e notti fresche durante i mesi di settembre e ottobre ha favorito una perfetta maturazione di grappoli sani e ha beneficiato in particolare i viticoltori che durante l’estate hanno effettuato accurate operazioni di diradamento. Un leggero calo di produzione rispetto alla media non ha intaccato le qualità delle uve Nebbiolo.

Per i Barbaresco 2006 un giudizio molto simile: annata partita bene all’insegna del bel tempo primaverile. Le temperature si sono abbassate all’inizio di giugno, ma senza pregiudicare il buon andamento della fioritura. Luglio ha fatto registrare temperature elevate al disopra delle medie stagionali. Invece la prima metà di Agosto ha visto un clima più mite e piacevole con giornate calde alternate ad altre più fresche e ventilate. A differenza di altre regioni d’Italia le precipitazioni sono state comunque scarse e quindi in generale si può parlare di una stagione relativamente siccitosa. Si è quindi arrivati a Settembre con l’uva in buone condizioni sanitarie e tenori zuccherini piuttosto elevati; per contro lo sviluppo del frutto e degli aromi, in particolare proprio nei vigneti meglio esposti e più caldi, era ancora in ritardo. Due piogge intense hanno caratterizzato un mese di Settembre. La vendemmia è iniziata, il giorno 29 di Settembre, per concludersi il 7 di Ottobre dopo nove giorni di bel tempo che hanno permesso di raccogliere uva di ottima qualità e sanità.

Insomma due annate che hanno tutte le caratteristiche per diventare ottime e lo si riscontrava decisamente nella qualita’ dei campioni nel bicchiere.

Concludo con i miei 3 assaggi personali preferiti..non me ne vogliano chi non ho assaggiato o chi non ho menzionato: In ordine : Marziano Abbona Barolo 2005 Pressenda, Luciano Sandrone Barolo 2005 Le Vigne, Renato Ratti Barolo 2005 Le Rocche a parimerito con Michele Chiarlo Barbaresco Reyna 2006

Bella e istruttiva giornata, divertente occasione anche per rivedere un po’ di amici nel settore…terminata con i piedi sotto la tavola con un Angus dalla enoteca Morbelli a Ivrea

Davide