Questa volta lascio il commento della serata a due amici e compagni di bevute e non solo: Michele che insieme alla moglie ha con grande coraggio e iniziativa aperto da poco aperto a Ivrea un punto vendita specializzato nelle birre artigianali italiane dal nome Cioccolatò (visto che metà e birra e metà cioccolato) e di cui prima o poi vi scriverò i dettagli. Ivan valido collega e dirimpettaio di scrivania ormai afecionados di tutti i nostri eventi nonchè gourmet e aspirante cheff (a quando un tuo blog di cucina ?)

Eataly e Slow Food rimangono sempre una garanzia quando si tratta di promuovere il buon mangiare e il buon bere. Mercoledì 05 febbraio: una esuberante serata per gli amanti della birra.
Come un buon bicchiere pieno che non riesce a contenere l’esuberanza della sua schiuma, così la sala dei convegni di Eataly non è riuscita ad accogliere completamente tutti i numerosi appassionati del mondo birraio, accorsi alla presentazione della Guida 2009-10 alle Birre d’Italia.
Un interessantissimo incontro a cui difficilmente si poteva mancare, un viaggio nel mondo della birra artigianale, colmato con la premiazione delle migliori 22 birre, ritenute tali secondo gli autori della guida. Un “must” nelle mani di ogni appassionato, e che aiuta ancor di più, assieme alle altre guide presenti sul mercato, a districarsi nel variegato mondo dei microbirrifici italiani.
Innumerevoli, chiare e sintetiche descrizioni di birre artigianali, arricchite con stelle di valutazione, che esprimono i soggettivi pareri degli autori, e che premiano giustamente ottime birre, ma che non sempre forse rendono onore ad altrettanti ottimi prodotti.
Dopo il piacevole tavolo di discussione, la premiazione è stata anche l’occasione di vedere di persona chi si conosce solo attraverso un buon bicchiere di birra, timidi e simpatici mastri birrai, grazie ai quali possiamo gustare le loro creature e portare avanti questa nostra passione.
Finalmente dopo tanta teoria, si è passati all’applicazione pratica sul campo, un’eccellente degustazione della 22 birre prima citate, che rendono alto l’onore delle birre italiane, anche nel mondo. Un bicchiere, una chiacchierata tra amici e con i vari genitori di queste birre ed un buffet, è stata la cornice ideale per chiudere una ottima serata, e saziare i numerosi affamati ed assetati ospiti.
Delle tante birre messe a disposizione nella serata, molte erano quelle di mia conoscenza, ma non per questo mi stancherò mai di avvicinare la bocca ad un buon bicchiere. Difficilmente potrò mai rifiutare l’ennesimo assaggio di Verdi Imperial Stout, di SensuAle, di Sveva o della più accattivante Divina del simpatico mastro Losi.
Ma a conquistare maggiormente i miei sensi sono state due birre che per certi versi possono forse ritenersi agli opposti. Ottima, fresca e beverina la Daù, così come altrettanto ottima, ma calda e riflessiva la Tosta di Pausa Caffè. Due birre che mio avviso stimolano in modo diverso il palato, ma che con la stessa intensità riescono a conquistare l’attenzione di sorsata anche distratta.
Aspettando che il diffondersi di serate come quella passata, possano riempire sempre più i calendari degli appuntamenti birreschi, rimango col ricordo di un piacevole momento di sana cultura italiana, di vere persone e di veri sapori.
Michele

Quando Davide, il mattino dopo la serata di degustazione, mi ha chiesto “hai voglia di scrivere qualche cosa sulla serata, sulla degustazione da mettere sul blog”, ho pensato, “ieri ha bevuto troppo è ha ancora i malti in fermentazione”, già di vino non sono un esperto, ma di birre!!! Vuole rischiare la chiusura!! J
Poi però ho pensato agli altri miei due soci (Michele e Gianpaolo) che erano con me e Davide alla degustazione così li ho coinvolti.
Bene, quello che leggerete sotto è quanto è emerso dalle nostre “sensazioni” che non sono certo quelle degli esperti, ma quelle di neofiti a cui piace la birra, la birra di qualità e il movimento che sta nascendo intorno ai birrifici artigianali.
Partiamo dalla DAU del birrficio Troll. Perché proprio dalla DAU? Perché alla fine della premiazione dei birrifici, avevamo proprio sete (faceva un caldo) e quindi voglia di una birra semplice ma originale, leggera e fresca (3.9% vol) e questo è esattamente quello che abbiamo trovato bevendo la DAU, oltre a un colore dorato, dolci note speziate e agrumate, ed una grande bevibilità.
Ma da dove nasce il nome della birra? Come spiegava (Daniele Meinero) il DAU è un’animale mitologico che popolava (ormai è quasi estinto) tutto l’arco alpino, la sua particolarità è quella di avere le gambe di destra più corte di quelle di sinistra essendo così obbligato a salire e scendere dalle montagne girandogli sempre intorno. Animale quasi estinto anche perché facile da cacciare, basata spaventarlo, lui perde l’equilibrio, cade ed il gioco è fatto… J
Tolta la sete, abbiamo proseguito la serata cercando di degustare le birre a noi meno conosciute o non ancora assaggiate.
La Farrotta del birrificio Almond ’22, per esempio, una delle migliori birre da me degustata in questa serata, una piacevolissima sorpresa. Una bella bionda dal colore intenso e con una abbondante e persistente schiuma, con un buon corpo (5,7% vol) e dai sapori “semplici” di birra, cereali e farro ma con un’ottima persistenza. Ottima per una cena in abbinamento a un buon risotto ai formaggi, ma anche per un dopo cena “riflessivo” con gli amici. Una birra che non ti annoia e non smetteresti di bere. Complimenti ai birraio!
La Tosta, il nome direi che è perfetto, è veramente tosta! Il birrificio è quello della cooperativa Pausa Caffè, nota nel torinese per la torrefazione del caffè all’interno del carcere, e oggi anche per il suo birrificio all’interno del carcere di Saluzzo dove nasce appunto la Tosta. Una grandissima birra (per me la migliore della serata) da meditazione che può donare emozioni. Una birra calda, assolutamente di corpo ma con delle note dolci (per qualcuno di noi anche un po’ stucchevole) che la rendono morbida e più gentile. Prodotta con il cacao dei presidi Slow Food, è una birra scura color ebano, con una bellissima schiuma compatta e persistente color cappuccino. Al naso forte il caramello, il cacao e note fruttate. Al palato era elegante, con forti noti di cioccolato amaro e caffè, più caramello e malto con una persistenza lunghissima. Secondo me degna di un grande vino da meditazione. Assolutamente da abbinare a semifreddi o muss al cioccolato o caffè, da provare anche con cibi affumicati!
Un’altra ottima birra meditativa (10% vol) è la BB10 del birrificio sardo Barley (Cagliari). La particolarità di questa birra sta nell’uso della sapa (mosto d’uva cotto) di Cannonau che le dona un corpo e una vinosità ottimi da birra meditativa. Proprio per questa caratteristica viene prodotta una sola volta l’anno, in concomitanza della vendemmia del Cannonau e con un migliaio di bottiglie. Visivamente una nera in tutto e per tutto con una schiuma decisamente compatta color cappuccino e persistente (restava sul bicchiere che, tra parentesi, era quello da degustazione disegnato da Teo Musso). Al naso sapeva di tostatura, frutta e liquirizia. Anche lei come la Tosta, una birra che sa emozionare, calda e morbida, perfetta da sola per un dopo cena, ma anche da abbinare con dolci al cioccolato o caffè per esaltarli, e da provare con i formaggi tipo caprino o pecorino o anche con un fritto misto delle nostre parti.
In conclusione, la serata è stata molto bella e interessante, sinceramente non siamo riusciti a degustare tutte le birre proposte perché erano troppe, e anche perché noi nel bicchiere non avanziamo niente, sarebbe uno spreco!
Alla fine i complimenti vanno a tutti i mastri birrai e ai loro birrifici per la passione e la maestria nel fare birra originale di qualità e ottima da bere, e noi ne abbiamo le prove dopo la serata scorsa.
Ivan