Eataly: presentazione del libro Guida alle Birre d’Italia 2009

Posted on Gennaio 28th, 2009 in Articoli, Birra, Degustazioni by arzaman

Segnalo un ulteriore interessante appuntamento per i birrofili , Mercoledi’ 4 febbraio ore 19 presso Eataly aTorino verrà presentato il libro edito da Slow Food sulle birre d’Italia 2009

birre italia 2009

L’edizione curata da Luca Giaccone e Dionisio Castello e con le collaborazioni, tra gli altri, di Lorenzo Dabove (Kuaska, che si occupa degli stili), Luigi D’Amelio (Schigi, che si occupa degli abbinamenti), di Massimo Faraggi www.maxbeer.org e Daniele Fajner (che si occupa degli ingredienti). Il libro contiene scheda relative a 141 aziende e valutazioni di oltre 350 birre. La guida offre un panorama completo della produzione birraria italiana, proponendosi come uno strumento indispensabile per tutti i cultori della birra nazionale.

A seguito dell’incontro, per la prima volta, si avrà la possibilità di degustare le 22 birre premiate con l’etichetta, riconoscimento assegnato dagli esperti della guida a quelle bevande che si sono distinte per il loro valore assoluto. Un’occasione per scoprire il panorama nazionale dei microbirrifici, i produttori e le loro birre uniche.

Birre in degustazione

Piemonte
Elixir - Baladin, Piozzo (Cn)
SensuAle - CitaBiunda, Neive (Cn)
Sveva - Grado Plato, Chieri (To)
Quarta Runa - Birrificio Montegioco, Montegioco (Al)
Tosta - Pausa Café, Saluzzo (Cn)
slurp! - SorA’laMA’, Vaie (To)
Daü - Troll, Vernante (Cn)

Lombardia
Rubinia - BABB, Manerbio (Bs)
Du Bi-Du - Bi-Du, Rodero (Co)
Tipopils - Birrificio Italiano, Lurago Marinone (Co)
BackDoorBitter - Orso Verde, Busto Arsizio (Va)

Liguria
Maltus Faber Ambrata - Maltus Faber, Genova
Nivura - Scarampola, Millesimo (Sv)

Emilia Romagna
Verdi Imperial Stout - Birrificio del Ducato, Busseto (Pr)
Divina - Torrechiara, Torrechiara (Pr)

Toscana
Bastarda doppia - Amiata, Arcidosso (Gr)
Stoner - Bruton, San Cassiano di Moriano (Lu)

Lazio
Re Ale - Birra del Borgo, Borgorose (Ri)
Rajah - Stazione Birra, Morena (Rm)

Abruzzo
Farrotta - Almond ‘22, Spoltore (Pe)

Campania
Noscia - Maltovivo, Carpiglia Irpina (Av)

Sardegna
BB 10 - Barley, Maracalagonis (Ca)

Ingresso per il pubblico: 28 euro, degustazione + Guida alle birre d’Italia 2009

Mi sembra una occasione da non mancare

Davide

La birra protagonista nei ristoranti canavesani : Gardenia e Aquila Antica

Posted on Gennaio 28th, 2009 in Articoli, Birra, Degustazioni by mail

Per gli appassionati della birra dopo la serata sulle birre artigianali piemontesi tenutasi a Caluso il 27 novembre ecco due nuovi appuntamenti da non perdere : due cene proposte da due antichi e blasonati ristoranti della tradizione Canavesana, il Gardenia di Caluso e L’Aquila Antica di Ivrea con protagonista la birra in abbinamento con piatti appositamente studiati.

Questo utilizzo della birra sia nella preparazione dei piatti (esiste una vera e propria gastronomia birraia) o in abbinamento agli stessi e’ stata uno degli argomenti trattati durante la serata del 27 per cui non posso che compiacermi che due Cheff come Mariangela Susigan del Gardenia e Doriano Regruto dell’Aquila Antica si cimentino in questo tipo di cucina.. dall’antipasto..al pesce al dolce a riporva della versatilità della birra

Veniamo quindi alle due proposte

La proposta del Gardenia , lo stellato ristornate di Caluso e’ la seguente

gardenia

ricciola,acqua di pomodoro,uvette e capperi

scarampola n°8 birra bianca - birrificio scarampola

pollastra di Tonco cotta nella birra,fagiolini ,fegato grasso d’anatra

petrognola birra artigianale di farro - birrificio Petrognola

risotto sfumato con capesante e carciofi mantecato alla birra

birra Ipa italian Pale Ale - birrificio scarampola

sella di coniglio grigio farcita di prugne, cipollotti,indivia candita

Nora birra egizia - baladin di teo musso

soffiato di cioccolato fondente,crema di zucca gialla,gelato di paste ‘d melia

Noel birra bruna - baladin di teo musso

Data: Giovedi’ 5 febbraio 2009

Ore: 20:30

Costo: 65E

per prenotazioni 0119832249 info@gardeniacaluso.it

Grazie alla disponibilità del ristorante la sera del 5 daro’ una mano all’amico Sommelier Andrea Benedetto affiancandolo e raccontadovi qualche cosa su questi birrifici che sono stati selezionati e le loro produzioni.

A parte il ben note Baladin molto interessanti le altre due scelte.

Il primo , Scarampola, di Millesimo in Val Bormida (liguria)…a pochi passi dal mio paese natale Calizzano dove ho avuto modo di incontrare il birraio in occasione di una fiera locale e apprezzare in particolare la IPA con un uso sapiente di spezie e frutta (pompelmo) per aromatizzarla. Il secondo invece, la Petrognola, in Garfagnana dove mi sono recato nello scorso autunno come testimonia la merenda all’aperto con i prodotti locali abbinati alla loro particolarissima birra al farro.

La proposta invece dell’Aquila Antica e’ per venerdi 27 marzo. Il menu’ non e’ ancora definto (aggiornero’ appena possibile) ma saranno protagoniste le Birre di Abbazia in abbinamento e come ingrediente delle ricette. Costo 35E e prenotazioni al 0125 641364 o mail aquilaantica@libero.it

Non perdete quindi queste occasioni per apprezzare ancora di piu’ la birra nella sua valenza alimentare e gastronomica…in particolare se si tratta di prodotti artigianali italiani !!

A risentirci ovviamente con i commenti alle serate

Davide

Bordeaux per quelli che non c’erano…

Posted on Gennaio 24th, 2009 in Articoli, Degustazioni by arzaman

Ovviamente i nostri 4 prodi eroi che hanno sfidato la nevicata del secolo per intraprendere il viaggio studio verso Bordeaux e dintorni non si sono dimenticati di quelli rimasti a casa… stipando bagagli, viveveri e bottiglie hanno riportato in patria una grande bottiglia di St. Emilion

E quale migliore occasione per condividerla di organizzare un dopocena nel locale di Leone che ci guidera’ nella prossima degustazione di St Emilion organizzata dalla delegazione AIS canavese per il 20 febbraio.

Non fidandomi delle parole di Domenico “venite semimangiati” mi sono recato un po’ prima a Vidracco e cosi’ ho avuto modo di farmi una pizza e birretta e due chiacchere con Leone che non vedevo da molto.

Alle 20.30 in punto ci siamo riuniti intorno al tavolo ricco di spuntini da accompagnare al tesoro riportato dalla Francia…atmosfera allegra, entusiasta, tutti avevano qualcosa da raccontare…il viaggio ovviamente ha tenuto banco..dalle peripezie dovute alla neve…alla bellezza dei posti nel loro paesaggio invernale…alla disponibilita’ dei francesi ad accogliere la delegazione italiana…e ovviamente ai grandi vini degustati e cantine/vigne visitate.

Per scaldarci abbiamo provato una bottiglia regalata dall’enoteca un generico AOC Margaux …non ci sarebbe dispiaciuta un millesimo dell’omonimo chateaux…ma li perdoniamo.

Bordolese al naso e al gusto sicuramente..con prevalenza di cabernet franc, discreta intensita’ al naso anche se non una grande finezza, riconoscimenti erbacei, di humus, spezie, frutta matura..in bocca un po’ deludente, grande impatto iniaiziale, tannino un po’ ruvido ma poi poca persistenza e spessore.

Di ben altro lignaggio la seconda bottiglia un 1er gran cru classe del 1998 dello Chateau Troplong Mondot opportunamente scaraffato dal padrone di casa, e lasciato ossigenare sia nel decanter che nel bicchiere.

Composto principalmente di Merlot si presentava con un naso fine elegante e inteso con frutta (casiss, prugna) e spezie (tabacco dolce, cannella, castagna, una punta di vaniglia) perfettamente armonizzate. In bocca un tripudio…potente e violento all’inizio ma poi grandissimo equilibrio di sensazioni pseudoclairiche, tannino e acidita’ unita a morbidezza e persistenza. Nessun accenno di botte , un vino pronto da bere a grandi sorsate e lasciarsi trasportare dalla sua grande potenza ed equilibrio. Grazie per aver condiviso questa emozione “con chi non c’era”.

Finale di serata a organizzare i progetti futuri e a dare una occhiata alle foto del viaggio… non resta quindi che organizzare la prossima spedizione…e io una idea in mente ce l’ho ! stay online…

Davide

Gran finale con un dolce Sauternes

Posted on Gennaio 23rd, 2009 in Articoli, Degustazioni by domenico

Ed eccoci arrivati alla fine del viaggio… ci siamo allontanati a sud di Bordeaux verso Sauternes. Ma esiste il paesino???? A me non sembra, praticamente è una piazza-rotonda con 4 case …ma tutt’intorno, quello che colpisce l’occhio, è la distesa di vigne e foreste. Ci sono innumerevoli piantagioni di alberi ad alto fusto e non capivamo perché finchè non ci hanno spiegato che il connubio fiume+foresta+nebbia è fondamentale per creare la muffa nobile. Già! Non ci era proprio venuto in mente.. qui siamo nel regno della Botrytis Cinerea che con la sua nobiltà attacca le uve e le fa appassire e addolcire in maniera sublime.

Così abbiamo varcato il cancello di Chateau Guiraud dove ci è stato raccontato che per fare il Sauternes passano più di 7 volte in vigna tra ottobre e dicembre per raccogliere manualmente i singoli chicchi botritizzati. In fase di pigiatura separano le molteplici parcelle di vigneto per poter così ottenere più di 70 combinazioni di vino,da poter assemblare a piacimento.

Gli acini poi vengono messi in vasche e pressati non meccanicamente ma a caduta e la prima spremitura non viene mai utilizzata per fare il Sauternes…e i più rimangono stupiti: già dalle uve raggrinzite esce poco succo, togliere la testa e la coda, come nei distillati, vuol dire veramente ricavarne un nonnulla… ma è il nettare migliore e così lo lavorano!

Passata quindi la notte mettono il succo in “barrique nuove” che a loro volta sono avide di nettare e ne succhiano circa 7 litri… quindi sempre meno vino!, il mosto fermenta naturalmente da 2 settimane a 2 mesi poi la si blocca portando la temperatura a -4°C , con ovviamente l’aggiunta di solforosa. Il vino sta poi fermo in cantina per almeno un anno e alla fine avviene il fatidico imbottigliamento.

Così, noi abbiamo degustato un 1er cru classè del 2002, servito per noi troppo freddo, dicono che loro lo bevono così, da aperitivo, freddo da frigo; posto che vai usanze che trovi, e ciò sottolinea che non esiste una regola per bere il vino!

Noi abbiamo aspettato che si scaldasse un pochino perchè si  aprisse tutto il bouquet , così è uscito il  miele, il dattero, l’uvetta, lo zucchero caramellato; in bocca poi si è presentato dolce ma non stucchevole, sapido e molto persistente.

Vino ottimo col il Patè di fois gras, che abbiamo successivamente degustato nel Perigord.

La gita si è quindi conclusa con: il lancio dal finestrino del navigatore che ci ha portati fuori strada troppe volte, una spettacolare visita, che merita un approfondimento, alla Dordogna: regione dell’uomo primitivo, quello di Cro Magnon di scolastica memoria, ricco di caverne, paesini arroccati alle montagne e panorami spettacolari.

Grazie “ragazzi” per la compagnia e la bella gita e… alla prossima!

Domenico

Da Saint Emilion al Medoc..i grandi Chateau di Bordeaux

Posted on Gennaio 21st, 2009 in Articoli, Degustazioni by maria

Eccoci alla seconda puntata del nostro viaggio studio in quel di Bordeaux

Alle 16.30, ci aspetta la nostra seconda visita allo CHATEAU CLOS FOURTET. ci accolgono portandoci inizialmente a vedere i 20 ettari di vigneti che abbracciano una parte del paese .

Il terreno principalmente calcareo è suddiviso in parcelle; la maggior parte degli ettari si sviluppa in merlot e il resto cabernet sauvignon. Dopo la vendemmia ,esclusivamente manuale, avviene una fermentazione di 12 giorni e successivamente quella malolattica in barrique, nuove e di legno francese.La visita prosegue portandoci a far vedere il luogo in cui lasciano riposare i loro vini, e vi posso garantire che è una vera emozione! Chilometri di gallerie sotterranee, a temperature costanti dove il vino affina per tutto il tempo che necessita.Terminata la visita allo chateau, segue la degustazione del 1er gran cru classe 2003. Un vino ancora giovane, con sentori di frutta matura, fresco, sapido e un tannino piacevole.

Al terzo giorno, il nostro appuntamento è alle 10.00 presso CHATEAU CANON, ci accoglie Gerardine, una ragazza molto gentile e disponibile. Attualmente il proprietario di questo chateau è Chanel, nota azienda dell’alta moda; si estende su 22 ettari, principalmente allevati a Merlot. La vendemmia è esclusivamente manuale. L’uva viene portata in cantina e qui avviene un’ulteriore selezione “chicco per chicco”, per eliminare chicchi lesionati dal maltempo o dal trasporto. Ci viene spiegato che l’attenzione al dettaglio è fondamentale per ottenere un vino di qualità e giustifica a mio parere anche il prezzo molto elevato di questi magnifici vini. Segue una fermentazione alcolica in acciaio e una maturazione di un mese in barrique, un ulteriore travaso per un maggior equilibrio e poi finalmente l’imbottigliamento e affinamento. Ciò che colpisce della visita in cantina è la perfetta pulizia che lascia veramente sorpresi!

La visita prosegue facendoci visitare i loro 18 km di gallerie sotterranee, ma a differenza di Clos Fourtet non possono essere utilizzate per l’affinamento in quanto, per mancanza di ventilazione, è presente un’umidità molto elevata, che nuocerebbe al vino.

La degustazione del 1er gran cru classe 2004 (75% Merlot 25% cabernet Franc) è un vero piacere per il palato: naso incantevole con un buon frutto, fine, equilibrato, trama tannica presente ma decisamente elegante; vino che colpisce per la sua morbidezza e avvolgenza.

Lasciamo Chateau Canon veramente soddisfatti e deliziati per ciò che ti può regalare un vino, ma soprattutto capendo il lavoro che c’è dietro un calice:l’attenzione al dettaglio, la costanza, la determinazione e la professionalità delle persone che lavorano in queste vigne.

Finalmente, è arrivato il momento più atteso da tutti noi: CHATEAU MARGAUX ci aspetta! e noi puntuali come degli orologi svizzeri alle ore 14.30 bussiamo alla loro “porta”. Lo chateau è unico nel suo genere, se dovessi utilizzare degli aggettivi per descriverlo utilizzerei sicuramente “austero” e “semplice”.

Il terreno è suddiviso in 80 ettari utilizzati per la produzione di cabernet sauvignon al 65%, 20% merlot e la parte restante di petit verdot e cabernet franc. Altri 12 ettari di terreno sono utilizzati per la produzione di sauvignon blanc. Il 30% della produzione totale è utilizzata per l’etichetta Chateau Margaux, Il 55% per l’etichette Pavillon Rouge e il resto per etichette di minore importanza. Utilizzano esclusivamente barrique nuove,una parte di queste le producono direttamente il loco. L’affinamento è suddiviso in base agli anni delle vigne, le più vecchie in barrique le più giovani in acciaio e poi avviene un assemblaggio.

Il vino in degustazione è stato un 1er gran cru classe 2004 che si presentava alla vista di un granato non brillante ma ben consistente, al naso molto intenso con profumi della tonnelleria, cantina, legno, profumi di frutta rossa come ciliegie mature e una buona speziatura con finale di liquirizia. Molto persistente e, nonostante i suoi 13°, era molto morbido e si lasciava proprio bere con gusto.

Sul gusto di un buon Bordeaux vi lascio all’ultima puntata sul rientro con Sauterne e il Perigord!

Maria

Verso Bordeaux.. passando per Saint Emilion

Posted on Gennaio 18th, 2009 in Articoli, Degustazioni by elena

Come iniziare meglio l’anno se non con una splendida gita in compagnia di un bel gruppo affiatato? Così il 7 gennaio, sotto una tormenta di neve, Gigi, Maria, Domenico e la sottoscritta si sono messi in marcia verso la Francia alla ricerca di cosa rende speciale e spettacolare il vino di Bordeaux.

La prima giornata doveva essere solo di spostamento dall’Italia alla destinazione prefissataci…. ma quanto è stata dura arrivarci… dovevamo proprio aver voglia di bere un buon bordeaux perché una persona forse con un po’ più di senno di noi si sarebbe arresa alla prima tormenta di neve incontrata sul mare; invece noi abbiamo proseguito!

Le note positive di una giornata da cancellare sono due: la neve sulle vigne del Rodano e la compagnia simpatica e avventurosa che non si abbatteva davanti a un metro di neve e trovava persino un diversivo fare lo slalom tra camion bloccati e macchine in contromano in autostrada, pa’ problem!

Il giorno dopo, stanchi ma eccitati e dopo una nuova mattinata in macchina, siamo giunti a Saint Emilion. Lo avete già visitato? No? Andateci perché è uno spettacolo di paesino su una collina molto dolce dove spiccano vecchie case ben conservate e vigne che le avvolgono con il loro calore. E’ patrimonio dell’Umanità e vi posso assicurare che hanno proprio ragione, si respira aria di festa, di vino, di campagna, di semplicità.

Alle 14 avevamo appuntamento a Chateau Troplong Mondot dove abbiamo partecipato alla visita guidata, in francese, di come lavorano nei loro 23 Ha di vigna e di come vinificano i 500 hl di vino. Siamo a Bordeaux quindi la barrique è la norma.

Abbiamo degustato diversi vini: partendo da uno base composto dal 60% di Cabernet Franc e 40% di Merlot, molto erbaceo e tannico, anche perché troppo giovane (2006) per passare alla prima etichetta: 1er gran cru classe composto da Merlot quasi in purezza 90%, quindi più fruttato, meno tannico e più morbido in bocca con profumi di mora, sottobosco, pasticceria, vaniglia e in fine anche cioccolato.

Come chicca ci hanno presentato sempre una prima etichetta del 2005 vinificata col Merlot 80%, da dimenticare in cantina e da bere tra una decina d’anni per il suo tannino ancora marcato, molto avvolgente e dolce in bocca, morbido con spezie derivanti dal legno, mai troppo aggressivo, sempre ben dosato perché, come ci è stato raccontato, non tutti i vini possono maturare in barrique e non ha senso, solo per seguire la moda, vinificarvi un qualunque nettare di bacco , infatti loro invecchiano in barrique nuove solo il vino di prima etichetta, gli altri passano in quelle di secondo passaggio e non sempre.

In conclusione nonostante l’avventura del viaggio il finale nella prima cantina, ops Chateau, è stato molto interessante, non per niente abbiamo acquistato un’ottimo 1er gran cru del 1998 da degustare appena possibile con il restante gruppo mysobry.

Ora mi soffermo a ricordare …per la parte successiva del viaggio dovrete aspettare il prossimo articolo.

Elena