Serata AIS birre artigianali piemontesi: prima,durante,dopo..

Posted on Novembre 28th, 2008 in Articoli, Birra, Degustazioni by arzaman

Ieri sera 27 novembre sono riuscito finalmente a portare in porto un progetto su cui lavoravo da tempo : una serata di degustazione sulla birra targata AIS. L’idea di proporre alla nostra delegazione AIS canavese una serata a tema sulla birra e’ stata sicuramente una idea un po’ diversa , alternativa e a se vogliamo anche un po’ azzardata visto il focus ovvio dell’AIS sul vino e pensando al pubblico consolidato delle degustazioni AIS abituato molto bene da serate sui grandi vini.

L’idea che ho via via sviluppato e’ stata quindi di parlare di birra da una prospettiva differente e a un pubblico non di “birrofili” ma piuttosto di competenti degustatori, sommelier,appassionati e curiosi e il titolo che ne e’ venuto fuori e’ stato “Piemonte terra non solo di grandi vini: viaggio tra i birrfici artigianali piemontesi”. Birra quindi artigianale…italiana…piemontese…una bella sfida sia per il contesto sia per il tema. Idea e sfida che e’ piaciuta in delegazione e al delegato Massimo che ringrazio per aver supportato il tutto e aver trovato modo di inserirla in calendario a fine anno…il primo risultato tangibile e’ stato quello di aver riempito la sala in breve tempo cosa per me non cosi’ scontata su questo tema.

Su come e’ andata poi in generale la serata mi astengo dal commentarlo essendo parte direttamente in causa e essendo il blog proprio pensato per stimolare i commenti.

Quello che posso dirvi sono le mie sensazioni a caldo.. dura, faticosa, meticolosa la preparazione iniziale..dare forma,organicità’ e sinteticità’ a un discorso che rischiava di diventare troppo tecnico cercando di rispondere a due domande: Birra Perche? E Birra artigianale cosa e’?

Divertente e istruttiva la scelta prima dei birrifici e delle birre da proporre..scelta basata su un criterio molto semplice…aziende, artigiani, persone con cui nel mio sviscerare la passione per la produzione di birra ho avuto modo di entrare in contatto, interagire , capire le loro filosofe e scelte oltre che i prodotti. Una degli obiettivi era infatti oltre che a far conoscere realta’ del territorio far capire anche chi c’e’ dietro al prodotto in degustazione..ciascun birrificio ha la sua storia e il suo personagio. Sicuramente utile in questo senso la partecipazione di qualche birraio in sala. Elaborata ma tutto liscio la logistica iniziale grazie anche all’aiuto di Michele di Cioccolto’ nel reperire tutti i prodotti. Della serata live posso sintetizzare tutto in una parola: mi sono divertito ! Parlavo delle cose che mi appassionano a 50 persone curiose e attente…che volere di piu’ !

Un ringraziamento doveroso a Domenico per il supporto e i preziosi consigli (anche se non sono mai riuscito a capire se la birra gli piace o meno) a Elena,Maria e Gigigi per il supporto opertativo prima,durante e dopo con un servizio impeccabile e non facile da gestire con diverse tipologie di bottiglie e diverse temperature di servizio.

Un ottimo e puntaulissimo resoconto sul Blog di Fabrizio che ringrazio anche per le foto a prese prestito

Dal mio punto di vista quindi tutto ok , quello che avevo in mente di fare l’ho fatto..detto cio’ vi lascio ai commenti su serata e birre e allego copia del materiale didattico utilizzato.

Davide

Black Rebel quando una stout incontra la menta..

Posted on Novembre 23rd, 2008 in Articoli, Degustazioni, Soste MySobry by arzaman

Ciao

Sabato sera dopo aver lasciato mio amico Maurizio al lavoro ho fatto un giro a Finale Ligure per vedere il “mare di inverno”…dopo aver girovagato un po’ senza meta in una citta’ pressoche’ deserta ho puntato a Final Borgo dove ho visto un po’ di movimento in un piccolo locale che non conoscevo in cui mi sono rintanato per ripararmi dal vento gelido

Il posto e’ stata una piacevole sorpresa si chiama Tia Pepa…un wine bar con una bella atmosfera, una ricca carta di chocktails e distillati in particolare rhum offerti anche in combinazione “degustazione” e sul bancone una bella esposizione di birre artigianali italiane.

Volendo stare sul leggero e provare qualcosa di particolare e ho optato per una delle creazioni di Marengo del birrificio Citabiunda: la Black Rebel. Una birra che sulla carta dovrebbe essere una stout ma che ha un profilo decisamente diverso rispetto alle dry stout Irlandesi. La particolarita’ sta in una speziatura con Menta del del consorzio EssenzialMenta di Pancalieri (TO) e con crema di cioccolato.

Il risultato e’ una via di mezzo tra un after eight , un caffe’ shekerato, un liqure alla liquirizia…molto interessante, bevibile e fresca ben amalgamata,mai stucchevole, priva dell’amarezza e del corpo di una stout e’ una birra decisamente “sfiziosa”.

Da provare la birra e da ritornare nel posto per fare un tour nei distillati

Davide

Idee originali per regali enologici

Posted on Novembre 21st, 2008 in Articoli by arzaman

Volte fare un reagalo enologico per natale e siete stufi della solita bottiglia o set di bicchieri o decanter o peggio ancora cavatappi ultra moderno?

Guardate cosa ho scovato : un designer di decanter e caraffe …Etienne Meneau che non tradisce davvero il logo Strange Carafes

Devo dire che sono davvero di impatto mi chiedo pero’ se hanno una qualche utilita’ nel ossigenare e decantare  il vino e anche una praticita’ d’uso…dal servizio al lavaggio….

avete mai visto nulla del genere?

Davide

E’ tempo di master: I campioni si sfidano su Nebbiolo e Sangiovese

Posted on Novembre 21st, 2008 in Articoli by arzaman

Nei prossimi giorni si svolgeranno due dei piu’ prestigiosi concorsi enologici a premi riservati ai sommelier e organizzati dalla varie delegazioni regionali dell’AIS

Martedì e’ la volta del Master Sangiovese presso l’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna patria di questo vitigno con sommelier agguerriti da tutte le regioni che affronteranno prove scirtte, di degustazione e di servizio. Il programma di dettaglio lo trovate a questo link

Master sangiovese

Il 30 novembre si replica con Il Master del Nebbiolo 30 novembre 2008, presso il Relais Villa Sassi di Torino organizzato dall’AIS piemonte. Stesso copione cambia ovviamente il “vitigno” e il territorio. Curioso se volte come due vitigni…uno molto “popolare”…l’altro moloto “nobile” siano entrambi oggetto di approfondimenti cosi’ spinti.

6 nebbiolo master

Lo scorso anno trionfo’ in tutte e due le edizioni Ivano Antonini, neo campione italiano…e questo vi da l’idea del livello e competitivita’ di tali manifestazioni. Come AIS Canavese partecipammo con una piccola pattuglia piazzando Andrea Benedetto in finale. Purtroppo quest’anno nessuno di noi riuscira’ a partecipare…ma sono curioso di seguire le vicissitudini e vedere (scusate campanilismo) se un piemontese riesce a portare nella patria dei grandi nebbioli il trofeo.

Se siete curiosi e non avete idea in cosa dovete cimentarvi vi rimando a due articoli relativi alla sessione del master nebbiolo 2007 con le domande del questionario (e le risposte) e qualche foto e video.

Per la piccola esperienza diretta di partecipante alla scorsa edizione del master nebbiolo posso dire che questi eventi oltre all’aspetto di pura competizione sono un uno stimolo per approfondire la propria cultura enologica e passione, impadronirsi e appassionarsi a un territorio e cimentarsi con una esperienza unica e formativa confrontandosi e stringendo amicizia con i migliori del settore. Una bella esperienza davvero che consiglio.

A risentirci per i risultati e in bocca al lupo a tutti !

Davide

Degustazione grappe Tosolini da Vino e Dintorni

Posted on Novembre 21st, 2008 in Articoli by arzaman

Dopo le grandi serate sui distillati di vino (cognac e armagnac) ieri sera sono tornato alle nostrane grappa e acquaviti di uva. Ciro, dell’enoteca Vino e Dintorni di Ivrea, mi ha infatti invitato a una interessante serata sui distillati con il produttore Friulano Bepi Tosolini.

Dopo una breve introduzione sui concetti base dei distillati Italiani evidenziando le differenze tra le varie tipologie di acquaviti il rappresentante dell’azienda ne ha illustrato la filosofia produttiva che dispone di una linea completa di prodotti che vanno dalle acquaviti di mosto d’uva, raccolte sotto il nome commerciale MOST alcune delle quali molto rare e tipiche della tradizione friulana (Ramandolo, Picolit, Fragolino..) ,alle tradizionali grappe sia di uve miste che di monovitigno, per arrivare ai prodotti affinati in legno.

In degustazione abbiamo potuto sperimentare direttamente le differenze anche sensibili fra le varie categorie di prodotti

Il primo distillato è stato un MOST di uve miste. Una acquavite bianca e trasparente ottenuta dalla distillazione del mosto di 4 uve: cabernet, merlot , pinot grigio e tocai fermentati in tini di frassino. La distillazione avviene in piccoli alambicchi di rame discontinui. Un distillato dal profilo olfattivo delicato ,semplice e fine con note prevalentemente floreali e dolci. In bocca si è rivelato come primo impatto estremamente morbido e delicato con tuttavia una prevalenza di dolcezza che ne rende il finale un po’ stucchevole.

Siamo poi passati a un MOST da moscato rosa, un vitigno aromatico tipico del trentino. Al naso decisamente piu’ intesa e aromatica con sentori ancora floreali (rosa) e fruttati (fragola) e una leggera nota erbacea e speziata. In bocca ancora morbida e dolce con una lunghissima persistenza. Un distillato nel suo complesso elegante e accattivante, facile da bere.

Siamo quindi passati alle grappe partendo dalla GRAPPA RISERVA affinata 3 anni ma tuttavia perfettamente trasparente e con un grado alcolico di 50%. I sentori decisamente piu’ eterei e complessi e franchi. In bocca sempre orientata alla morbidezza e poco pungente , fruttata e abbastanza fine. Da una riserva a 50% vol forse ci si aspetta qualcosa di piu’.

La grappa successiva invece e’ denominata AGRICOLA, fatta di uve miste è quella che mi è sembrata piu’ franca e autentica nei suoi riconoscimenti di distillato di vinaccia. Al naso non cosi’ fine  con qulche residuo erbaceo, ma in bocca molto decisa, secca, calda, leggermente aggressiva all’inizio ma con un finale molto persitente di liquirizia, uvetta. Meno facile da bere ma piu’ “grappa”

Abbiamo chiuso con uno dei distillati della serie “legni” e precisamente quello affinato in botti di rovere d’allier. Un colore giallo paglierino scarico e sentori di miele e agrumi al naso che si ritrovano pienamente in bocca dove tuttavia il legno e’ molto presente con note vanigliate un po’ eccessive.

Nel complesso una bella serata , tranquilla e conviviale, conclusasi con la costituzione della compagnia del MOST e la premizione di Ciro come maestro del gusto !

grazie Ciro per l’invito e alla prossima iniziativa

Davide

Contro la crisi Vino, Olio, Birra , Pane fatti in casa..

Posted on Novembre 19th, 2008 in Articoli by arzaman

Ormai anche le persone piu’ refrattarie come me sanno che c’e’ la crisi, la recessione…che saranno anni di pianto e stridore di denti. Dopo la bufera finanziaria che tocca magari i risparmi ma non la pancia e ora la crisi dell’economia reale…settori come auto, beni di lusso etc sono pare in profondo rosso…e il vino e le altre bevande alcoliche pare non sia immuni con un calo sensibile degli acquisti.

Le ricette che ci vengono suggerite per superare questo momento sono molteplici…molte hanno in comune la spinta a tornare alle cose base, ai bisogni primari, alla semplicita’, alla qualita’ della vita, al rinunciare al superfluo. E tra le cose base su cui fare una riflessione al primo posto viene senza dubbio la nostra alimentazione…cosa mangiamo, da dove acquistiamo, come produciamo…tutto in discussione. Anche sul vino e dintorni , partendo da uno spunto di un articolo della col diretti propongo una riflessione.

Se pariamo dal presupposto che “piccolo” , “locale” , “territorio” “dal produttore al consumatore” sono tutte parole sinonimo di qualita’ , convenienza, sostenibilta’…allora perche’ non prodursi da se gli elementi primari della nostra tavola…il Vino, l’olio, il panne…e io aggiungo la birra.

Il tema ovviamente mi affascina molto perche’ da produttore di birra, homebrewer, ho provato personalmente e poi mostrato ad altri come si possa produrre birra di qualita’ in maniera casalinga. Attrezzatura con costi contentuti, materie prime di assoluta qualità (quelle che usano i birrifici) e disponibili, processo “semplice” o perlomeno sufficientemente controllabile in maniera casalinga rendono alla portata di tutti produrre un bicchiere di birra genuino e di qualita’ a un costo tra 1,5-2 E litro (una pessima media in pizzeria ne costa oltre i 10) . Il lievito poi che avanza potremo usarlo per panificare..

Pensando al vino , provenendo da una famiglia che ha sempre prodotto in casa (acquistando le uve..) il famoso |vino del contadino” mi chiedo ora da consumatore e degustatore consapevole se si puo’ produrre vino di qualita’ scalando il processo di cantina a dimensioni “domestiche”. Supponendo di aver a disposizione una materia prima di qualita’ la tecnologia come illustra l’articolo della col diretti sembra puntare a una generazione di macchine agricole di dimensioni ridotte, una pigiaderaspatrice, un piccolo torchio, un fermentatore inox, una imbottigliatrice e una tappatrice sono alla portata di tutti. L’uva la si puo’ acquistare a 50-60 centesimi il chilo…per un costo finale della bottiglia sotto l’euro (qualcosa di piu’ in funzione del tappo scelto)…svariate volte meno di una bottiglia da supermercato. E’ chiaro che ci vuole attenzione nel processo di vinificazione…che poi non e’ cosi’ complicato nei suoi principi base…ma l’obiettivo non e’ magari produrre un vino da 5 grappoli e lungo affinamento, ma un vino corrente, vinificato bene, senza difetti, da mettere in tavola tutti i giorni.

Anche l’olio sta seguendo la stessa strada. Oggi le olive che mio fratello faticosamente raccoglie sono portate al frantoio che mette a disposizione di piu’ olivicoltori professionali o semplici famiglie la struttura e tecnologia per frangere…e vi assicuro che portare un sacco di olive al frantoio e ritirare la propria spremuta e’ davvero affascinante. Domani e’ pensabile che una famiglia o un gruppo di famiglie si dotino di un mini-frantoio domestico, semplice, pratico e facile da esercire, con spremitura a freddo.

In commercio ci sono varie tipologie di mini frantoi, ci sono mini frantoi di piccolissime dimensioni (minifrantoio ad uso casalingo con capacità oraria di 30-50 kg di olive/ora)costituiti principalmente da un mono blocco e mini frantoi con capacita lavorative da 100 - 250 kg/ora costituiti da piùparti che insieme chiudono il ciclo lavorativo di molitura delle olive.

Insomma in questo periodo di ritorno alle cose base con un po’ di tecnologia, un po’ di consapevolezza e studio si puo’ pensare di autoprodursi i prodotti base senza rinunciare alla qualita’…che ne pensate ? e’ una strada per vivere bene e combattere la crisi?

Davide

Ti presento una bionda: le birre degustate

Posted on Novembre 15th, 2008 in Articoli, Birra, Degustazioni, Eventi by mail

Giovedi 13 novembre ho concluso il ciclo di 3 serate di cultura birraria organizzato con il Birrificio Artigianale Gilac per festeggiare il compleanno del loro primo anno di attività.

Fare un bilancio di come è andato non credo spetti a me..quello che posso dire lato mio è che è stato impegnativo, stimolante, e molto molto divertente…spero complessivamente siamo riusciti a far comprendere un po’ di piu’ cosa c’e’ dietro un bicchiere di birra , che cosa è la birra di qualità, che cosa è la birra artigianale sia attraverso la parte più strettamente didattica, attraverso la visita all’impianto ma soprattutto attraverso la degustazione.

Non posso che ringraziare quindi Salvatore, Claudia, Vincenzo per avermi coinvolto in questa iniziativa, dato fiducia e supportato perfettamente in tutti gli aspetti organizzativi..auguro a loro molti altri compleanni di successo.

Un ringraziamento anche a Marco Marengo, birraio di Citabiunda, per aver reso la terza serata molto interattiva con le sue esperienze sul campo.

Chi vuole commentare le serate e le birre o dare suggerimenti di qualsiasi natura ha ampio spazio io mi limito a riportare qualche nota più che degustativa di impressione (visto il tempo trascorso)sulle birre degustate.

Prima Serata : il luppolo

Pilsner Urquell

Era un po’ che non la degustavo..sempre alla ricerca di cose “diverse”…e invece ogni tanto bisogna toranare ai “basic”. Strepitosa nella sua sorprendente complessità ..pulita, asciutta, giustamente amara da un lato ma con molteplici sfumature..l’erba, il fieno, il floreale al naso..la nocciola, il torroncino, il malto in bocca…finale lunghissimo equilibrio perfetto.

Flying DOG BREWERY - Snake Dog IPA

Inserita per far comprendere il concetto di amaro e di luppolo amaro ha davvero suscitato entusiasmo di tutti…Non era semplicemente amara…il frutto(pompelmo), il corpo, l’alcol sostenevano le 60IBU donando sensazioni lunghe e persistenti. Didattica, divertene, buona ci ha permesso di parlare un po’ dell’esuberanza dei birrai americani

Arte Birraia S. Martino

Una birra alla castagna di produzione Italiana (bellunese). Anche in questo caso birra didattica in cui il riconoscimento della castagna essiccata era decisamente piu’ presente in bocca che al naso.

Anchor Old Foghorn

Ancora USA con un Barley wine che ha dato grandi soddisfazioni nella degustazione. Ci abbiamo trovato di tutto…ciliegia sotto spirito, caramello, liquirizia,olio abbronzante, noce, cacao, castagno, carruba ed un retrogusto balsamico. Grande alcolicità e badilate di luppolo ma in perfetto equilibrio. La cosa divertente e’ stato abbinamento a un cioccolato: qualcuno ha detto che avevamo creato un Mon Cheri !

Seconda Serata : il malto

Gilac Guenda

Non poteva mancare una birra del Birrificio festeggiato…abbiamo optato per la Weizen visto che il resto delle birre della serata era tedesco. Classica weizen con tutti i riconoscimenti forse al palato un po’ poco fresca e carbonata..un po’ piu’ di brio non guasterebbe.

Andechs Dunkel

Una doppelbock che dire dolce era poco, veramente eccessive le componenti maltate..in bocca alla fine risultava appiccicosa e stucchevole.

Paulaner Salvator

Stesso stile della precedente ma di altra fattura, decisamente piu’ equilibrata, con un grado plato anche superiore ma dove alcol e luppolo sostengono la dolcezza. Grande aromaticità e spaziatura con note di liquirizia, biscotto, prugna secca. Avvolgente e morbida la abbiamo perfettamente abbinata a un gorgonzola.

Schlenkerla Rauchbier

Non poteva mancare questa birra di grande impatto. In una parola è stata definita Speck allo stato puro…un affumicato piacevole non da “sigaretta” perfetto per certi abbinamenti. La nostra scamorza era troppo debole ma pensata con un bel piatto di pasta allo speck e’ perfetta.

Terza serata: sua maestà il Belgio

Duvel

L’immancabile birra diabolica. Devo dire che il forcone del diavolo quella sera non era cosi’ affilato. Grande ..grandissima birra ma al naso soprattutto un po’ sottotono…o ero io che ero stanco. Ci siamo comunque divertiti a sviscerarla nei sentori e nel complesso processo produttivo

Serpica – Citabiunda

Marengo ha accettato di buon grado di mettere in competizione dopo la Duvel la sua Belgian Strong Ale…il confronto è stato davvero divertente in quanto supportato dalle note critiche del birraio che ha piegato le sue scelte..un h2o particolare, la scelta di non spingere i luppoli e di lasciare emergere il fruttato e il dolce, l’uso di spezie come il lime e lo zenzero. Gran bel prodotto..se posso permettermi di fare un appunto non così persistente..una punta di amaro nel finale per pulire la bocca non guasterebbe.

Gueuze Fond Tradition

Non sapevo bene dove inserirla nella sequenza..ma si poteva non mettere. Ne abbiamo discusso ampiamente prima, spiegato, raccontato.. ciononostante l’impatto e’ stato forte. Molti come prevedibile l’hanno lasciata li.. In realtà lavorandoci su abbiamo percepito non solo l’acidità..o meglio non una acidità pungente e sgradevole ma quella di un sidro, delle mele acerbe, il citrino del limone/lime..e poi scaldandosi e’ emersa una nota di legno, di ciliegia, di brandy..Va beh..il mondo delle birre è bello perché è vario !

Rochefort 8

Gran finale con una trappista molto blasonata. Non so se era effetto delle gueuze precedente ma io l’ho trovata un po’ scomposta..tutte le varie componenti ..la carbonazione prima, il docle poi, l’amaro e l’alcol finale vengono in sequenza senza essere ben armonizzate. La sensazione pseudoclaorica poi dell’alcol veramente importante..da vino liquoroso.

Lascio a voi i commenti e allego le schede delle birre utilizzate come materiale nelle serate

Alla prossima

Prosit

Davide

Distillati di vino parte 2 : Armagnac la degustazione

Posted on Novembre 6th, 2008 in Articoli, Degustazioni by arzaman

Con un po’ di ritardo provo a ripercorre le grandi sensazioni della serata di Armagnac organizzata dall’AIS di Torino il martedi’ 14 ..mi rifaro’ agli appunti presi durante la serata ma la sensazione di aver degustato qualcosa di strepitoso permane nella memoria in maniera indelebile.

Sulla “teoria” del armaganc ne ho gia’ parlato diffusamente nel precedente articolo, cosi’ come ho dato qualche cenno su come si degusta un distillato, veniamo quindi al prodotto ARMAGNAC. In generale tali distillati rispetto ai cugini della Charente sono considerati piu’ decisi, piu, netti, piu’ franchi, a volte piu’ secchi e pungenti..o con un aggettivo unico “piu’ maschi”. Il perche’ e’ probabilmente da ricercarsi in una serie di fattori in particolare penso al metodo di distillazione a singola passata con colonna che produce una taglio piu’ netta delle varie componenti rispetto all’alambicco discontinuo.

Nella degustazione che mi appresto a descrivervi troverete queste caratteristiche generali

Primo campione: Marie Duffau Vieil Armagnac 1974

Un bas armagnac millesimato di uno stupendo colore ora antico. Al naso si presentava quasi come un passito, nessuna traccia di pungenza, con profumi dolci di uvetta, dattero, miele, cream caramel, torrone, prugna.

In bocca deciso, secco, pieno, con un finale leggermente amaro e una nota retronasale di liquirizia e vaniglia. Una certa distonia tra un naso “morbido” e dolce e una bocca maschia.

Secondo Campione: Chateau de Castex d’Armagnac – Bas Armagnac Noir 1968

Un secondo bas armagnac di un millesimo che mi ha subito generato una certa emozione essendo il mio anno di nascita. Sempre grande brillantezza ma un colore piu’ scuro del precedente, tendente al rossiccio e al ramato. Al naso appare piu’ evidente la nota eterea, di solvente e smalto e la nota spaziata (pepe, chiodo di garofano) e solo in seconda battuta le note fruttate e caramellate. In bocca conferma la grande evoluzione dei terziari e quaternari. Sempre molto deciso e secco ma anche grande eleganza e pulizia con note di legno, cuoio, una leggerissima nota affumicata, appena tannico e amarognolo nel finale. Qualcuno in sala l’ha giustamente definito “piccante” Una armagnac di grande personalità.

Terzo Campione: Domain de Saint Aubin – Bas Armagnac 1968

Un altro millesimato del 1968 !! potete immaginare il mio delirio. Colore ancora piu’ scuro tendente al caramello, leggermente meno brillante dei precedenti. Il primo impatto e’ assolutamente di un prodotto notevole, privo di pungente e spigolosita’ , ancora la nota fruttata, di frutta cotta, un sentore di sherry, poi la componente eterea di smalto, un serie di sensazioni balsamiche e mentolate di alloro e eucalipto, e ancora la nota spaziata di liquirizia e di vaniglia…e mi fermo qua.

In bocca morbido, avvolgente e rotondo, con una sensazione di zucchero filato, vaniglia e soprattutto una persistenza infinita. Quando ci e’ stato svelata la gradazione alcolica di 51 gradi nessuno ci credeva. Un prodotto strepitoso che non credo di aver mai degustato

Riassaggiando gli altri abbiamo concluso definendo il primo il piu’ “ruffiano” (soprattutto al naso) il secondo il piu’ deciso e tipico il terzo il piu’ completo.

Dalle sensazioni che ho provato a comunicarvi spero che traspaia entusiasmo per la grande serata che fa il paio con quella Cognac. Grande idea e organizzazione dell’AIS Torino e grande contributo del relatore Fiorenzo detti. Speriamo in altre iniziative a tema distillati (grappa, whisky)

Il problema adesso e’ tornare a degustare cose “normali”…

Davide

Vino e serie tv Sopranos

Posted on Novembre 3rd, 2008 in Articoli by elena

Ed ecco un’iniziativa non unica e tutta americana dove a qualunque cosa che gira in tv deve per forza seguire maglietta, berrettino, portachiavi e qualunque altra “pacchianata” immaginabile, e non.

Questa volta però sono stati più originali, hanno preso un vino italiano e lo hanno collegato ad una famosa serie tv americana: “Sopranos”, con protagonisti mafiosi italo-americani… quindi direi perfettamente in tema e calati nel terroir.

Il vino (Chianti Classico DOCG, Chianti Classico Riserva DOCG, Chianti DOCG, Pinot Grigio e Pinot Noir) verrà venduto a cifre anche abbordabili, 10/30 euro, e sarà acquistabile anche su internet su Mondo Wine.

Potremmo copiare l’idea, come farebbero i cinesi, e vinificare un buon Erbaluce con l’etichetta del Carnevale d’Ivrea o, se vogliamo spingerci a livello nazionale, etichettare un buon Dolcetto d’Alba per ricordare “Elisa di Rivombrosa” o un Nero d’Avola legarla alla serie “Montalbano” e non avremmo mai fine…a voi i più arditi abbinamenti.

Elena