DiVini SPIRITI E CIOCCOLATI

Posted on Ottobre 31st, 2008 in Articoli, Degustazioni by elena

Venerdì 24.10.08 abbiamo fatto una splendida e originale degustazione “DiVini Spiriti e Cioccolati” all’Hotel Erbaluce di Caluso

L’originalità è nella presenza, oltre ai soliti vini spettacolari, di un mastro cioccolatiere: Lorenzo Zuccarello.

Lo abbiamo invitato a raccontarci cos’è il cioccolato, dove nasce, come si è trasformato da cioccolata in cioccolatini e ci ha spiegato, con tanto di supporto culinario, le varie differenze tra le qualità di cioccolato provenienti dalle diverse parti del mondo: Messico, Bolivia, Madagascar, Africa.

cioccolatini

Un ragazzo molto competente che ha preparato per l’occasione diversi cioccolatini , messi in abbinamento con i vini della serata

vini

1)Vecchio Samperi Riserva Ventennale Marco de Bartoli con cioccolatino al latte aromatizzato alla cannella.
Un abbinamento che sembrava impossibile con questo marsala, invece il cioccolatino ha retto bene la morbidezza, la persistenza e l’acidità del vino; complesso al naso con profumi di frutta secca, speziato, agrumato e salmastro , proprio dell’isola siciliana.

2)Graham’s Port Tawny 20 anni con cioccolatino fondente con arachidi e mou
Su vino, che trovo personalmente spettacolare e mi ricorda momenti indimenticabili, si può sottolineare la morbidezza  e l’acidità , i profumi di frutta secca, caramello, vaniglia

3)Pedro Ximenez Solera 1927 Alvear. PX con cioccolatino al thè verde e mandarino.
Il vino, nonostante sia di una tipologia eccellente risultava al naso una marmellata di prugne cotte intensissima che nascondeva tutti gli altri sentori; in bocca era quasi stucchevole

4)Barolo Chinato Cappellano con cioccolatino fondente ai sentori di mango e zenzero.
Un classico vino da meditazione con sentori ovviamente speziati di china e  rabarbaro, che ben si accompagnava allo zenzero della pralina.

5)Rhum Agricole J.M. AOC Martinica 12 anni con un cioccolatino fondente puro.
Un ottimo rhum ma troppo alcolico per i miei gusti e abbinamento direi classico e azzeccato.

Lorenzo ha studiato parecchio per gli abbinamenti e direi che li ha creati e accoppiati correttamente, ognuno di loro accompagnava il vino in degustazione esaltandone acidità, profumi e persistenza, complimenti!

de bartoli

Vorrei comunque sottolineare in ultimo la presenza alla degustazione del produttore De Bartoli che, impegnato in quei giorni al salone del gusto, ha accolto l’invito di Domenico, uomo dalle mille conoscenze, a partecipare alla degustazione.
Un uomo brillante che a fine serata ha raccontato della sua azienda , del Vecchio Samperi e sul concetto di “abbinamento” ha sottolineato che lui fa bene il vino e continuerà a farlo così, indipendentemente da ciò che ognuno di noi vuole abbinargli insieme, non lo modificherà per la moda! E mi sembra un’ottima idea anche perché così è spettacolare.

Elena

p.s. andate a trovare Lorenzo in Via Andrea Costa a Collegno – To e non ve ne pentirete

Ecco la Nobile Botrytis

Posted on Ottobre 30th, 2008 in Articoli by domenico

Carissimi,

sono felice di mostrarVi come in un’annata climaticamente difficile per noi Canavesani sia possibile comunque avere piacevoli sorprese …… Chi poteva immaginare che la coriacea buccia dell’Erbaluce potesse riservarci una così piacevole vista? La Muffa Nobile, la mitica Botritys Cinerea, in vigna, sul grappolo a fine ottobre. Da noi qui ad Ivrea, solitamente ciò avviene in inverno sui graticci durante l’appassimento dell’uva per la produzione del Caluso Passito. Il mio è un esperimento ma è affascinante sia per l’epoca in cui il fenomeno sta avvenendo, in sintonia infatti con zone più famose nella produzione di vini botritizzati (Valle del Reno), sia perché apre a fantasiose ipotesi enoiche.

Botrytis su Erbaluce il 26 Ottobre 2008

Come potete osservare dalle foto, sono diversi i livelli di evoluzione dell’attacco botritico, ma è chiaro che il fenomeno progredirà man mano su tutti i grappoli. Continueremo l’osservazione e periodicamente pubblicherò le foto dei grappoli per vedere il comportamento della Botrytis sui grappoli di Erbaluce. Il vigneto, che è quello di Mysobry House, si presta particolarmente perché approfittando della naturale umidità autunnale, dell’ottima giacitura, del favorevole orientamento dei filari, della naturale ventilazione del sito posto su  un poggio a picco su un profondo vallone e della buona insolazione che caratterizza il nostro autunno canavesano dovremmo assistere ad un’ottima botritizzazione supportata dalla spessa buccia dell’Erbaluce.

Interessante  vero?

Ciao a  tutti e attendo i vostri post

Domenico

Distillati di vino parte 2 : Armagnac la teoria

Posted on Ottobre 22nd, 2008 in Articoli by arzaman

Martedì 21 sempre presso la sede AIS di torino ho partecipato alla seconda serata di approfondimento sui distillati di vino ed era di scena l’Armagnac…forse meno conosciuto e diffuso del cognac perlomeno a livello di grandi nomi/marchi ma come leggerete molto affascinante e capace di donare grandi emozioni

Svolgimento della serata secondo lo stesso cliquet della precedente. Fiorenzo Detti ha ripreso i temi generali dei distillati di vino andando poi nello specifico a descrivere l’oggetto della serata con grande ricchezza di informazioni e grande stile. Apprezzato anche alla fine della serata una dispensa con il materiale didattico.

Senza ripetere quanto gia’ detto nel precedente posto su Cognac veniamo alle caratteristiche principali del distillato

L’Armagnac possiamo tecnicamente quindi definirlo come un Brandy AOC prodotto in Francia in una zona delimitata della Guascogna che ha come baricentro la citta di Condor

La zona di produzione comprende i territori nel dipartimento di Geres, una parte di Lot et Garonne e una parte delle Landes. Zona definita come Guascogna, quella che ha dato i natali a Dartagan per intenderci. E’ una zona a ridosso dei Pirenei da cui scendono numerosi fiumi come l’Adour e la Garonna, ricca di foreste e vegetazione (da cui vengono tratte parte dei legni per l’affinamento) con clima mite e temperato.

armagnac

In totale il vigneto occupa circa 15.000 ettari e analogamente al cognac nel 1909 sono state definite le zone vocate o cru.

Bas Armagnac: situato nella parte occidentale della regione ha un terreno argilloso-siliceo povero di calcare e ricco di sabbie rosse. Prende il nome anche di Armagnac Nero per le grandi foreste di quercie dalle foglie scure. E’ il cru piu’ pregiato da cui si producono ditillati molto decisi destinati a lunghi affinamenti

Tenareze: situato al centro della regione, con suoli forti , argillosi e calcarei. Nel centro si trova la citta’ di Condom che e’ il principale centro della attivita’di distillazione e commercializzazione. Produce acquaviti molto floreali con tipico sentore di violetta.

Haut Armagnac: regione di rilievi montuosi e foreste, produce acquaviti in misura del 2% della produzione

In merito ai vitigni c’e’ poco da aggiungere rispetto al Cognac…le stesse uve bianche con prevalenza di Ugni Blanc con alcuni vitigni specifici della zona come il Baco (vitigno a piede franco americano). A volte acluni distillatori riportano in etichetta il vitigno usato per il vino base.

Ben diversa e’ invece la tecnica di distillazione: singola passata con alambicco continuo (colonna a piatti). In una unica passata quindi il vino base viene portato a una concentrazione di 60-65 gradi alcolici mediante colonne di distillazione in rame non cos’ fortemente estrattive spesso con caldaia ancora alimentate a legna. Molto curiosi sono gli alambicchi ambulanti disposti su carri che viaggiavano fino ai primi del 900 da produttore a produttore. Dal 1972 e’ tuttavia possibile utilizzare l’alambicco della Charente e quindi prtaticare come per il cognac una doppia distillazione discontinua.

L’affinamento in botte segue le stesse regole del cognac con passaggi via via in botti differenti per utilizzo e dimensione (la botte tipica e’ da 400-420l) e riduzione del grado alcolico. Legni anche di provenienza locale, ma soprattutto botti con rovere del massiccio centrale francese o Limousin.

Stessa tecnica poi nel belendig con l’abilita’ dei mastri di cantina nel assemblare partite di cognac diversi per zona di origine, annata, tecnica di distillazione per dare al prodotto finale una grande personalita’

Detti poi ci ha illustrato come alcuni proodtti di fascia bassa ottengano invecchiamenti accelerati con processi di riscaldamento della acquavite e utilizzo di trucioli in infusione…sicuramente i distillati degustati non appartenevano a quella categoria

La classificazione e’ molto simile , l’invecchiamento minimo di legge e’ tuttavia 1 anno contro i due del cognac.

Tre Stelle minimo 1 anno

V.O. (very old) , VSOP (very superior old pale), Riserve minimo 4 anni

Extra’ , Napoleon, XO (extra old), Vieille riserve minimo 5 anni

Hors d’Age oltre i 10 anni

Millesimes indica anno della vendemmia e deve avere minimo 10 anni

Disciplinari quindi rigorosi per un prodotto molto simile tecnicamente al Cognaca ma con tratti gusto-olfattivi diversi e specifici come vi raccontero’ nella parte dedicata alla degustazione

Davide

Peggio Bruxelles che la fillossera !!

Posted on Ottobre 21st, 2008 in Articoli by arzaman

Dopo la rottamazione delle macchine e degli elttrodomenstici (nuovamente riproposta! ) spunta anche la rottamazione del Vigneto

Da un articolo del sole 24 ore apprendo che i burocrati di Bruxelles hanno stanziato un miliardo di euro in tre anni per ridurre l’offerta di vino.

E’ aperta infatti la raccolta di sottoscrizioni per chi vuole spiantare un vigneto…l’area vitata che dovrebbe scomparire e’ di 130.000 ettari…per dare un idea pari a piu’ del doppio della superfice vitata del Piemonte !

fillossera

Non ci pensano quindi le malattie a far sparire i vigneti come fece la famigerata fillossera alla fine del XIX secolo , ma i politici a tavolino dando un contributo da 1700 a 14.700 euro a ettaro rottamato !

E le domande si preannunciano superiori all’offerta e si dovranno stabilire delle quote per paese.

La maggior parte delle richieste viene dalla Spagna (95.000 Ettari) nelle zone di Castilla-La Mancha, zone di grande produzione del vitigno Airen destinato poi alla distillazione e produzione del Brandy

Ma anche la Francia ha chiesto di eliminare 15.000 ettari soprattutto nella zona Launguedoc-Roussillon che si estende dalle foci del Rodano fino a sud di Perpignan, al confine con la Spagna, famosa per i suoi vini dolci naturali derivati da Grenache, Malvoisie, Maccabeu e Muscat (Banyuls).

E l’italia ? Secondo i dati forniti dalla Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea) si parla di 27 mila ettari di vigneto…pari al 4% della superifice vitata. Le richieste maggiori dalle regioni del sud come Puglia e Sicilia.

I commenti degli addetti ai lavori sono positivi…in nome di una selezione e preparandosi a perdere altri contributi comunitari: quelli per la distillazione che quindi giustificavano sovrapproduzioni di vino.

La selezione e la qualita’ vanno sempre bene ma personalmente quando si interviene politicamente “da remoto” , drogando le scelte con incentivi di questo tipo, sono sempre un po’ scettico…pilotare l’agricoltura e interi settori produttivi da Bruxelles con politiche che vadano bene per tutti e’ discutibile…si perde la dimensione locale, del territorio, della microeconomia..

Se poi da un lato si spiantano i vigneti…dall’altro (sempre sole 24 ore) si legge che un ettaro di vigneto in una zona vocata del barolo puo’ valere 500.000 euro…vorra’ dire che berremo meno vino corrente e piu’ barolo !

Davide

Distillati di vino parte 1 : Cognac la degustazione

Posted on Ottobre 20th, 2008 in Articoli, Degustazioni by arzaman

Dopo avervi illustrato la parte “teorica” sui distillati da vino e in dettaglio sul cognac qualche nota personale sulla degustazione organizzata dalla delegazione AIS di Torino martedi’ 14.

In primis faccio una premessa su come si degusta un ditillato, come ci ha infatti illustrato il relatore Fiorenzo Detti delegato dell’AIS Milano ci sono alcune peculiarita’ rispetto a un vino e a una birra di cui tenere conto.

Nel caso della analisi olfattiva la forte concentrazione di alcol etilico presente in un distillato rende piu’ volatili certe sostanze e quindi permette all’olfatto di lavorare su sensazioni piu’ intense rispetto a quanto riscontrabile nel vino o nella birra. In parallelo pero’ l’alcol etilico (ma anche e soprattutto altri alcoli superiori) compiono una vera e propria aggressione sui recettori olfattivi. Si produce quindi una sensazione dolorosa e la mucosa reagisce olfazione dopo olfazione con un meccanismo di insensibilita’ e assuefazione. Nell’analisi olfattiva e’ quindi necessario effettuare brevi , olfazioni e ben distanziate fra loro..lasciando passare l’effetto dell’alcol e concentrandosi sulle stupende sensazioni che rimangono.

L’esame gusto-olfattivo presenta per i distillati un problema ancora maggiore rispetto a quello olfattivo. ..e’ difficile dire in senso streatto che GUSTO ha una acquavite…l’azione dell’alcol sulle mucose della bocca e’ cosi’ devastante che certamente al primo sorso non si percepisce dolce.amaro,acido,salato…L’alcol disidrata e fa precipitare la mucina della saliva rendendo la bocca un deserto…ma una volta superato lo choc iniziale e smaltito l’effetto pesudocalorico (sensazioni tattili) inizia il tripudio delle sensazioni…non tanto gustative in senso stretto (in un distillato ci si limita a dolce e amaro) ma ancora le sensazioni olfatti per la cosiddetta “via retronasale” ovvero le sensazioni che arrivano alla mucosa nasale dopo aver degluttito il distillato. L’effetto dell’alcol per via retronasale e’ meno fastidioso per cui si possono percepire in maniera ancora piu’ netta le sensazioni date dalle componenti volatili.

Insomma in un distillato il metro di giudizio e’ diverso rispetto al vino, si cercheranno delle emozioni pure, intense, profonde, di grande impatto piuttosto che decine di sentori e sapori o piuttosto che complessi equilibri tra durezze e morbidezze. Nella analisi e descrizione poi si privilegeranno aspetti come la finezza (signorilita’, eleganza, delicatezza, gentilezza) la franchezza (schiettezza, sinecerita’, pulizia) e la fragranza, termine sempre molto discusso che per un distillato assumera’ connotati di complessita’ del bouquet e freschezza di profumi di gradevoli sostanze naturali. Ultimo parametro importante per un distillato e’ la persistenza…una volta evaporato l’alcol le sensazioni descritte prima possono perdurare incredibilmente a lungo.

Ma vediamo ai mostri sacri degustati

Primo campione: Fussigny Fine Champagne - Vielle Reserve – XO

Nel bicchiere un bel colore ambrato acceso, cristallino nel riflettere la luce. Al naso spicca il fruttato, della frutta candita, del dattero, della scorza di arancio candito, della albicocca, del miele…in seconda battuta le note caramellate, di legno/vaniglia. ..se non fosse per l’alcol potrebbe sembrare un passito ! In bocca l’ho torvato molto fine e caldo e avvolgente, la nota alcolica non eccessivamente pungente, unica nota un po’ stonata una sensazione un filo legnosa una sorta di rividezza quasi da tannino sul palato difficile da descrivere. Siuramente persistente…il piu’ “facile da bere” dei 3

Secondo Campione: Jean Fillioux – Reserve Familiale – Grande Champagne

Un cognac senza data indicato come 1er cru “tres Vieille”. Un colore piu’ ramato del precedente, sempre cristallino se non brillante. Ancora una volta sparito l’alcol rimane la frutta, piu’ cotta, e meno dolce della precedente..note di prugna, carruba, tamarindo. Indiscutibile la finezza al naso che si riflette in bocca, asciutto, secco, sapido con un finale qualsi amaro. Grande morbidezza, persistenza, armonia di sensazioni…E’ quello che mi e’ piaciuto di piu’.

Terzo Campione : Hine – cognac 1972 – Grande Champagne

Ancora un cognac questa volta millesimato dal piu’ pregiato dei cru e da una delle case piu’ blasonate. Si ritorna a un colore ambrato ma meno luminoso e accoso dei precedenti. Rispetto al frutto questa volta prevalgono i sentori speziati dell’evoluzione..vaniglia, liquirizia, zucchero filato con un supporto secondario del fruttato. In bocca e’ forse il meno pungente, il piu’ morbido, molto equilibrato e coerente con le sensazioni olfattive. Ancora un cognac eccezionale ma continuo a preferire la franchezza del secondo.

Questo e’ quanto, e martedì si replica con gli ARMAGNAC…tenetevi pronti a nuova lezione didattica e nuova degustazione

Davide

Ti presento una bionda..3 serate di cultura birraia con il birrificio Gilac

Posted on Ottobre 20th, 2008 in Birra, Eventi by arzaman

Ho il piacere a invitare tutti gli amici di MySobry e gli appassionati di birra a una iniziativa del birrificio Gilac di Val della Torre (torino nord). L’idea di Salvatore e Claudia, birraia del birrificio, e’ quella di festeggiare il compleanno della loro attivita’ con un evento di cultura birraia e degustazione. Ho conosciuto questa nuova realta’ questa estate grazie ad un amico e si sono subito dimostrati molto disponibili, entusiasti ed appassionati. Ho avuto il piacere di partecipare a una cotta sul loro impianto e ovviamente ho iniziato ad apprezzare i loro prodotti..e come succede quando c’e’ feeling..da cosa nasce cosa e dalle varie discussioni sul mondo della birra e’ nata l’idea di proporre qualcosa di didattico e formativo in linea con i passi che sto muovendo in questo settore e di promozionale della loro attivita’

gilac

Il risultato sono 3 serate cosi’ pensate

Nella prima (giovedì 30/10) cercheremo di illustrare il mondo della birra sotto i vari aspetti, dal contesto di mercato, alle tendenze dei consumatori , per poi ovviamente trattare le materie prime, il processo produttivo, gli stili, il servizio, etc…largo spazio alla degustazione sia come tecnica che come birre (4 opportunamente selezionate)

La seconda sera (giovedi 6/11) si svolgerà sull’impianto e Salvatore e Claudia faranno vedere nella pratica come si svolge il processo produttivo visto la puntata precedente. Ovviamente degustazione di altre 4 birre

L’ultima sera (giovedì 13/11) si ripredera’ il concetto degli stili con una carrellata della geografia brassicola del mondo con un approfondimento sugli stili belgi a cura di Marco Maregno , mastro birraio del birrificio Citabiunda. Degustazione ovviamente coerent con la puntata.

Il taglio delle serate sara’ per forza di cose divulgativo e didattico, visto il tempo e l’audience probabilmente molto variegata dovremo fare un sforzo per non entrare troppo nel “tecnico” dando comunque gli elementi fondamentali per capire cosa c’e’ dietro un bicchiere di birra di qualita’ il tutto spero in una atmosfera rilassata e interattiva.

Personalmente un bel compito e una ottima opprtunita’ di mettere a frutto il mio investimento formativo e come sempre un modo per condividere passione e entusiasmo. Preparazione e cura di tutta l’organizzazione sono massimi. Speriamo di soddisfare le esigenze dell gente

sulla locandina tutti i dettagli logistici e per prenotare !

Grazie

Davide

E’ Ivano Antonini “enocentrico” il miglior Sommelier di Italia 2008

Posted on Ottobre 19th, 2008 in Articoli by arzaman

Nella dinale 2008 del Trofeo Berlucchi che si é svolto nell’ambito del 42° Congresso dell’A.I.S. a Catania vince Ivanno Anotonini che si aggiudica il titolo di miglior Sommelier di Italia battendo in finale Cristiano Cini e Luca Martini.

finalisti concorso sommelier 2008

Seguendo il commenti del nonato Blog ufficiale dell’AIS e la cronaca puntuale di Andrea Gori di Vino da Burde si capisce che la finale e’ stata molto serrata o citando Andrea “un derby tra amici veri in una sfida leale e combattutissima fino all’ultimo minuto”..tutto pare si sia giocato sul filo di lana in particolare sul rispetto delle tempistiche delle varie prove dove Infatti Ivano risulta essere stato l’unico ad aver terminato tutte le prove della finale nei tempi prefissati

Ivano Antonini

Due parole sul vincitore che ho avuto modo di apprezzare al Master Nebbiolo 2007: Classe 1973 residente a Travedono Monate lavora presso Il Sole di Ranco (VA) Miglior sommelier della Lombardia nel 2001 e vice campione d’Italia nel 2001 e nel 2004, oltre a essersi aggiudicato una serie di concorsi dal 7 Master del Sangiovese alla quinta edizione di quello sul Nebbiolo. Il suo Il nickname “enocentrico” indica chiaramente quanto sia forte la sua passione. E’ anche un attivo blogger e scrittore sul sito Altissimoceto http://www.altissimoceto.it/ dove seguo con attenzione le sue recensioni e le sue video interviste su VG-TV.

Sugli altri partecipanti da notare come la regione Toscana piazzi 5 persone nei primi 6 posti ! Nessun piemontese pervenuto…

Per chi non segue i concorsi queste sono state le prove della fase finale

  1. degustazione con commento e riconoscimento di tre vini, (un Riesling altoatesino, un Nebbiolo d’Alba e un Vin Santo)
  2. degustazione e riconoscimento di 4 distillati e una Birra Trappista
  3. servizio al tavolo, anche in lingua estera, con proposta e stappatura di uno spumante metodo classico
  4. proposta di abbinamento di 4 vini italiani, quindi di quattro vini internazionali, infine di un unico vino austriaco ad un menu di sette portate
  5. correzione della pagina di un’immaginaria carta dei vini

Per chi e’ poi curioso di vedere i campiono all’opera e capire la difficolta’ delle prove su youtube grazie ad Andrea Gori alcuni video momenti salienti del concorso…peccato manchino i confronti con i secondi classificati volutamente non filmati !

Grande Ivano, bravi tutti,grazie Andrea per resoconto

Davide

Distillati di Vino parte 1 : Cognac la teoria

Posted on Ottobre 17th, 2008 in Articoli by arzaman

Sarebbe il caso di chiamarli proprio distillati DIVINI…tanto sono sublimi queste superalcolici che derivano dalla nobile materia prima del vino ovvero dell’uva che gli da origine.

La interessantissima serata che ho trascorso presso l’AIS di Torino martedi’ 14 mi ha dato modo di approfondire la conoscenza di uno di questi: il COGNAC.

E mi da ora lo spunto al solito per un articolo di resoconto della serata ma anche didattico sul tema.

Partiamo dalla lontana…con estrema semplificazione qualsiasi sostanza di origine vegetale contenente zucchero puo’ essere FERMENTATA ovvero trasformando lo zucchero in alcol etilico e quindi puo’ essere DISTILLATA. Ovviamente non tutte le sostanze che danno origine a pregiati distillati hanno zucchero fermentabile disponibile..in alcuni casi, come i distillati da cereali o patate, devono subire precedentemente processi di trasformazione (maltaggio). In un precedente post a cui vi rimando avevo provato a fare una classificazione dei distillati in funzione della materia prima di origine e del paese e come potete vedere si fermenta e si distillano le sostanze piu’ disparate.

Veniamo quindi a una particolare categoria di distillati, quelli che derivano da trasformazioni del grappolo di uva. Si possono distinguere tre precise categorie di distillati da uva che e’ bene non confondere in quanto hanno caratteristiche produttive e organolettiche diverse. Lo schema seguente riporta semplificata la classificazione

Tralasciando un attimo le rare acquaviti di uva, la bevanda senza dubbio piu’ conosciuta e consumata in italia e’ la grappa…distillato di Vinacce Italiane…il termine grappa e’ riservato con direttiva comunitaria del 1989 solo all’Italia (il distillato di vinacce in francia prende il nome di marc)

Se si distilla invece un vino fatto e finito quello che si ottiene e’ un Brandy…termine, come ci ha illustrato il relatore Detti, introdotto in Italia in epoca fascista in sostituzione della denominazione Cognac riservata ai francesi come vedremo dopo. Il termine deriva dall’inglese brandywine, vino infuocato, e doveva servire a facilitare le esportazioni. Termine alternativo al brandy e Arzente proposto da Gabriele Dannunzio e usato da pochissimi produttori.

Veniamo quindi al COGNAC oggetto della serata monografica.

Il COGNAC possiamo tecnicamente quindi definirlo come un Brandy AOC prodotto in Francia in una zona delimitata che ha come baricentro la citta di Cognac.

La definizione e’ un po’ sterile e non dice molto della complessita’ ,della tradizione,della storira, del rigore, del fascino che c’e’ dietro questo nobile distillato. Tutti aspetti evidenziati da Detti nella sua animata esposizione.

In estrema sintesi le caratteristiche principali del COGNAC sono

cognac zona produzione

La zona di produzione comprende i territori nel dipartimento della Charente, Charente Marittima, Dordogna. Circa 80.000 ettari vitati intorno alla cittadina di COGNAC, a nord di Boredeaux. Territori pianeggianti e collinari con suoli spesso gessosi, clima mite con influenze atlantiche

La zona di produzione e’ stata delimiatata nel 1909 e sono stati definite 6 sottozone o crue rettificati nel 1938

cru cognac

Grande Champagne: acquaviti molto profumate adatte a lunghi periodi di invecchiamento; 13250Ha con 17,8% della produzione totale

Petite Champagne: acquaviti dalla struttura delicata floreali e fruttate;15268Ha con 20,7% della produzione

Borderies: acquaviti dal particolare aroma floreale a maturazione piu’ rapida ; 4000Ha con il 5,4% della produzione

Fins Bois: acquaviti corpose e robuste di facile invecchiamento; 31000Ha e 42% della produzione

Bons Bois: acquaviti leggere; 9277Ha e 12,6% della produzione

Bois Ordinaires: acquaviti di media qualità: 1066Ha e 1,5% della produzione

La materia prima per la distillazione ovvero il vino e’ ottenuto dalla vinificazione dei del vitigno ugni blanc (il nostro trebbiano romagnolo) con percentuali minori di folle blanc, colombard e st. emillion di charente. Il vino che se ne ricava e’ un vino a base fortemente acida (vendemmia anticipata) e di bassa gradazione alcolica (8-9 gradi). Da notare il fatto che la vendemmia e’ fortemente meccanizzata

Il vino prodotto nella vendemmia di una annata viene immediatamente distillato. La distillazione avviene con il tipico alambicco discontinuo charantese con una doppia passata secondo la cosiddetta tecnica del ripasso. Nella prima passaggio si produce una flemma con eliminazione delle teste e con un tenore alcolico di 28-32 gradi di colore bianco lattiginoso che prende il nome di Brouillis. Nel secondo passaggio lo stesso alambicco porta la concentrazione dell’alcol al massimo di 74 gradi producendo il distillato finale denominato bonne chauffe ed eliminando le code. Teste e code spesso vengono rimescolate a una nuova cotta di vino o Brouillis.

L’affinamento e’ senza dubbio l’aspetto distintivo del Cognac, puo’ durare decenni avviene rigorosamente in legno in botti di rovere da 270 a 450 litri.

cognac affinamento

La temperatura delle cantine, l’umidità’ , la tipologia dei legni utilizzati sono i fattori che influenzano questa fase fondamentale. I processi che avvengono sono complessi e possono essere classificati come

Processi Estrattivi: sostanze del legno (tannini, lignina) si sciologono nel distillato

Processi di Idrolisi: l’alcol letteralmente digerisce parte del legno della botte

Processi di Ossidazione : gli alcoli si combinano tra loro dando origine a eteri, o si combinano con acidi dando origine a esteri

L’affinamento minimo di un cognac e’ di 2 anni conteggiati dal 1° aprile successivo alla vendemia (compte 0)

master blender cognac

Blending: e’ l’arte del miscelare cognac di differenti annate, di differenti crue per ottenere il risultato finale…e’ portata avanti dal Maître de Chai che combina magicamente i cognac e procede nelle varie fasi alla riduzione del grado alcolico. Una volta imbottigliato il COGNAC non subisce piu’ evoluzioni

L’ultimo aspetto analizzato estremamente importatane e’ stata la classificazione dei differenti cognac. L’etichetta non di immediata lettura e’ tuttavia ricca di tutte le informazioni necessarie. Viene infatti riportato

La denominazione : Cognac AOC (con a volte l’indicazione “fine”)

Nome del produttore

Alcol in volume (minimo 40 gradi)

Contenuto e lotto

Le indicazioni ozionali spesso presenti riportano

Il crue / zona : in tale caso il 100% delle uve devono provenire dalla zona delimitata (nota la dizione Fine Champagne prevede almeno 50% di uve dalla Grand Champagne)

Il periodo di invecchiamento secondo il seguente schema oppure il millesimo per cognac tutti di uno stesso lotto/annata

V.S. (Very Special) *** (3 stelle) minimo 2 anni

V.S.O.P. (Very Superior Old Pale), Reserve minimo 4 anni

Napoléon, X.O (Extra Old), Hors d’âge,Extrà minimo 6 anni

Alcune bottiglie possono indicare la dicitura “british bonded” ovvero cognac esportati in botte e affinati nella nebbiosa Londra !

Qualche dato ancora sulla produzione e sulla organizzazione professionale. Nel 2007 sono stati prodotti 611.000 ettolitri di cui il 96% esposrtati in tutto il mondo con una produzione sostanzialmente stabile. I produttori sono 6100 organizzati in varie categorie professionali

organizzazione cognac

Cooperative : gruppi di viticultori che condividono un impianto di distillazione

Boilleurs de profession : distillatori profesionali che acquistano partite di vino e rivendono i distilalti ai negozianti

Boilleurs de crue : Viticultori che distillano le proprie uve e vendono direttamente

Fino a qua la trattazione didattica della materia…nel prossimo post ampio spazio alla degustazione dei pezzi da 90 proposti dalla delegazione AIS di torino.

Davide

MySobry.org compie due anni !!

Posted on Ottobre 15th, 2008 in Articoli by arzaman

Esattamente 2 anni fa prendeva vita il nostro blog, registravo il dominio “MySobry” e il 17 ottobre il primo post….che sono andato a rileggermi !

E rispetto a quel primo post tante cose sono evolute ma lo spirito allora descritto e’ rimasto sempre lo stesso : appartenenza e condivisione con il gruppo, passione per vino e tutto il mondo che ci sta intorno, passione per la tecnologia.

Sulla base di questi semplici ingredienti e’ venuto tutto il resto…il blog inizialmente rifletteva una serie di attivita’ interne al gruppo…una sorta di nostro diario interno…ma poi abbiamo iniziato ad arrichirlo di articoli a sfondo divulgativo e didattico, abbiamo iniziato a fare dei veri e propri reportage delle nostre esperienze “enologiche” singole e di gruppo..dalle degustazione, ai locali visitati, agli eventi. Ogni tanto abbiamo anche inserito qualche articolo piu’ leggero e scherzoso. Il tutto corredato anche da una certa evoluzione tecnologica: le foto di molti eventi nella sezione gallery, la sezione con il materiale didattico e in ultimo qualche esperimento con i video…insomma il meglio di quello che offre la tecnologia web 2.0 per comunicare senza puntare tanto sugli effetti speciali ma piuttosto sui contenuti.

Sfogliando un po’ a caso nell’archivio devo dire che mi ha colpito la varieta’ degli argomenti toccati e la originalita’ di alcuni post…la quasi totalita’ dei contenuti e’ materiale originale e anche se frutto magari di spunti di altri blog/siti sempre rielaborato e commentato. Frequento spesso altri blog a tema di amici e “colleghi” da cui personalmente ho imparato molto ma sono soddisfatto del approfondimento di alcuni articoli puntando meno sulla immediatezza e interattivita’ ma a un contributo didattico.

Insomma non moltissimi articoli (un paio di centianaia in due anni) ma spero di qualita’

Il blog ovviamente non vive da solo e per chi lo scrive…ha bisogno di lettori, ha bisogno di essere visibile, ha bisogno di interazione…e anche su questo e’ stato fatto un discreto lavoro sia tecnico con registrazione sui vari motori di ricerca e ottimizzazione sia con azioni di “web marketing” stringendo legami con altri blog amici e “diffondendo il verbo” in ogni occasione.

E veniamo quindi a qualche risultato numerico…non ho purtroppo le statistiche su due anni ma partono da dicembre 2007…in questi 10 mesi

10.500 accessi

25.000 pagine visitate

7.525 visitatori unici

La parola piu’ cercata sui motori di ricerca? A parte MySobry nelle sue varie declinazioni ve la lascio indovinare..si accettano scommesse

Non so come considerare questi numeri…se un risultato o un punto di partenza….e non ricercavamo i numeri o la scalata al google rank.. ma sapere che un certo numero di persone superiore a quattro gatti ci legge regolarmente e’ stimolo per continuare e investire !

Bilancio quindi positivo…ma alcune aree sono sicuramente da migliorare

La prima e’ quella dei commenti: poche persone lasciano un commento o iniziano una discussione. Non ho una idea precisa sulla ragione…forse alcuni articoli non si prestano a iniziare discussioni…e non ho ben idea su come stimolarli… ma sicuramente e’ un area su cui approfondire..resto dell’idea che un blog cresce e si arrichisce se ha un certo livello di interattivita’.

L’altra e’ quella delle numerosita’ degli articoli…il blog e’ dinamico…piu’ cose ci sono da dire e piu’ e’ vivo ! Su questo, comprendendo la diversita’ di approccio e di impegno, cerco sempre di coinvolgere il piu’ possibile tutti i mysobry lavorando anche sulla facilita’ nel mettere i contributi (eliminando la barriera tecnologica). Una idea potrebbe essere quella di fare articoli meno “spessi” ,che richiedono  meno tempo e impegno per confezionarli ma piu’ frequenti..ogni esperienza accumulta puo’ essere condivisa.

La ricerca anche di miglioramenti di look e funzionalita’ e’ un altro punto in continua evoluzione.

Questo un piccolo bilancio e riflessione di eno-blogger…personalmente mi sono divertito in queto gioco, sia nell’aspetto tecnlogico sia in quello divulgativo…e con lo stesso spirito del primo post non posso che invitare tutti gli amici con cui condivido questa passione a contribuire ai nostri temi alcolici !

Buon compleanno a MySobry…il blog piu’ alcolico del web

Davide

Settembre è andato ..è tempo di vendemmiare!

Posted on Ottobre 14th, 2008 in Articoli, Degustazioni, In Vigna by elena

Venerdì 10 ottobre alle 14 ci siamo ritrovati nella vigna di Domenico di Loranzè a vendemmiare una quarantina di cassette di Erbaluce.

Erbaluce

Negli ultimi anni le belle estati calde ci hanno abituati a vendemmie sempre più anticipate che, per il bianco come l’erbaluce, doveva avvenire ancora prima. Quest’anno invece è stata un’annata piuttosto piovosa che ha portato a produrre meno uva del solito ma di un’ottima qualità, si parla di 20.4 gradi babo che equivalgono all’incirca a 14°.

babo

Diciamo che non ci siamo proprio ammazzati di lavoro perché la vigna è ancora giovane e non è al massimo delle sua potenzialità e noi, giovani virgulti, eravamo in tanti quindi, in un paio d’ore , avevamo finito la raccolta e stavamo già assaggiando La Rustia di Orsolani ..prodotto della vendemmia dell’anno scorso.

andrea

Andrea era un po’ meno contento che un anno di duro lavoro si fosse volatilizzato in 2 ore, noi lo eravamo di più perché abbiamo potuto godere un ottimo pomeriggio tra la cantina  Orsolani, dove in gruppo abbiamo portato le uve, poi, al ritorno, in attesa della cena luculliana di chiusura lavori, siamo andati per boschi a cercar castagne, funghi non se ne sono visti.. peccato.

Nonostante non avessimo sudato un granchè avevamo tutti una fame da lupi e ci siamo mangiati tortellini al ragù, cotechino con patate e castagne bollite; il tutto è stato accompagnato da alcune discrete bottiglie in degustazione, in tema da vendemmia:

vini frizzanti

1.“Otello” dell’ “Antica Cantina Ceci”, classico e tipico Lambrusco frizzante; per l’enoteca uno dei migliori in commercio, anche se 2 bottiglie sapevano di tappo; si presentava con un colore bello intenso e carico, nero come una spremuta di mirtilli (dovevate vedere la lingua dopo…), una bella spuma ed un buon profumo di viola, fruttato fresco, vinoso, direi proprio franco.

2.Freisa frizzante I Ronchi” direi che l’unica nota da ricordare solo i suoi 14° che coprivano tutti i profumi, troppo alcolico un vinello che si dovrebbe presentare sotto i 12°

3.Barbera frizzante “GOI” di “Cascina Castlet” che in italiano dovrebbe tradursi in gioia, sinceramente non mi è rimasta molto impressa..forse perché non volevo bere Barbera venerdì sera (ah.ah.ah)

4.Lambrusco amabile di “Antica Cantina Ceci” un bel finale con un buon vino con un residuo zuccherino che si accompagnava bene alle dolci castagne.

E così anche quest’anno l’uva è in cantina dove, come diceva Carducci

“…Dal ribollir de’ tini

va l’aspro odor de i vini

l’anime a rallegrar…”

il resto delle foto della bella giornata nella sezione gallery

Elena

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