Ma siamo sicuri che lo Champagne e’ una invenzione Francese? Dom Perignon e i falsi miti

Posted on Settembre 30th, 2008 in Articoli by arzaman

Come ci ha illustrato molto bene Enrico Mazza nella serata di Champagne all’hotel erbaluce di Caluso il 26 settembre la storia dello champagne si fa tradizionalmente partire da un tal Dom Perignon monaco benedettino francese nato nel 1638 e che invento’ all’eta’ di 40 anni il metodo di rifermentazione in bottiglia.

In realta’ ci sono molti miti e molti dubbi dietro questa “invenzione”…in realta’ Dom Perignon si applico’ a studiare metodi per impedire la rifermentazione in bottiglia che era uno dei grandi problemi dell’epoca. Il vino infatti imbottigliato in autunno e con percentuali residue di zucchero in primavera tendeva a rifermentare causando la rottura delle bottiglie con grave danno per i produttori. Dom Perignon si applico’ sui metodi atti a prevenire tale fenomeno: indico’ il Pinot Nero come vitigno privilegiato in quanto i vitigni bianchi erano maggiormente esposti al fenomeno, indico’ metodi di potatura, raccolta e trattamento in cantina per favorire la fermentazione completa degli zuccheri.

Insomma Dom Perignon lavoro’ duramente per migliorare la qualita’ dei vini fermi dell’epoca prevenendo quello che era un problema..la rifermentazione…alla base della tecnica dello champagne !

Questa evidenza e’ oggi rafforzata dagli INGLESI che hanno recentemente pubblicato un articolo sul dailymail secondo il quale l’invenzione delle champagne e’ da attribuire a un Inglese…tal Christopher Merret.

Nato nel 1614 era detito agli studi sulla tecnica di produzione del Sidro…e nel 1662 diede alla Royal Society un documento descrivente la tecnica di rifermentazione in bottiglia descrivendo come aggiungere zucchero e melassa per trasformare vini fermi in frizzanti ma in particolare come aumentare la qualita’ del vetro per costruire bottiglie resistenti alla pressione..uno degli ingredienti cruciali per la produzione.

Insomma 30 anni prima di Dom Perignon che lavorava per evitare la rifermentazione un inglese si adoperava per spumantizzare il vino !!

Bella storia

Davide

Oktoberfest ma anche Űtuberfest Piemontese e Octoberfest Canavesano

Posted on Settembre 30th, 2008 in Articoli, Birra, Pub,Birrerie,Viaggi Birrai by arzaman

Tutti sanno o hanno sentito parlare della piu’ famosa festa della birra che si svolge ogni anno per un paio di settimane a Monaco di Baviera (quest’anno dal 20 settembre al 5 ottobre) ma non tutti sanno che…

E’ l’evento di massa piu’ grande del mondo e attira a monaco oltre 6,5 milioni di persone secondo solo ai pellegrinaggi alla Mecca (brirra batte religione…)

Il primo Oktoberfest si tenne a Monaco dal 12 al 17 ottobre del 1810. Si trattò di una corsa di cavalli in occasione del matrimonio del principe Ludwig I di Baviera e della principessa Teresa di Sassonia-Hildburghausen

Nel 1882 Le 400 tende dell’esposizione e della birra sono dotate per la prima volta di luci elettriche

octoberfest tent

Nel 1896 si installarono i primi “tendoni” ad iniziativa dei proprietari delle diverse birrerie di Monaco. Gli stand più grandi sono 14, ognuno di essi è in grado di ospitare dalle 5.000 alle 10.000 coperti !!

Nel 1922 in piena inflazione 1 litro di birra  costa 50 marchi e un pollo 500 marchi…oggi un litro supera gli 8 euro !!

Complessivamente, in quasi duecento anni di storia, la celebrazione è stata annullata 24 volte: nei periodi delle due guerre mondiali, per epidemie, per la crescente inflazione (chissa’ che la crisi dirompente non comporti restrizioni anche al consumo di birra)

Dal 2007 nelle tende e’ vietato fumare con levata sugli scudi dei tradizionalisti che che vedevano minata la tradizione secolare del fumo di sigari, pipe e foglie di tabacco arrotolate

Fino ad oggi solo birrerie di Monaco hanno il diritto di vendere birra all’Oktoberfest. Le 6 marche storiche sono di Monaco di Baviera : Paulaner, Spaten, Hofbräu, Hacker-Pschorr, Augustiner e Löwenbräu

Il 30% di produzione della birra dei birrifici di Monaco viene venduta in queste due settimane

Una delle piu’ grandi discussioni frutto di interpellanze parlamentari e’ il prezzo della birra o meglio della Maß. Nel 2006 il range ufficiale era tra €6.95 and €7.50. Nel 2007 i prezzi sono saliti a €7.30 and €7.90. Il prezzo ufficiale del 2008 e’ di €8.00 and €8.30.

L’octoberfest impiega 12.000 addetti di cui 1600 sono le famose cameriere che trasportano la birra…alcune con 10 boccali per un totale di 23Kg di peso

Il consumo di birra sfiora i 6,7ML di litri, il cibo include 87 manzi, 51.323 parti di maiale, 521.000 polli, 143.000 salsicce, 38.5000KG di pesce.

Per alimentare la fiera sono serviti nel 2007 2,8 milioni di KWh di energia elettrica e 205.000 metri cubi di gas, 90.000 metri cubi di H20 (il 27% del consumo giornaliero di monaco)

All’ufficio oggetti smarriti sono stati recapitati 4000 oggetti tra cui 200 telefoni

All’octoberfest 2007 sono stati consumati 79.642 litri di vono

Nell’area dell’octoberfest ci sono 1440 Bagni a disposizione

oktoberfest Ozapft is!

Dal 1950,  il sindaco Thomas Wimmer iniziò una nuova tradizione: il pomeriggio dell’apertura il primo cittadino rompe il primo barile nella tenda di Schottenhamel gridando in bavarese “” (il barile ‘e stato aperto!).  Da allora questa è diventata una tradizione  e anche una specie di rito scaramantico per cui i sindaci che via via si sono succeduti  si esercitano a lungo per evitare di bagnare le persone vicine.

Oktoberfest per le famiglie: festa non sia un ritrovo per ubriachi  ma bensì una tradizione legata profondamente  alla cultura di quella che i tedeschi chiamano “GEMUTLICHKEIT”  E cioè la felicità di stare  insieme. Nei  famosi padiglioni, in cui si beve solo birra, le famiglie si siedono ai tavoli e fanno assaggiare  anche ai più piccoli. Il tutto condito di bancarelle, attrazioni e mega lunapark

oktoberfest boccale 2008

Loghi e boccali: ogni edizione ne ha uno ufficiale…se volete vedere la lista completa klikkate qua: LOGHI BOCCALI

Ma l’octoberfest e’ anche una delle manifestazioni piu’ copiate e clonate nel mondo…e direi che noi non siamo da meno per cui vi segnalo:

Octoberfest Canavesano

Ultimi posti disponbiuli per la cena di venerdi presso l’agriturismo Cascina Gaio di Piverone. Degusteremo 4 birre in pieno stile bavarese , la Weizen, una delle quali quella che abbiamo prodotto durante il corso di luglio. Ci divertiremo a fare confronti tra birre artigianali, commerciali e “casalinghe”…buona cucina e divertimento assicurato

Menu

Lonzino condito con sedano e noci in salsa limoncella

Mousse di rucola con crostini

Carpaccio di zucchine

Torta salata alla contadina

Crespelle ricotta e spinaci

Polletto in crosta di senape

Patate ai profumi di birra

delizie della casa

Data: 3 ottobre ore 20.30

Dove: Agriturismo Cascina Gaio Pieverone

Costosto: 30E

Contatti: 347/2206388 (Fabrizia)

Ütuberfest Festa delle Birre Piemontesi

In uno spazio dedicato presso Eataly a Torino da lunedi 6 a domenica 12 ottobre (escluso giovedi) dalle ore 19 con i birrifici : Baladin, Beba, Grado Plato , Lurisia, Menabrea, Montegioco, Trol.

Si mangia a Buffet a 15E , Otto degustazioni di birra a 15 E

Il programma completo della manifestazione a questo link

Insomma non c’e’ bisogno di andare a Monaco per bere un buon boccale di birra !!

Davide

Champagne: un mondo complesso quanto affascinante

Posted on Settembre 29th, 2008 in Articoli, Degustazioni by arzaman

Venerdì 26 settembre presso l’Hotel Erbaluce di Caluso ho partecipato alla serata dalla nostra delegazione AIS Canavese a titolo Champagne !

capsule

Giocando con un po’ in anticipo rispetto alle consuete serate bollicine del periodo natalizio la serata sulla carta si presentava molto interessante con una serie di etichette in degustazione di tutto rispetto..ma all’atto pratico è stata ancora meglio del previsto.

Una serata che definirei molto “didattica” , intesa, ricca di informazioni,dati e nozioni e dove la parte “teorica” ha avuto un peso significativo (ma non poteva che essere cosi se si vuole entrare a conoscere il complesso mondo dello Champagne) accompagnata ovviamente da una degustazione di grandi etichette ma anche di alcuni emergenti.. Personalmente non sono un gande estimatore delle bollicine per antonomasia, e quello che conoscevo dello Champagne era relativo a quanto studiato nei vari corsi di sommelier e in qualche approfondimento successivo..e in qualche serata Mysobry abbiamo messo anche a confronto qualche Champagne con altri metodo classico nazionali e non…ma lo Champagne e’ molto di piu’..e’ un mondo a se!

Il preparatissimo relatore Enrico Mazza ha infatti trattato la materia in maniera esaustiva, partendo dalla descrzione del particolarissimo territorio, per poi spiegare tutto il meccanismo di zonazione dei crue e di classificazione delle uve e dei mosti e dei meccanismi di raccolt. A seguire tutta la parte dei vitigni e la trattazione del processo di produzione…quella sulla classificazione introducendo anche tutti gli aspetti legati alla complessa legislazione, alla etichetta..ma anche informazioni relative al tappo,alle bottiglie, ai dati di produzione..il tutto condito di aneddoti , dati e foto scattate personalmente alcune molto belle.

Non poteva mancare alla fine una carrellata storica e di personaggi dalla moda al cinema allo sport a cui lo champagne e’ indissolubilmente legato.

Fino a qua la teoria..ma la pratica non è stata da meno…di seguito gli champagne degustati, essendo impegnato nel servizio non mi sono potuto dedicare a una analisi approfondita per cui mi limito a riportare qualche nota puntuale su quanto assaggiato sicuro che qualcuno dei numerosi appassionati (ed esperti) in sala possa aggiungere qualche commento.

Marie-Noel-Ledru

Grand Crue

Brut

Una “viticoltrice” emergente con pochi ettari classificati Grand Crue. Uno spumante di un bel paglierino,e un perlage abbastanza fine. Fruttato, floreale con leggera nota speziata. Fresco (molto) e sapido molto secco con dosaggio vicino allo zero. Abbastanza persistente

Larmandier-Bernier

Premier Crue Blanc de Blanc

Extra Brut

Un altro piccolo RM con 15 ettari e vigne vecchie di 33 anni coltivate 85% a Chardonnay e 25% a Pinot Nero. Lo spumante era un blanc de blanc di un paglierino carico e un perlate molto fine. Complesso al naso con spiccate note fragranti e tostate, fruttate ma anche speziate e minerali. In bocca fresco e minerale, abbastanza persistente. Personalmente quello che mi è piaciuto di più

Gatinois

Grand Crue

Brut

Fornitore di Pinot Noir per Bollinger con cui confina ha una produzione su 7 ettari per 80% di Pinot Nero e 20% Chardonnay. Uno spumante Sans Anneè di un colore dorato e con perlate poco persistente. Ancora in prevalenza i sentori fruttati (mela) e fragranti (brioches) ma in generale meno complesso dei precedenti. Spiccata acidità con una nota amarognola finale, fine ma non molto persistente

Paul Bara

Grand Crue

Grand Rosè

Una maison di dimensioni medie con oltre 150 anni di storia e tutti i vigneti classificati Grand Crue. L’aspetto più affascinante dello spumante è senza dubbio il colore: un rosa cerasuolo con sfumature salmone…brillante e stupendo nel bicchiere. Al naso e al gusto spicca il fruttato (piccoli frutti rossi) e note speziate. Grande persistenza.

Taittinger

Comtes de Champagne – Grand Crue

Brut 1998 Blanc de Blanc

Ancora un vino 100% Chardonnay millesimato, giallo paglierino scarico. Al primo impatto al naso non risulta finissimo ma poi rivela la sua complessità con note fruttate, minerali, di idrocarburi oltre ovviamente l’immancabile fragranza dei lieviti. Al palato più fine con buona freschezza e persistenza

Gosset

Celebris Grand Crue

1998 Vintage Extra Brut

Un millesimato prodotto solo in 4 annate (1988, 1990, 1995, 1998 in degustazione) frutto di una cuveè prestige di 8 grand crue. 64% Chardonnay e 36% Pinot nero. Colore dorato con riflessi ambrati, perlage fine. Floreale, fruttato con spiccata nota citrica, fragrante. Al gusto elegante, complesso con note ancora fruttate (pompelmo e limone) e grande persistenza.

Ultimo esperimento a sorpresa la degustazione di un “intruso” , uno spumante Italiano metodo classico da vitigno autoctono di ottima fattura. Servito alla cieca , dopo 6 grandi champagne, nessuno in sala lo ha assimilato a uno champagne..segno che le caratteristiche distintive dello Champagne sono tali e che la lezione è servita !

Gran finale scenografico con “Sabrer le champagne” ovvero l’apertura con la sciabola della bottiglia, vi lascio quindi al video e ai meritati applausi ad Enrico.

Bella serata immortalata in qualche scatto

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BRùTON Birrificio alle porte di Lucca

Posted on Settembre 28th, 2008 in Articoli, Birra, Pub,Birrerie,Viaggi Birrai by arzaman

Ancora un birrificio anzi un brewpub di qualità visitato durante una breve escusrsione in Toscana. Con il mio amico Maurizio infatti prima di immergerci nel regno del Sangiovese dal Chianti classico a Montalcino e Montepulciano abbiamo fatto una tappa nell’incantevole Lucca e mi ero preventivamente segnato il nome del Birrificio Bruton conosciuto al salone della birra di Milano. La visita mirata a questo burrificio che prende il nome dall’antico nome della birra presso i cretesi valeva assolutamente la pena sia per le birre che per la cucina.

Il birrificio Bruton si trova poco fuori Lucca sulla strada per l’Abetone a S. Cassiano di Mirano, non ci si può sbagliare e’ un casolare molto grande sulla strada principale. Il brew pub si sviluppa su due piani, entrando a pian terreno c’e’ una sala bar molto moderna e tecnologica con un grande bancone e video alle pareti, sulla destra fa bella mostra l’impianto di produzione, un BrewTech da un paio di ettolitri, e i fermentatori/maturatori in INOX.

Al piano superiore la sala da pranzo..anchessa in stile moderno, pareti scure disadorne, grandi luci e faretti…complessivamente un bel effetto di posto moderno, pulito, efficiente.

La carta delle birre e il menù sono molto ben fatti e mettono in risalto le caratteristiche di artigianlità della birra descrivendone in sintesi il processo produttivo, i componenti usati, e una descrizione gusto-olfattiva del prodotto. Il menù è ricco sia di prodotti della tradizione con influssi della vicina Garfagnana sia di classiche proposte birraie. Alla fine io ho scelto il gulasch con riso basmati e Maurizio il controfiletto. A completare la parte “ristorante” sacchetto di pane molto buono, personale in sala molto gentile e competente.

Ma veniamo alle birre…dalla carta ne abbiamo scelte tre che abbiamo degustato in successione

La prima ha il nome di Lilith

Una birra ad alta fermentazione in stile Americano. Bel colore ambrato scuro e schiuma ricca e persistente. Al naso tradisce subito lo stile americano per la forte nota aromatica del luppolo Cascade che sovrasta le note fruttate. In bocca e’ tutta giocata sulle note fruttate (agrume, uva spina, mela verde) e sull’amaro del luppolo che alla fine gli dona una lunghissima persistenza. Siamo concordi nel dire che e’ dal nostro viaggio USA che non beviamo una ale cosi !

Passiamo quindi alla Stoner (anche se e’ dura far svanire l’amaro della lilith)

Una birra piu’ chiara, doppio malto, sempre ad alta fermentazione ma decisamente più in stile Ale Belga. Colore molto bello dorato carico , al naso molto fruttata con sentori di pera, albicocca , miele. Al palato decisamente una birra strong, di corpo, dove prevalgono le morbidezze del malto caramello e gli esteri fruttati dati da lieviti rispetto alla leggera luppoloatura. A me ricorda per certi tratti la Duvel. La dicitura sulla carta “dangerous drinkable” e’ pienamente azzeccata.

Ultima birra la Momus

Una ambrata doppio malto in stile “abbazia”. Leggiamo sulla carta che e’ addizionata di miele millefiori. La nota di miele e’ percepibile piu’ al naso che in bocca dove rimane piacevolmente dolce all’inizio con una nota tostata. Ancora una birra di corpo e alcolica , finale persistente secco e amaro. Direi una birra da “conversazione”

Ultimo giro nel locale sottostante e ci facciamo impacchettare due bottiglie da 75cc…io opto per la Lilith e Maurizio per la Stoner.

Complimenti ad Alessio Gatti il birraio della Bruton e a tutto lo staff del ristorante !

Davide

Autunno ricco di appuntamenti eno-gastronomici

Posted on Settembre 15th, 2008 in Articoli, Eventi by arzaman

L’autunno e’ sempre una stagione ricca di appuntamenti e avvenimenti enogastronomici…la vendemmia, i funghi, gli ultimi scampoli di estate sono tutte buone scuse per uscire di casa e godersi questa stagione allegramente accompagnadola con un buon bicchiere di vino o un saporito piatto…

C’e’ solo l’imbarazzo della scelta sulle iniziative…locali e internazionali..provo riassumerne in questo post le principali di cui sono a conoscenza in ordine assolutamente sparso e senza pretese di esaustivita’ dando riferimenti e link per parteciparvi.

Se scovate altre cose interessanti ovviamente segnatemelo che lo aggiungo

Degustazioni AIS Canavese

In attesa di definire il calendario eventi del prossimo anno ancora due degustazioni nella nostra delegazione da non perdere.

Titolo: Champagne !

Argomento: Degustazione di Champagne con 6 i vini di alcune delle “maison” più importanti.

Data: 26/09/2008 ore 21

Dove: Hotel Erbaluce Caluso

Costo: 50E

Contatti: 3489690437 (Massimo)

Klikka qua per maggiori info

Titolo: DiVini Spirti e Cioccolati

Argomento: Degustazione di cioccolato con il nostro amico e maestro cioccolatiere torinese Lorenzo Zuccarello in abbinamenti classici e arditi di vini, distillati e cioccolati appositamente preparati per l’occasione…barolo chinato, marsala, porto, sherry, rhum

Data: 24/10/2008 ore 21

Dove: Hotel Erbaluce Caluso

Costo: 40E

Contatti: 3489690437 (Massimo)

Klikka qua per maggiori info

Titolo: Octoberfest Canavesano

Argomento: cena birraia in abbinamento con birre Weizen in stile bavarese tra cui quella prodotta dai Mastri Birrai per un giorno. L’idea e’ quella di degustare alla cieca la birra prodotta durante la cotta pubblica e confrontarla con altre birre nello stesso stile sia artigianali che commerciali. Il tutto ovviamente con buona cucina, allegria e divertimento.

Data: 3 ottobre ore 20.30

Dove: Agriturismo Cascina Gaio Pieverone

Costo: 30E

Contatti: 347/2206388 (Fabrizia)

Titolo: 75° Festa dell’uva Caluso

Argomento: Evento storico dedicato ai vini del territorio: convegni, banchi d’assaggio dei vini e dei Prodotti del Paniere della Provincia di Torino, degustazioni guidate dei vini Erbaluce di Caluso, Carema e Canavese, allestimento delle piole, sfilate in costume, concerti, mostre.

Data: 19-22 settembre

Dove: Caluso

Link : klikka qua per il programma ufficiale

Titolo: Il barbaresco di Angelo Gaja

Argomento: Degustazione verticale di Barbaresco. Annate eccezionali 1996, 1997 e 2000 ottima annata.

Data: Venerdi 14 Novembre

Dove: Ristorante Aquila Antica Ivrea

Contatti: 0125/641364

Costo: 180E

Link: klikka qua Il programma completo della ghiotte serate

Titolo: Salone del Gusto Torino

Argomento: rappresenta l’evento-principe di Slow Food. La grande kermesse internazionale, ospitata ogni due anni dal Centro Fiere del Lingotto e’ uno dei principali appuntamenti nazionali nel settore enogastronomico.

Data: 23-27 ottobre

Dove: Torino Lingotto Fiere

Programma: klikka qua per tutte le informazioni del sito ufficiale

Titolo: Douja Dor 2008

Argomento: Grande enogastronomia, tradizioni, cultura e arte sono gli ingredienti magici della Douja d’Or il prestigioso appuntamento che la Camera di Commercio di Asti, attraverso la sua Azienda Speciale, organizza ogni anno a settembre.

Data: 12-28 Settembre

Dove: Asti

Programma: klikka qua per il programma completo

Titolo: Incontri con i grandi (Serata Triple A e serata con Josko Gravner)

Argomento: Nella serie di appuntamenti presso Eataly a Torino segnalo due interventi interessanti per gli appassionati di vini Naturali…biologici o biodinamici…

Una serata di degustazione dei vini Triple A che sta per Agricoltori Artigiani Artisti e una serata con  Josko Gravner che é un produttore di San Floriano del Collio, in provincia di Gorizia, che ha voluto “sperimentare la tradizione” che abbiamo degustato nella nostra serata sui vini d’anfora

Data: Triple A 2/10 , Gravner 24/10

Dove: Eataly Torino  ore 19

Costo: 40E a serata

Programma: klikka qua per i dettagli e per prenotare online

Direi che non c’e’ da annoiarsi !

Buon divertimento

Davide

Birra sinonimo di condivisione..

Posted on Settembre 5th, 2008 in Articoli by arzaman

La birra si sa e’ condivisione, convivialita’…molti dei consumatori dichiarano di sceglierla proprio per condividerla con un amico..al bar al pub… e su questo e’ giocato lo spot della Guinness

E voi la condividereste la vostra birra con un amico…o due…?????

Le campagne pubblicitarie della birra sono spesso molto divertenti e di grande impatto ma questa della Guinness e’ davvero esilarante…Il mondo del vino …piu’ serioso per natura…non arriva a questi livelli…grande Guinnes

Davide

iBeer la birra sul iPhone..stappa,versa e gusta

Posted on Settembre 5th, 2008 in Articoli, Birra, Oggettisitica by arzaman

Era da qualche tempo che non mi dedicavo piu’ ai gadeget tenconlogici e al mondo del vino..oops anche birra…

iBeer e’ una bella “viral application” che gira su iPhone…ripresa da molti blog…davvero carina ! Sfruttando i sensori di movimento del telefono piu’ cool del momento l’effetto e’ molto realistico ! potete scuotere la vostra iPinta e fare salire la iSchiuma..

Se non avete un iPhone…dovete accontentarvi del video YouTube

Costo 3$ per una pinta ricaricabile quante volte volete non e’ male…qualche dubbio sulla temperatura di servizio.

Non vi piace la birra…non c’e’ problema…c’e’ iMilk e iChampagne

Mai piu’ senza !

Davide

Birrificio San Paolo…una chicca in centro a Torino

Posted on Settembre 4th, 2008 in Articoli, Birra, Pub,Birrerie,Viaggi Birrai by arzaman

Nel mio tour in visita ia Microbirrifici del Piemonte e dintorni questa volta ho fatto tappa al Birrificio S. Paolo di Torino citta’. Grazie infatti al contatto fornitomi dal collega Giorgio ho potuto visitare questa interessantissima realta’ torinese non cosi’ nota e “famosa” (ma lo saranno presto )

Graziano Migliasso e Maurzio Griva con un lungo passato da homebrewer i due soci di questa iniziativa hanno fatto il salto di qualita’ diventando produttori e imprenditori e mi hanno accolto lunedi’ sera con grande disponibilita’ dedicandomi un paio di ore del loro tempo, cosa di cui li ringrazio.

Il primo impatto e’ stato un po’ “strano”…il birrificio infatti si trova in centro a Torino nel quartiere S. Paolo da cui prende il nome e che ha una tradizione di produzione risalente agli anni 50 (birreria boringhieri), una palazzina residenziale con ingresso e vetrina sulla strada che da accesso a quello che sara’ il punto vendita, nel cortile interno la sala cottura e il magazzino. La scelta di fare in centro citta’ un birrificio e’ gia’ per me interessante, piu’ logico forse un brewpub ma poi discutendo e comprendendo la loro filosofia improntata al prodotto di qualita’ ho compreso le motivazioni: troppo oneroso come impegno e dispersivo rispetto al desiderio di produrre un prodotto di assoluta eccellenza.

Dopo qualche scambio e informazioni ci trasferiamo sull’impianto di produzione , prima di entrare mi viene chiesto di indossare i copriscarpa…in effetti la sala di cottura brilla per la pulizia…una sala chirurgica e i tini in acciaio inox sono tirati a lucido dentro e fuori.

L’impianto e’ molto bello e razionale, tutto MANUALE…per scelta…per avere il controllo totale del processo, per consentire al birraio di lasciare la sua firma sul prodotto finale.

Tecnicamente ha una capacita’ di 500L a cotta ma con uno stratagemma dell’agiunta di un 4° tino consente di fare la “doppia” cotta. Riscaldamento elettrico e bagno d’olio. Di lato serbatoio h2o calda e fredda e tutto il processo e’ ingengnerizzato per recuperare calore e massimizzare efficienza. Completano l’attrezzatura due fermentatori tronco conici coibentati per il completo controllo della temperatura nelle fasi di fermentazione e un maturatore anch’esso coibentato. Imbottigliatrice che mi viene spiegato funzionare a depressione senza quindi pompe che farebbero schiumare la birra. Nel piccolo magazzino annesso sono impilati i sacchi di malto dei migliori produttori tedeschi.

Grande impatto quindi…Graziano mi dice che per loro e’ la loro “ferrari”…un investimento importante ma fatto per il lungo termine…ora parcheggiata e con cui ogni tanto fanno qualche giro ma dalle potenzialita’ molto piu’ grandi.

E inizio a comprendere la loro filosofia…il punto chiave non e’ produrre produrre produrre…vendere vendere vendere…ma focalizzarsi sul prodotto : nessun compromesso , qualita’ assoluta, cura di tutti i dettagli, messa a punto della ricetta fino a raggiungere la perfezione desiderata, commercializzazione solo nei punti che garantiscono la valorizzazione del prodotto, i numeri e i volumi verranno di cosegunza. Alla domanda esplicita ma dormite la notte sereni con un investimento di questo tipo che non produce al massimo…la risposta e’ stata unanime e senza esitazione: dormiremmo meno sereni se non avessimo la certezza di avere un buon prodotto.

E veniamo quindi alle birre….in produzione ora sono 3…presi dalla discussione partiamo dalla piu’ estrema…Graziano stappa la Ipe’ bottiglia da 75 ( la produzione e’ solo di bottiglia) di una forma non cosi’ usuale , etichetta blu, capsula con logo.

E’ una American Ale e nei profumi non tradisce le aspettative si percepiscono subito anche se non cosi’ intensi i luppoli americani…colore ambrato tenue, schiuma bianco sporca, ne bevo un lungo sorso e subito mi scatta il ricordo delle spettacolari birre degustate nel viaggio in USA in west coast..non riesco ad associarla a nessuna…la Sierra Nevada…la Rogue…la Anchor…la Full…spicca subito il fruttato, l’agrumato, dal pompelmo al bergamotto, poi le componenti maltata con un discreto corpo, e infine perfettamente bilanciati il luppoli aromatici che sono la caratteristica di questa birra…piacevolmente amara di una persistenza davvero infinita. Gran bel risultato frutto di una messa a punto ottimale della ricetta e di tecniche di dry hopping (infusione a freddo nel mosto in fermentazione dei luppoli) per dare questa spiccata aromaticita.

Assaggiamo la versione ancora in fermentazione, estremamente fruttata..non so se hanno gia iniziato il dry hopping ma e’ quasi una spremuta. L’approccio collaborativi e’ tale che si rendono disponibili a darmi una palettata di lievito residuo per fare fermentare la Indian Pale Ale che sto mettendo a punto.

Tra un sorso e l’altro discutiamo a 360 di homebrewing, di birre degli altri, di iniziative…etc..ma Maurizio e’ curioso della birra che ho portato io…da homebrewer…una stout..anzi una “deep sleep stout”. Decidiamo di metterla alla prova..a me piace molto ma il giudizio dei professionisti e’ sempre importante…apprezzo che vengono cambiati i bicchieri con uno piu’ consono allo stile. La sotout fa la sua figura..nella schiuma nel colore impenetrabile e nei sapori…era un po’ che non la bevevo ma mi sembra evoluta…meno caffe’ e tostato, piu’ frutta cotta (prungne) e note caramellate…Graziano la definisce quasi un BarleyWine. Piace e sono contento.

Dopo la stout torniamo indietro….alla altra serie di birre che sono la passione dei due birrai…ale in stile tedesco: una Koelsch tipica di Colonia e una Alt specifica dell’area di Dusseldorf. Stili che non conosco cosi bene e che non sono cosi’ usuali…Maurizio e Graziano mi raccontano dei loro viaggi alla scoperta di queste birre e degli innumerevoli tentativi per “clonarle”. Optiamo per la prima, e qui scatta una chicca…per valorizzare la birra si sono fatti realizzare il bicchiere a tubo alto e stretto da 30cc denominato “Kölschglas o Kölner Stange”.

Colore ambrato vivo, bella carbonazione e cappuccio di schiuma oltre il bicchiere , al gusto e’ particolare, subito fruttata, un fruttato tra il dolce e l’asprino, uva spina , mela verde, pera , poi …ma solo poi…esce il luppolo…potente…che la rende asciutta e secca e fa si che si debba bere subito un altro bicchiere ! birra pericolosa…meno male che i bicchieri sono piccoli ! Alla fine Graziano cerca ancora qualche sentore che gli sfugge…a bicchiere quasi vuoto e birra calda concordiamo per una spiccata nota di miele tipo millefiori.

Sono le 23 passate e il business deve andare avanti…ci sono delle consegne da fare !


Una ultima foto che e’ tutto un programma:il rastrello per estrarre le trebbie di un legno stranissimo che non ricordo con impressa la data di aperture e’ un loro brevetto e mascotte, le croc rosse e verdi la dicono lunga sullo spirito dei due birrai !

Mi congedo ccon la promessa di mettere le loro birre in una futura degustazione che ho in mente e con la promessa di collaborare. Arrivo a casa soddisfatto e dopo oltre un ora mentre mi appresto a lavare i denti ho ancora la sensazione di avere in bocca i luppoli delle due birre….sara’ suggestione ma sono contento di aver scoperto questa birrficio di nicchia e se passate da Torino consiglio di approvvigionarvi di qualche bottiglia..anche il prezzo e’ competitivo cosa che completa il quadro gia’ positivo.

Alla prossima

Davide

Grazie