Mastro Birraio per un giorno .. esperimento riuscito !

Posted on Giugno 29th, 2008 in Articoli, Birra, HomeBrewing by arzaman

Ciao a tutti ! Che giornata che e’ stata sabato !

Chi ha partecipato al minicorso sulle tecniche di produzione casalinga della birra all’agritursimo Cascina Gaio ricorda quello che avevo detto come premessa all’inizio dell’intervento ? Che l’evento era sostanzialmente un esperimento derivante dall’incontro dalla mia passione per questa affascinate attività’ di birraio o meglio HomeBrewer e dalla disponibilità’ dell’agriturismo ad ospitare un evento in linea con la propria impostazione orientata ai prodotti naturali e biologici. A caldo mi sentirei di dire che per quanto mi riguarda l’esperimento e’ riuscito !

La birra che abbiamo prodotto sabato sta iniziando a fermentare ma prima di degutarla provo a riassumere le mie impressioni a caldo (e non mi riferisco al caldo di ieri) e lascio ovviamente a chi ha partecipato ampio e totale spazio nei commenti !

Per me e’ stata una vera e propria maratona iniziata con la preparazione meticolosa di tutti gli aspetti insieme a Fabrizia..dalla impostazione generale dell’evento alla scelta del menu e delle birre da abbinare alla preparazione della dispensa…alla effettuazione di una cotta di prova per verificare tempi e logistica. Con l’obiettivo di confezionare un evento di qualità non abbiamo lasciato nulla al caso..un conto e’ fare un cotta di birra con amici un conto e mettersi in “cattedra” e spiegare con una certa logica e in maniera didattica tutto il processo tenendo alta l’attenzione e interesse per tutto il tempo..incastrando il pranzo e dando modo a tutti di partecipare attivamente. Gli ultimi giorni sono poi stati concitati..sopralluogo, trasporto attrezzatuara… recupero delle materie prima , ripasso della lezione, preparazione degli schemi….

Sabato poi sveglia alle 7 dopo notte accaldata sognando di essere attaccato da torme di alfa-amilasi…e ho raggiunto agriturismo alle 8 dove Ezio mi aspettava per predisporre il tutto. Alle 10 in punto quando sono “apparso” anche se conoscevo un certo numero di partecipanti ero emozionato…24 persone curiose, interessate e appassionate…questo direi che e’ stato lo stimolo a superare l’emozione e partire per il resto mi sono fatto guidare dalla passione che mi lega a quasto Hobby cercando di trasferirla ai presenti. La bellezza del posto con la scelta di stare all’aperto (a parte inevitabile caldo e qualche mosca di troppo) e il supporto di Fabrizia e di tutte le persone dell’Agriturismo hanno reso poi tutto “semplice”

Non faccio la telecronaca della giornata (c’e’ qualche video carino dei momenti salienti)..ma ho come l’impressione di non essermi fermato mai ..neppure a pranzo..e di avervi raccontato di tutto di piu’…da quali sono i rischi di aprire un birrificio a come si fa il whiskey…a come si abbina la pizza…segno che c’era vivo interesse e curiosita’ ..a me e’ venuto spontaneo e mi sono divertito ..sperdo di non avervi massacrate troppo.

Il resto , a partire dal pranzo studiato ad hoc e dalle 3 birre sfiziose che vi abbiamo proposto agli interventi di Ezio mi sembra sia filato via liscio…spero che chi non aveva idea di come si fa la birra ora quando ne beve lo faccia consapevole della complessita’ del processo che ci sta dietro e magari impari ad apprezzare una produzione di qualita’ e artigianale da una industriale

Chi invece si vuole cimentare con questo hobby e provare la tecnica “all grain” spero abbia una idea di cosa serve e a cosa va incontro.. Letizia, che non credo’ fara parte di questo secondo gruppo, puo’ sempre fare conto su di me per una birra artigianale…magari mi invento un mestiere di “cotta di birra su ordinazione”

Concludo,per quelli che sono andati via prima, rassicurandoli che la fase di bollitura e’ terminata(spostando il mosto sul fornello a gas). I 18 litri di mosto finale avevano una OG di 1.055 per cui vicino alla ricetta target. Ho poi raffreddato il tutto con il radiatorino che vi ho mostrato..ossigenato il mosto e inoculato i lieviti. Ora la birra sta fermentando..vi tengo aggiornato sugli sviluppi e ovviamente visto l’interesse non mancheremo di proporvi a breve una serata a tema con degustazione della vostra weizen !!

grazie a tutti

Davide

La mitica Legione Straniera produce vino per arrotondare le entrate !

Posted on Giugno 18th, 2008 in Articoli by arzaman

Ogni tanto mi piace riportare notizie curiose e divertenti legate al mondo del vino…questa letta sulla autorevole risvista Decanter mi ha colpito particolarmente:

Legione Straniera

La Legione Straniera Francese, il corpo fondato da Luigi Filippo nel 1831 a supporto della guerra in algeria e che incorpora tutti gli i stranieri che vogliano firmare volontariamente l’ingaggio arruolandosi con una identita’ fittizia e’ in crisi di fondi !!

Per compensare la cronica mancaza di denaro per sostenere le pensioni dei veterani si e’ buttata nel business del vino :

Dal loro sito e’ possibile infatti acquistare ogni genere di gadget militaria…ma anche due vini : Esprit du Corp Rouge e Esprit du Corp Rose’ rispettivamente a 6E e 7E

Tecnicamente e’ un Cotes de Provence AOC coltivato in una tenuta di 40ha in provenza dove sono anche ospitati 100 legionari invalidi. La produzione e’ di 300.000 bottiglie

Fantastico il motto che accompagna la bottiglia che vi riporto integralmente

“EXEMPLE DE REUSSITE DE LA RESINSERTION PAR LE TRAVAIl, CES ETRANGERS DEVENUS “FILS DE FRANCE NON PAR LE SANG RECU MAIS PAR LE SANG VERSE”, SONT FIERS DE VOUS PRESENTER LE FRUIT DE LEUR LABEUR : LA CUVEE “ESPRIT DE CORPS”

Al solito grande idea di marketing e business…

Sto pensando che se i nostri reggimenti di alpini prendessero spunto e si mettessero a produrre e consumare vino proprio…forse risolveremmo anche il problema delle risorse per la sicurezza !!

Ci pensate ? un bel vino di montagna eroico per gli alpini, un vermentino o un pigato per la marina, un vino con la fiamma per i carabinieri…

Davide

Presentazione Barolo 2004 e Barbaresco 2005 : impressioni degustative

Posted on Giugno 17th, 2008 in Articoli, Degustazioni by maria
Lunedi 9 giugno 2008, alla Palazzina di Caccia di Stupinigi si è svolta la presentazione dell’annata 2004 di Barolo e 2005 di Barbaresco. Non mi sento di fare l’elenco dei molteplici vini degustati ma voglio descrivere le sensazioni generali che ho avuto nell’averli assaggiati.
BaBa
Sicuramente è un’annata molto diversa dal 2003, sono spariti i sentori di frutta matura molto marcati in quell’annata dovuti quasi certemente a un’estate molto calda e siccitosa in quasi in tutto il nord europa rendendo cosi atipica la vendemmia.
Il 2004 è sicuramenrte l’annata che più si avvicina ai sentori tipici del nebbiolo. Sentori di frutta (ciligia), note floreali (rosa e viola), note balsamiche e liquirizia, un giusto e marcato tannino tipico del vitigno.
Parlando con vari produttori sono quasi tutti concordi che il 2004 saà pù predisposto per l’invecchiamento in cantina a differenza del 2003.
Concludo esprimendo anche un mio giudizio sul contesto della sala, certamente splendida e molto predisposta per questo tipo di manifestazioni.
Maria

Anche l’Erbaluce DOC oggetto di sofisticazioni e indagini !!

Posted on Giugno 13th, 2008 in Articoli by arzaman

La notizia non avra’ la rilevanza di quella relativa al Brunello di Montalcino o di Velenitaly…ma ci tocca e coinvolge pesantemente in quanto vicenda locale che impatta il Canavese.

Erbaluce

E’ infatti di ieri la notizia diffusa localmente che parte dell’Erbaluce DOC messo in commercio in realta’ sia vino prodotto in ROMANIA. Non si parla ovviamente di manipoloazione o adulterazioni del prodotto ma piu’ di una forde commerciale. Il disciplinare dell’erbaluce DOC indica infatti esattamente i comuni di produzione del nobile vitigno e certo non e’ compresa la Romania. Vino quindi magari “buono” ma non spacciabile come erbaluce..nulla a che vedere con la nostra DOC.

L’indagine avrebbe preso il via dalla confessione di un enologo pentito che avrebbe denunciato le pratiche di una cantina sociale suffragando la tesi di una produzione di bottiglie superiore alla quantita’ di uve trattate.

Ovviamente come MySobry non possiamo che riportare le notizie di cronaca lette sui giornali locali e attendere l’esito dell’inchiesta…per cui nessun commento per una notizia cosi’ “triste”

Davide

Sauvignon Blanc: Loira contro Friuli e Nuova Zelanda

Posted on Giugno 12th, 2008 in Articoli, Degustazioni by arzaman

Ieri sera in una delle nostre serate Mysobry ci siamo divertiti a fare un confronto tra 3 diverse interpretazioni del vitigno Sauvignon Blanc che e’ senz’altro una delle varietà a bacca bianca più importante e popolare, insieme allo Chardonnay, e dalla quale si ricavano alcuni fra i migliori vini bianchi del mondo. Avevamo infatti in degustazione

  • Un vino del Friuli (DOC Carso): Cantina Edi Kante
  • Un vino della Loira : Pouilly Fumè clos des chaudoux
  • Un vino della Nuova Zelanda: Cloudy Bay

Parliamo innanzitutto del vitigno…

Sauvignon Blanc

Si ritiene che il sauvignon blanc sia originario della Francia in particolare nella zona di Bordeaux e prende il nome dalle parole francesi “sauvage” “blanc” a causa delle sue caratteristiche di vitigno di grande vigoria. Nel 18 secolo il vitigno si diffonde lungo il corso della Loira ed e’ abbinato al Cabernet France e Cabernet Sauvignon nei vini di Bordeaux. In funzione della colorazione degli acini si possono distinguere alcune varieta’ altre al Blanc come,il Sauvignon Gris o Rosé (che dà vini di maggior corpo), apprezzato nel bordolese e in Loira, il Sauvignon Jaune, Noir e Violet; infine il Sauvignon Vert o Sauvignonasse, da alcuni considerato parente stretto del Tocai Friulano, molto diffuso in Cile, con caratteristiche inferiori al più noto Sauvignon Blanc

E’ un vitigno che si adatta a climi e tereni diversi e come vedremo nella degustazione cio’ si riflette nelle caratteristiche del vino. Le zone piu’ vocate risultano a oggi essere proprio la zona di Bordeaux dove viene impiegato in uvaggio insieme a Semillon e Muscadelle nella produzione dei famosi Sauternes e nella Valle della Loira in particolare nelle denominazionei Pouilly Fumé, Sancerre. Il clima di queste regioni favorisce infatti una maturazione molto lenta delle uve consentendo una perfetta maturazione tecnologica e bilanciamento tra acidita’ e zuccheri. I terreni calcarei ricchi di silice conferiscono poi a questi vini la mineralita’ cosi’ spiccata.

In Nuova Zelanda il vitigno arriva nel 1990 e si adatta immediatamente al clima marittimo dell’isola del Sud in particolare nella zona di Maloborough con suoli minerali sabbiosi e con buon drenaggio.

In Italia la zona piu’ vocata per questo vitigno e’ il Collio Goriziano ma in purezza lo si trova anche in Trentino e in Alto Adige e in uvaggio in molte altre DOC

Il Sauvignon e’ un’uva dall’aroma penetrante con tratti varietali che ne consentono l’immediato riconoscimento. Fra i sentori tipici: uva spina, ortiche, muschio e la famosa pipì di gatto o la pietra focaia. Il vitigno si presta alla fermentazione e alla maturazione in rovere, dando luogo a vini dal gusto decisamente più complesso, ma con la perdita di quelle caratteristiche di freschezza e aromaticità che lo hanno giustamente reso famoso. CI sono anche grandissimi Sauvignon capaci di lungo invecchiamento.

Veniamo alla degustazione

Abbiamo iniziato con il nostrano Kante prodotto dalla omonima azienda che nasce nel 1980 in località Prepotto, comune di Duino di Aurisina. Siamo nel cuore del Carso dove si mescola l’influenza del mare protetto dalla barriera di roccia calcarea e la forza del clima continentale, con i venti di bora e tramontana che tengono l’aria tersa e asciutta. Interessante la bottiglia da litro in cui il vino viene prodotto con un collo più stretto, richiede tappi di sughero più piccoli che permettono una permeabilità ottimale all’aria per migliorare l’invecchiamento e la durata del vino.

Il vino si presentava di un bel paglierino cristallino con una intesa nota fruttata agrumata e di pesca e con sentori minerali di idrocarburi. Decisamente fresco e sapido ma nello stesso tempo caldo e morbido, di corpo e con un buon equilibrio frutto probabilmente del sapiente utilizzo della barrique. Un vino a mio parere molto piacevole da bere.

Il secondo degustato e’ stato il Pouly Fume del Serge Dagueneau & Filles. Vino ottenuto dalla raccolta manuale delle uve severamente selezionata. Diraspatura totale, macerazione di circa 12 ore in saturazione di gas carbonico.Fermentazione in acciaio completa di malolattica.

Imbottigliamento dopo 18 mesi dalla vendemmia. Nel bicchiere un bel giallo paglierino inteso e cristallino con una discreta consistenza. Al naso spiccavano i riconoscimenti Fruttati in aprticolare una nota agrumata e la frutta esotica e dolce, Minerale con il riconoscimento classico di pietra focaia e erbaceo/tostato. In bocca la freschezza domina decisamente , alcol e struttura non mancano manca un po’ invece la persistenza e l’intensita’. Un buon vino ma non eccezionale.

Ultimo vino il neozelandese il Claudy Bay. Il primo impatto e’ con una bottiglia con il tappo di metallo a vite…che per noi europei e sintomo mediamente di bassa qualita’…ma non e’ cosi’ nel nuovo mondo dove anche vini di fascia alta vengono imbottigliati in questo modo. Vendemmia 2006 eccezionalmente anticipata a quanto riporta il produttore effettuata a macchina di notte per preservare aromi. Deraspatura, pigiatura soffice e criomacerazione per 48 ore, fermentazione in acciaio e permanenza sulle fecce per due mesi sono alla base di questo vino “moderno”

Il colore e’ sempre paglierino ma piu’ scarico degli altri due..al naso subito spicca l’intensita’ e finalmente i riconoscimenti varietali nel campo vegetale e erbaceo. Foglia di pomodoro, erba tagliata, ma anche e nuovamente le note fruttate e agrumate e di frutta esotica per finire poi nel terziario e nello speiziato e nel balsamico. In bocca e’ fresco..freschissimo…le note vegetali diventano quasi amare, la sapidita’ elevata. Grande intensita’ e grande persistenza per un vino che abbiamo unanimemente considerato il piu’ franco e rappresentativo dei tre.

Una bella serata, didattica e interessante in puro stile MySobry spaziando per il mondo seguendo le orme del Sauvignon Blanc

Davide

Internet e il vino…luci ed ombre..da Ebay alla sentenza Francese contro la Heineken

Posted on Giugno 4th, 2008 in Articoli by arzaman

Qualche tempo fa ho partecipato a un interessante sondaggio effettuato su Aristide Blog relativo alla relazione degli appassionati di vino con la rete denominato “electronic wine” e ora e’ interessante confrontare i riusltati emersi da un campione di 85 persone con altri fenomeni che si stanno sviluppando in rete in particolare in Francia

I risultati completi li trovate a questo link… quello che emerge che Internet e’ ampiamente usato per ricercare informazioni relative al vino e le info maggiormente cercate sono relative alla Recensione dei Vini e notizie relative al mondo del Business del Vino

La qualita’ della informazione trovata e’ poi ritenuta mediamente buona anche rispetto ad aspetti come i prezzi.

Lo scenario cambia radicalmente rispetto alla percentuale di persone che acquistano vino online che sono molto molto poche. Le cause di cio’ sono evidenziate in alcuni fattori determinanti: scarsa informazione sul prodotto, prodotti non disponibili al momento dell’acquisto, assistenza cliente insufficiente, difficile consultazione sito e-commerce.

Insomma una customer experience deludente come spesso accade in molti siti (indipendentemente dalla categoria merceologica) in particolare in Italia.

Avevo suggerito di aggiungere una domanda specifica in merito all’utilizzo di Ebay per vendere e/o acquistare vini.

La sezione vino di Ebay e’ infatti molto fornita..e lo e’ ancora di piu’ se si allarga orizzonte sulle piattaforme ebay di altri paesi (germania, francia, UK..)
Personalmente ho fatto diverse esperienze su Ebay..sia da acquirente che da venditore.
Quello che posso dire che Ebay e’ il miglior posto dove vendere e fare acquisti per:

  1. Vini da collezione e rari
  2. Grandi vini
  3. Bottiglie di altri paesi (da compratore)

Nel primo caso ho acquistato diverse bottiglie di annate che mi interessavano e ho venduto molte bottiglie di vini da collezione (annate dal 40 al 60) Le aste poi dei grandi vini ..bordeaux..borgogna..champagne..ma anche supertuscan..sono poi molto frequentate e mi chiedo se abbiano soppiantato le classiche case d’asta tipo Christie’s. Anche in questo caso ho messo in vendita bottiglie di Ornellaia e Masseto con ottimi risultati (vendute all’estero).
Nel terzo caso ho usato Ebay per comprare vini particolari..porto…tokaji..anche in questo caso con soddisfazione avendo a disposizione cataloghi piu’ ampi siti e-commerce nazionali e con una esperienza di acquisto stile ebay quindi molto semplice e familiare.

Sui vini correnti invece le esperienze sono meno entusiasmanti..da venditore e’ difficile fare prezzo competitivo in quanto commissioni di ebay sono MOSTRUOSE…si aggiunga poi che chi compra paga spedizione discretamente costosa se si vuole dare un servizio di qualita’ (assolutamente corriere assicurato)..su bottiglie da 5-10E e’ difficile fare business.
Ci sono tuttavia venditori che hanno discreto assortimento e se si comprano piu’ bottiglie si ammortizzano costi (ma questo e’ vero per tutti acquisti online)

Insomma EBAY e’ senza dubbio il maggior protagonista del commercio elettronico in generale e anche nel caso del vino non si puo’ prescindere da questa realta’.

Di segno diametralmente opposto sono invece i tentativi effettuati in Francia per limitare la pubblicità dei vini sulla rete.

Clamoroso e’ la sentenza della corte d’appello francese contro la Heineken colosso della birra mondiale costretto a ritirare i banner pubblicitari dai siti francesi !

Il giudice si e’ applellato a una legge del 1991 che regola strettamente la pubblicità del tabacco e degli alcolici in cui per ovvie ragioni temporali Internet non era esplicitamente considerato come mezzo ! Anche in una revisione del 2005 pare che il divieto permanga.

Tale sentenza apre scenari davvero inquietanti per chiunque parli o scriva di vino su un media elettronico…

Sta di fatto che qualcuno del calibro di Microsoft ha preso la cosa molto seriamente… rimuovendo tutti i mercanti di vino dal proprio portfolio di clienti pubblicitari. Goolgle ae Yahoo stanno meditando azioni simili…

Vorra’ dire che la prossima volta che cercherò di documentarmi su quel piccolo produttore di una remota zona vinicola francese non trovero’ nulla…a mio parere un danno incalcolabile per chi lavora nel vino e per i clienti/consumatori..

Ecesso di moralismo e di zelo? Applicazione rigida della legge?

Internet sapra’ andare oltre questo ed e’ un fenomeno che non ha alcun senso contrastare nel nome di una campagna anti abuso dell’alcol.

E voi lettori di Mysobry che pensate del E-Wine ?

Rivoluzione nelle denominazioni Francesi: IGP, AOP, Vignobles de France

Posted on Giugno 4th, 2008 in Articoli by arzaman

Ritorno sul tema della classificazione dei vini francesi che e’ material assai complicata e ostica non solo per chi si appresta a comprare una bottiglia di fino d’oltralpe ma anche per I sommelier addetti ai lavori per i quali le domande all’esame sui le “appellation” francesi sono sempre uno spauracchio.

Il governo francese nel piano quinquennale di modernizzazione del settore vinicolo (interessante che sia un obiettivo nazionale !) nel tentativo di sviluppare la competitività del paese in particolare export verso i mercati esteri ha pensato bene di introdurre nuove e piu’ moderne classificazioni !!

In particolare queste sono le modifiche attese

· Vignobles de France al posto di “vin de table”
· IGP (Indication Géographique Protégée) al posto di “vin de pays”
· AOP (Appellation d’Origine Protégée) al posto di “AOC”

E dovranno contenere in etichetta indicazione del vitigno (urra !) e della annata oltre all’evidenza di utilizzo di pratiche di cantina particolari (uso trucioli, aggiunta tannini, correzione grado alcolico con zucchero, correzione acidita’)

Di fatto la Francia si allinea alle regole comunitarie…ma ovviamente senza toccare la tradizione per cui tutte le classificazioni dei vini storici non decadono di certo…e quindi ci tocchera’ comunque imparare tutte le 57 denominazioni dei vini di Bordeaux

Il documento di programmazione emesso dal governo francese contiene poi tutta una serie di provvedimenti strutturali per combattere la crisi del settore, senza entrare nel merito (potete scaricare il documento qua) e’ interessante notare come il tema “vino” sia di rilevanza nazionale e quindi affrontato a tale livello e che tutti i provvedimenti siano volti a valorizzare il prodotto nazionale, francese, anteponendo gli interessi nazionali a quelli singoli e corporativistici (ad esempio unico istituto per la ricerca e sviluppo “l’Institut Français de la Vigne et du Vin (IFVV) oppure unico ente certificatore della filiera di qualita’ “l’institut national de l’origine et de la qualità”).

In questo forse abbiamo molto da imparare..

Arzaman