Aldo Sohm rappresentante USA è il miglior Sommelier del Mondo 2008

Posted on Maggio 25th, 2008 in Articoli by arzaman

Al’ Hotel Cavalieri Hilton di Roma si sono svolte sabato 24 le finali per il concorso Miglior Sommelier del Mondo organizzato dal WSA.

A contedersi il titolo i migliori sommelier di 15 paesi, per l’Italia Luca Gardini. Il titolo e’ andato a Aldo Sohm di origine austriaca ma che si e’ presentato per gli Stati Uniti dove vive e lavora al ristorante Le Bernardine

Gli altri finalisti erano Roger Viusà miglior sommelier di Europa e rappresentante della Spagna e Manuel Moreira per il Portogallo. Escluso dalla finale Luca Gardini.

A parte riportare la news sono curioso di vedere le loro performance in qualche video e soprattuto leggere il testo dei questionari…per capire come funziona un concorso a quei livelli..attendo con ansia la publicazione su Vino da Burde

Nel frattempo vi lascio al video della degustazione del Campionissimo girato da Andrea Gori

grazie

Davide

Vini Spagnoli…Priorato e Penedes…interessanti ma..

Posted on Maggio 23rd, 2008 in Articoli, Degustazioni by arzaman

In preparazione della degustazione dei vini della Rioja prevista venerdi 30 al castello di Malgra’ abbiamo abbiamo approfondito con i Mysobry il tema “Spagna”

Quando si parla di Spagna si pensa a tante cose e se si pensa agli aspetti gastronomici le prime cose che mi vengono in mente sono la sangria..la cerveza e le tapas…magari lo Sherry…o i Brandy…ma non tutti sanno che la Spagna ha nel panorama viti-vinicolo numeri davvero importanti oltre che una tradizione millenaria.

Con circa 1,2 milioni di ettari, la Spagna è il primo paese al mondo per superficie dedicata a vigneto, coprendo il 16% del totale mondiale e più di un terzo di quello dell’Unione Europea. Dal punto di vista delle quantità prodotte, la Spagna si colloca al secondo o terzo posto al mondo secondo le annate, con le vendemmie più recenti che oscillano tra i 37 e i 46 milioni di ettolitri (come riferimento l’italia al primo posto oscilla tra i 50 e 55 milioni di ettolitri). La minor produttivita’ dei vigneti spagnoli e’ da ricercarsi sostanzialmente nei fattori climatici. I vini spagnoli v.q.p.r.d. rappresentano quasi il 40% del totale della produzione e quelli in bottiglia il 75% del totale export.
I vigneti sono diffusi un po’ su tutto il territorio e proprio la grande varietà dei suoli e delle caratteristiche climatiche ha consentito l’elaborazione di una gamma assai estesa di vini con caratteristiche qualitative superiori e spiccata personalità, determinando la necessità di tutelarli con una “denominazione d’origine”, al fine di proteggerli e regolarne la produzione in ogni loro fase.

Le D.O. approvate e dotate di Consorzi di Tutela sono attualmente più di una sessantina, molte delle quali hanno fama internazionale, come: Rioja, Jerez-Sherry, Ribera del Duero, Cava, Priorato, Penedés, Rías Baixas, Navarra, Málaga,… Alcune etichette poi hanno guadagnato una fama internazionale e si collocano nel gotha del vino monidale almeno a guardare i prezzi che spuntano nelle aste.

Ieri sera abbiamo provato due vini di due DO diverse dalla Rioja tanto per fare qualche confornto

Il primo vino era un Sangre de Toro 50esimo anniversario dell’azienda Torres una grande azienda con possedimenti in Catlaonia (Pendes) , California e Cile con export in oltre 130 mercati e decine di possedimenti.

Il vino degustato era a base Garnacha e Cariñena (una varieta’ autoctona tipicamente mediterranea) annata 2003. Colore granato profondo con ancora qualche ricordo rubino, al naso presentava delle sensazioni non fini con un po’ di “ridotto” e pochi profumi, qualche sentore di frutta e spezie e l’etereo dell’alcol.

Anche le impressioni gustative si sono rivelate mediocri…a parte impatto dell’alcol e del legno il vino risultava carente sia nelle morbidezze che nelle durezze. Medio bassa anche la presistenza una volta svanito effetto pseudocalorico dell’alcol. Pronto da bere se non maturo. Nella valutazione da tenere presente la particolare annata del 2003 con un caldo eccezionale.

Stessa annata ma decisamente un altro livello il secondo vino degustato. Vino della zona denominato Prior della azienda Scala Dei. Siamo nella DO Priorato, siamo sempre in Catalonia nella zona di Tarragona. Circa 2000 ha. di vigneto che crescono su ripidi pendii e terrazze di ardesia di scarsa fertilità e coltivazione molto difficile.
Questa zona beneficia di un clima temperato e secco, molto più fresco del litorale tarragonese. L’uva scura Mazuela è la chiave degli attuali Priorato. In proporzione inferiore, viene coltivata anche la Garnacha.

Il nostro era un vino compsto a maggiornanza Grenache ma anche Syrah (8%) e Cabernet (4%). Il colore un bel rosso rubino intenso, decisamente consistente, e complesso al naso con sentori di frutta, spezie e note erbaceo e minerale. In bocca sempre grande impatto e potenza ma l’alcol era ben mascherato dalle altre componenti. Buona morbidezza , freschezza e tannini elegnati..la botte non era invasiva. In definitiva un bel vino equilibrato e persistente. Sicuramente da provare in abbinamento a un bel piatto succulente.

Ovviamente queste sporadiche esperienze degustative della Spagna sono tuttaltro che esaustive e definitive ma, anche confrontando questi ultimi due vini con quelli della Rioja precedentemente degustati, si ha sempre la sensazione di avere a che fare con vini di grande impatto, potenza, muscoli,effetto…ma che mancano un po’ di finezza e eleganza. L’uso poi intensivo della botte e dei lunghi affinamenti non sempre produce effetti piacevoli. Insomma , vini da provare , scoprire, valutare non fosse altro per il rapporto qualita’/prezzo molto interessante ma si puo’ reperire anche sul mercato nazionale altrettanta potenza ma con maggior finezza.

a voi per i commenti

Davide

MASTROBIRRAIO per un giorno.. giornata teorico-pratica di produzione artigianale birra

Posted on Maggio 18th, 2008 in Articoli, Birra, Eventi, HomeBrewing by arzaman

Era un po’ che ci pensavo e ci stavo lavorando…e ora ci siamo !

In collaborazione con l’Agriturismo Cascina Gaio sono riuscito a organizzare questo evento spero sfizioso, divertente, istruttivo, goloso…

Il titolo e’

MASTRO BIRRAIO PER UN GIORNO…

ovvero una giornata intera dedicata produzione artigianale della birra dal punto di vista sia teorico che pratico con realizzazione di una cotta di birra “all grain” e pranzo birraio annesso

Il tutto nasce sicuramente dalla mia passione per la produzione della birra casalinga…passione che risale molto indietro nel tempo quando in Italia il fenomeno HomeBrewing era pressoche’ inesistente (ricordo i primi malti acquistati con difficolta’ in Inghilterra e Olanda..). Da allora a fasi alterne ho sempre sviluppato questo tema , documentandomi, crescendo, migliorando tecniche e attrezzatura, vistando birrifici, partecipando a corsi e seminari, discutendo attivamente online…nella pratica poi tutto il percorso dai primi KIT di malto amaricato fino alle “all grain”.

Ho contagiato in varia misura altri amici in questo hobby/passione e molti si sono sorpresi come con pochi accorgimenti sia possibile produrre birra di qualita’ anche in un contesto domestico. Ho pensato quindi di mettere a disposizionedi tutti i curiosi e appassionati la mia esperienza ..in primis coinvolgendo ovviamente gli amici Mysobry con cui abbiamo realizzato una cotta (grani + infuso) di una Stout (vedi articolo) e poi, forte di questa divertente esperienza e grazie alla collaborazione di Fabriza che ha messo con entusiasmo a disposizione la sua bella struttura, ho deciso di allargare al pubblico la cosa.

Spero in una entusiastica adesione !

L’idea di base e’ quella di fare una giornata intera (Sabato 28 giungo) dedicata alla produzione casalinga della birra o meglio detta HomeBrewing coniugando l’aspetto:

  1. Didattico: in quanto esploreremo nel dettaglio tutti i passi per realizzare una cotta di birra “all grain” ovvero la tecnica piu’ completa e del tutto analoga a quella dei birrifici professionali ma solo piu’ in piccolo.
  2. Ludico e divertente: in quanto il contesto sara’ non quello di una aula di universita’ ma di un bel agriturismo sulle colline di Piverone in una atmosfera piacevole e rilassata e, compatibilmente con il tempo atmosferico, all’aperto.
  3. Gastronomico: durante la pausa per pranzo Fabrizia proporra’ una menu’ semplice ma di qualita’ e il piu’ possibile legato al territorio e tenteremo abbinamento con una paio di birre artigianali di produzione nazionale il che ci dara’ ulteriori spunti per discutere il tema

Insomma gli ingredienti ci sono tutti…un po’ come una ricetta di una buona birra…l’impegno e la preparazione sono massimi…il riusultato di questo che definisco comunqe un esperimento lo giudicheremo a posteriori.

Di seguito trovate i dettagli della giornata

Sabato 28 Giungo

Ritrovo ore 10 presso l’agriturismo Cascina Gaio

(Strada Aronco 2/b Piverone)

  • Introduzione tecniche produzione birra, stili birrai, ingredienti e attrezzature
  • Analisi della ricetta
  • Macinatura grani
  • Infusione dei grani e ammostamento
  • Mash Out , ricircolo e sparging

Pranzo

  • Bollitura mosto
  • Luppolatura
  • Raffreddamento e
  • Sanitizzazione inoculo Lieviti
  • Discussione e domande finali
  • Termine lavori ore 17

Costo dell’evento+pranzo 38€

Prenotazioni 347-2206388 (Fabrizia) info@agriturismogaio.it

Posti limitati per favorire la didattica !

Davide

I giovani (francesi) consumano meno vino…

Posted on Maggio 14th, 2008 in Articoli by arzaman

Riporto e commento un news del quotidiano WineBusiness che denuncia come il consumo di vino sia in forte calo in Francia soprattutto nella fascia dei giovani con eta’ tra i 21 e i 31 anni. In generale il consumo del vino e’ in contrazione con un calo di oltre il 50% dal 1980 ad oggi passando da 120litri procapite a 55litri.

Cosa devono quindi i giovani in alternativa…facile intuirlo: birra, superalcolici e coctail vari per rimanere nell’alcolico ma anche bevande gasate e succhi.

francia vino

L’export quindi in Francia va a gonfie vele ma il calo interno e’ preoccupante. L’analisi e’ stata fatta dall’univerista’ di Montpellier e riguarda la Francia ma se andiamo a vedere le motivazioni individuate alla base di questo calo di consumi credo si possano riprotare pari pari in italia. E molte di queste meriterebbero una attenta riflessione in quanto non solo legate fisiologici cambiamenti sociali…ma anche competitivita’ del “sistema vino” con altre realta’.

1) Il vino e’ “vecchio” o come si dice oggi non e’ “cool” …e’ legato ai riti familiari alla tradizione…probabilmente non sta bene in disco chiedere un bicchiere di rosso ! meglio una di quelle bottigliette con colori fosforescenti

2) Campagna anti alcol . Molti intervistati hanno dichiarato di avere forti sentimenti contro l’alcol. Mi chiedo allora perche’ bevano superalcolici e birra..e come possano succedere tutti i disastri del sabato sera legati all’alcol

3) Il gusto del vino non piace. E su questo i produttori penso ne sappiano qualche cosa. La richiesta e’ infatti per vini profumati , aromatici o dolci…vini facili da bere e addomesticati…banditi tannini e acidita’.

4) I vini buoni sono troppo cari. Come non dare torto al campione intervistato. Di nuovo il dubbio che le alternative…birre e cocktail a basso prezzo siano altrettanto buone

5) Il vino e’ confusione. In effetti la classificazione dei vini francesi e la varieta’ di etichette e proposte e’ davvero disorientante. Se poi la si relaziona al prezzo il caos e’ notevole.

I produttori francesi ovviamente non stanno a guardare e stanno preparando le risposte al mercato e mettendo a punto iniziative come le campagne “compra vino locale” per promuovere il territorio. Oppure l’iniziativa di produrre con un marchio nazionale un vino di primo prezzo per ciascuna delle varie regioni. O ancora aumentare la cultura enologica in scuole e univerita’ e infine di imbottigliare in bottiglie piu’ piccole della classica bottiglia da 75cc

Insomma non tutto i mali vengono per nuocere..e la riduzione del consumo di alcol per certi aspetti e’ positiva se accompagnata dalla qualita’ e consapevolezza di cio’ che si beve. E poi come si dice…il mercato e’ sovrano…se i giovani vogliono cambiare..i produttori si devono adeguare !

Davide

La Rambla..una interessante birreria scoperta a Hone

Posted on Maggio 14th, 2008 in Articoli, Birra, Degustazioni, Pub,Birrerie,Viaggi Birrai by arzaman

Ancora birra (sono nella fase birraiola..portate pazienza) e ancora un locale molto interessante…Vi racconto infatti della piacevole esperienza di ieri sera 13 Maggio.

Mi do appuntamento come ci capita ogni tanto di fare con il mio amico Maurizio in bassa Valle d’Aosta. L’obiettivo e’ quello di trovarci per aperitivo cena e la classica chiacchera tra amici che per noi si traduce nei temi filosofici piu’ spessi. Lui scende da Aosta io salgo da Ivrea. Questa volta ci troviamo a Hone, sotto imponente castello di Bard, appuntamento alla stazione e stranamente arrivo puntuale. Facciamo due passi per l’incantevole e curatissimo borgo facendo a tempo all’imbrunire ad ammirare i giardini verdissimi e curatissimi, la Dora imponente e la luce bassa che rende questo angolo di valle molto suggestivo.

La prima scelta di locale va a buca…parte piano B ma di fronte alla stazione mi incuriosisce una insegna un po’ sbiadita con scritto Rambala e Heineken…mal che vada una birretta ce la daranno ci diciamo.

Entriamo, e il locale invece e’ subito molto interessante…sviluppato in lunghezza con lungo bancone e sgabelli, un area sul fondo con tavoli. Ci accomodiamo , e da qul angolo osserviamo che il locale e’ decisamente in stile Spagnolo…legno scuro a profuzione, qualche arredo e foto che ricorda la Spagna, stile un po’ coloniale…nel complesso piacevole (a parte la brutta plastica alla finestra).

Arriva da leggere, carta dell birre alla spina, tisane etc..carata del ristornate e papiro delle birre in bottiglia. Riconosco subito che il locale fa parte di Partesa ovvero del progetto che sotto il marchio Heineken Italia promuove il progetto Biertheque che seleziona e distribuisce “di qualità”. Iniziamo bene..ci sono alcune delle mie birre favorite!

Menu’ interessante e sfizioso…poche cose ma ben collocate..e pregevole il fatto di suggerire una birra in abbinamento. Alle fine sceglieremo un tagliere di affettati (buono e abbondante) una insalata con roquefort e un primo di trofie speck e zucchine anche questo ottimo con ingredienti freschi e abbondante.

Veniamo alle birre..decidiamo di provare quelle alla spina e lasciare a una prossima volta la carta Biertheque , bicchiere da 25cc in modo da fare piu’ assaggi.

Primo giro con

Brand

E’ una birra del sud dell’olanda con 5 secoli di storia. La produzione e’ improntata alla piu’ rigorosa tradizione risalente all’editto sulla purezza della birra del 1516 con Malti e luppoli selezionati locamente. E la “purezza” si sente…e’ una Lager..di un bel colore dorato brillante con la schiuma decisa e persistente. Il gusto e’ come si dice pulito, asciutto, netto…non eccessivamente luppolata o carbonata. Un bel equilibrio tra malti e luppolo. Lasica la bocca piacevolmente pulita

Wieckse Witte

Altra birra Olandese, un classico delle birre weiss a base di frumento. Colore dorato opalescente, classiche note di scorza di arancio e coriandolo. Al gusto speziata, dissetante e rinfrescante.

Gli abbinamenti non sono ovviamente il massimo visti i piatti…ma eravamo stati “ammoniti” dall’oste! Saliamo quindi nella scala con il 2° giro

Affligem Rouge

E’ un altro classico delle birre d’abazia. Puro Stile belga, rosso ambrato scuro con schiuma arancione non troppo persistente. Birra di corpo intensa, morbida con prevalenza componenti malatate e fruttate. Troppo dolce per maurizio

Me la bevo io in abbinamento a Roquefort e male non ci sta.

Dominus triple

Questa ultima birra a me sconosciuta e’ un portento. Stiamo parlando di una triple in puro stile trappista ma prodotta in Olanda. Bel colore aranciato/ambrato, schiuma finissima e cremosa. Naso ricco di aromi di frutta, ma anche di carmello e vaniglia. In bocca e’ sorprendentemente bevibile, la morbidezza e la dolcezza non sono affatto stucchevoli compensate da freschezza e speziatura. La vaniglia e il gusto di latte mi sembra la note prevalente. Grande equilibrio per una bella birra di 8 gradi alcolici.Merita 2o giro.

Che dire ancora: tutte le birre servite nel loro bicchiere e sottobicchiere perfettamente spinate. Servizio eccellente e soprattutto discreto, non siamo mai stati interrotti nelle nostre dense conversazioni.

All fine facciamo il conto,onesto considerando le 5 birre degustate e il proprietario ci offre caffe e genepy…ne approfitto per sponsorizzare evento birraio e scopro decisamente la passione della ragazza (Barbara?) spero di arruolarla per la cotta del 28 ! Ultima sorpresa un regalo di una bottiglia di Duchesse de Burgongne una ale fiamminga che ci viene speigato che affina nelle barrique di secondo passaggio del vino di Borgonga. Da provare !

Questo e’ quanto, abbiamo un nuovo riferimento per un pub di qualita’ e ci ripromettiamo di tornare e approfondire conoscenza proprietari e prelibatezze..chissa come e’ la paella visto che locale si fregia del nome spagnolo?

Davide

Mysobry a Vinum

Posted on Maggio 13th, 2008 in Articoli, Degustazioni by elena

Ed eccoci arrivati a VINUM, giunta alla 32a edizione la manifestazione svoltasia ad Alba dal 1 al 4 maggio e’ uno degli appuntamenti piu’ importanti in Piemonte dedicato al eno-turismo.

Una delegazione di mysobry (Gigi, Maria, Domenico, Elena) si sono presentati puntuali alle 18 di sabato 3 maggio 2008 per uno dei tanti laboratori e degustazioni che vengono oranizzati nella manifestazione. In particolare abbiamo scleto la degustazone dal titolo “Chateauneuf du Pape e Barolo: 2 territori a confronto”.

Non poteva che essere cosi’ vista la grande serata dedicata allo Chateauneuf svoltasi il 29 febbraio e che aveva stimolta ad approfondire ulteriormente il tema aprendosi a confronti con altri vini. Una degustazione quindi sulla carta tra due campionissimi della enlogia mondiale…il sud della Francia contro il nord Italia…il sole e il mistral contro la nebbia autunnale delle langhe..la grenache contro il nebbiolo…l’affinamento nel tempo per tutti e due.

Vediamo dunque come andata…di seguito le mie impressioni personali

Degustazione tenutasi, in una stanza piccola e zeppa (relatore e produttori obbligati a stare in piedi contro il muro) del liceo musicale di Alba, guidata da Francesco Falcone.

Il relatore e’ partito bene sottolineando che la degustazione non era una gara tra i due vini e stava iniziando a spiegare i “punti convergenti”: zone piccole, pochi produttori, longevità dei vini, colori scarichi, acidità basse, buon alcool… poi si è perso e si è dimenticato tutto il resto..i “punti divergenti” tra i quali il più limpido:lo Chateauneuf usa 13 vitigni mentre il Barolo ne ha rigorosamente uno: il nebbiolo!

Interessante la presenza di numerosi francesi in sala e tutti e 4 i produttori dello Chateauneuf..che forse avrebbero portuto approfondire meglio la conoscenza del terroir e del vino Barolo. In gerale ogni produttore ha raccontato la filosofia della propria azienda ed i processi di vinificazione utilizzati demandando la degustazione al relatore sarebbe stato interessante coinvolgere anche loro nella degustazione, anche in francese… non lo conosco, ma avrebbero complementato la terminologia usata dal relatore non proprio ortodossa e che descriveva i vini rettangolari, carnosi e che sanno di ciccia.

Veniamo ai vini

Ci sono stati presentati 4 CHATEAUNEUF DU PAPE

1) DOMAINE LA BARROCHE – PURE 2005

Azienda del 2003, il vino è prodotto con uve di una sola vigna di 100 anni, posta su un terreno molto minerale; il 70% dei grappoli non vengono diraspati ma messi in fermentazione interi;usano solo vasche di cemento poi il vino passa in acciaio dove effettua la malolattica, poi in grandi botti da 35 HL

Il vino si presentava di un rosso rubino scarico con un buon naso di fragola, lampone, frutta, magari un po’ più matura, mente in bocca era un po’ affumicato;ma con il tempo l’intensità dei profumi è rimasta immutata, a differenza di altri vini.

2) DOMAINE THIERRY-USSEGLIO 2005

Quest’azienda usa oltre alla Granache (90%) anche un po’ di Syrah, proveniente da vigne di 50 anni. Il mosto viene completamente diraspato e passa in cemento ma non in legno.

Vino gia’ degustato il 29 febbraio. Al naso molto più intenso del primo con profumi fruttati tipo ciliegia, frutta nera, liquirizia,pepe nero, un po’ terroso; in bocca più morbido, affumicato, sapido e persistente.

3)DOMAINE DE LA SOLITUDE RESERVE SECRETE 2005

I vitigni usati sono: Granache (60%) Mourvedre (40%, vigne poste in una zona poco esposta per aumentare la freschezza del vino) e Syrah .

Vino rubino carico,poco intenso al naso nonostante il passaggio in barrique. In bocca è più rotondo, morbido, alcolico, si percepisce la presenza della vaniglia e del tannino. Fine ma un po’ troppo ruvido.

4)DOMANE DU MONT THABOR 2004

I vitigni: Granache, Syrah10%,Mourvedre, Cinsault per la sapidità

In vinificazione vengono effettuati frequenti rimontaggi poi il vino passa un anno in barrique vecchie, prima di essere imbottigliato.

Un bel colore vivo e carico ma ridotto al naso, ricordava profumi animali, speziato, alcolico, tannico e ruvido in bocca.. ma alla fine poco persistente. Da dimenticare

Quindi siamo passati ai 4 BAROLO:

5) BAROLO GATTERA 2004 BOVIO La Morra

Macerazione breve di 2 settimane poi passa in botte grande.

Il primo vino presentato era “vecchio”, aranciato, con profumi di vernice, smalto, ci è stato quindi cambiato ed ha assunto subito un colore granato con riflessi aranciati con profumi di rosa, fruttato, speziato,un po’ ferroso,presentava un buon tannino, ma in bocca non era molto persistente.

6) BAROLO DEI CANNUBI 2004 PODERI LUIGI EINAUDI

Il vino resta 16 mesi in botte piccola poi passa in botte grande per un totale di 30 mesi.

Al naso poco intenso ma floreale e fruttato deciso con un rinfrescante profumo di torrente. In bocca fresco e tannico, più persistente e più aperto ai profumi.

7) BAROLO BRIC DEL FIASC 2004 SCAVINO PAOLO

L’uva è stata raccolta tra il 12 e il 20 ottobre, un po’ dopo il previsto ma, per la buona acidità delle uve, non marcisce, quindi può stare ancora un po’ sulla vite. Dopo viene effettuata una macerazione di 7/8 giorni per non perdere il colore del nebbiolo e verrà fatto fermentare in acciaio, messo poi in botte grande dove verso Natale effettua solitamente la malolattica.

Di un bel color granato intenso al naso complesso di profumi terrosi, marasca, spezie come pepe, floreale di geranio e un profumo di eucalipto che rinfresca. In bocca tannico, fresco,sapido, persistente. Direi di una buona acidità e da mantenere ancora un po’ in cantina

8 ) BAROLO VIGNA COLONNELLO 2004 CONTERNO ALDO Bussia

Di un bel color granato vivace al naso complesso con profumi di rosa, prugna, rovere, pepe bianco, etereo, balsamico all’eucalipto. In bocca floreale che si riprende ed una buona acidità e tannicità lo hanno reso un buon Barolo già pronto per essere bevuto

Nel complesso nonostante i due territori non siano stati messi a confronto in maniera organica ma siano state date informazioni varie e puntuali abbiamo bevuto degli ottimi vini e’ stata un’esperienza piacevole direi da ripetere il prossimo anno.

Elena