Ed eccoci arrivati a VINUM, giunta alla 32a edizione la manifestazione svoltasia ad Alba dal 1 al 4 maggio e’ uno degli appuntamenti piu’ importanti in Piemonte dedicato al eno-turismo.
Una delegazione di mysobry (Gigi, Maria, Domenico, Elena) si sono presentati puntuali alle 18 di sabato 3 maggio 2008 per uno dei tanti laboratori e degustazioni che vengono oranizzati nella manifestazione. In particolare abbiamo scleto la degustazone dal titolo “Chateauneuf du Pape e Barolo: 2 territori a confronto”.

Non poteva che essere cosi’ vista la grande serata dedicata allo Chateauneuf svoltasi il 29 febbraio e che aveva stimolta ad approfondire ulteriormente il tema aprendosi a confronti con altri vini. Una degustazione quindi sulla carta tra due campionissimi della enlogia mondiale…il sud della Francia contro il nord Italia…il sole e il mistral contro la nebbia autunnale delle langhe..la grenache contro il nebbiolo…l’affinamento nel tempo per tutti e due.
Vediamo dunque come andata…di seguito le mie impressioni personali
Degustazione tenutasi, in una stanza piccola e zeppa (relatore e produttori obbligati a stare in piedi contro il muro) del liceo musicale di Alba, guidata da Francesco Falcone.
Il relatore e’ partito bene sottolineando che la degustazione non era una gara tra i due vini e stava iniziando a spiegare i “punti convergenti”: zone piccole, pochi produttori, longevità dei vini, colori scarichi, acidità basse, buon alcool… poi si è perso e si è dimenticato tutto il resto..i “punti divergenti” tra i quali il più limpido:lo Chateauneuf usa 13 vitigni mentre il Barolo ne ha rigorosamente uno: il nebbiolo!
Interessante la presenza di numerosi francesi in sala e tutti e 4 i produttori dello Chateauneuf..che forse avrebbero portuto approfondire meglio la conoscenza del terroir e del vino Barolo. In gerale ogni produttore ha raccontato la filosofia della propria azienda ed i processi di vinificazione utilizzati demandando la degustazione al relatore sarebbe stato interessante coinvolgere anche loro nella degustazione, anche in francese… non lo conosco, ma avrebbero complementato la terminologia usata dal relatore non proprio ortodossa e che descriveva i vini rettangolari, carnosi e che sanno di ciccia.
Veniamo ai vini
Ci sono stati presentati 4 CHATEAUNEUF DU PAPE

1) DOMAINE LA BARROCHE – PURE 2005
Azienda del 2003, il vino è prodotto con uve di una sola vigna di 100 anni, posta su un terreno molto minerale; il 70% dei grappoli non vengono diraspati ma messi in fermentazione interi;usano solo vasche di cemento poi il vino passa in acciaio dove effettua la malolattica, poi in grandi botti da 35 HL
Il vino si presentava di un rosso rubino scarico con un buon naso di fragola, lampone, frutta, magari un po’ più matura, mente in bocca era un po’ affumicato;ma con il tempo l’intensità dei profumi è rimasta immutata, a differenza di altri vini.
2) DOMAINE THIERRY-USSEGLIO 2005
Quest’azienda usa oltre alla Granache (90%) anche un po’ di Syrah, proveniente da vigne di 50 anni. Il mosto viene completamente diraspato e passa in cemento ma non in legno.
Vino gia’ degustato il 29 febbraio. Al naso molto più intenso del primo con profumi fruttati tipo ciliegia, frutta nera, liquirizia,pepe nero, un po’ terroso; in bocca più morbido, affumicato, sapido e persistente.
3)DOMAINE DE LA SOLITUDE RESERVE SECRETE 2005
I vitigni usati sono: Granache (60%) Mourvedre (40%, vigne poste in una zona poco esposta per aumentare la freschezza del vino) e Syrah .
Vino rubino carico,poco intenso al naso nonostante il passaggio in barrique. In bocca è più rotondo, morbido, alcolico, si percepisce la presenza della vaniglia e del tannino. Fine ma un po’ troppo ruvido.
4)DOMANE DU MONT THABOR 2004
I vitigni: Granache, Syrah10%,Mourvedre, Cinsault per la sapidità
In vinificazione vengono effettuati frequenti rimontaggi poi il vino passa un anno in barrique vecchie, prima di essere imbottigliato.
Un bel colore vivo e carico ma ridotto al naso, ricordava profumi animali, speziato, alcolico, tannico e ruvido in bocca.. ma alla fine poco persistente. Da dimenticare
Quindi siamo passati ai 4 BAROLO:

5) BAROLO GATTERA 2004 BOVIO La Morra
Macerazione breve di 2 settimane poi passa in botte grande.
Il primo vino presentato era “vecchio”, aranciato, con profumi di vernice, smalto, ci è stato quindi cambiato ed ha assunto subito un colore granato con riflessi aranciati con profumi di rosa, fruttato, speziato,un po’ ferroso,presentava un buon tannino, ma in bocca non era molto persistente.
6) BAROLO DEI CANNUBI 2004 PODERI LUIGI EINAUDI
Il vino resta 16 mesi in botte piccola poi passa in botte grande per un totale di 30 mesi.
Al naso poco intenso ma floreale e fruttato deciso con un rinfrescante profumo di torrente. In bocca fresco e tannico, più persistente e più aperto ai profumi.
7) BAROLO BRIC DEL FIASC 2004 SCAVINO PAOLO
L’uva è stata raccolta tra il 12 e il 20 ottobre, un po’ dopo il previsto ma, per la buona acidità delle uve, non marcisce, quindi può stare ancora un po’ sulla vite. Dopo viene effettuata una macerazione di 7/8 giorni per non perdere il colore del nebbiolo e verrà fatto fermentare in acciaio, messo poi in botte grande dove verso Natale effettua solitamente la malolattica.
Di un bel color granato intenso al naso complesso di profumi terrosi, marasca, spezie come pepe, floreale di geranio e un profumo di eucalipto che rinfresca. In bocca tannico, fresco,sapido, persistente. Direi di una buona acidità e da mantenere ancora un po’ in cantina
8 ) BAROLO VIGNA COLONNELLO 2004 CONTERNO ALDO Bussia
Di un bel color granato vivace al naso complesso con profumi di rosa, prugna, rovere, pepe bianco, etereo, balsamico all’eucalipto. In bocca floreale che si riprende ed una buona acidità e tannicità lo hanno reso un buon Barolo già pronto per essere bevuto
Nel complesso nonostante i due territori non siano stati messi a confronto in maniera organica ma siano state date informazioni varie e puntuali abbiamo bevuto degli ottimi vini e’ stata un’esperienza piacevole direi da ripetere il prossimo anno.
Elena