A tutta birra..quando la tradizione canavesana sposa la birra di qualità

Posted on Aprile 20th, 2008 in Articoli, Birra, Pub,Birrerie,Viaggi Birrai by arzaman

Nuova incursione mysobry (io e Elena) nelle birre …ovviamente birre di qualita’ inserite in un contesto di degustazione appropriato quale quello della serata denominata “A tutta birra” organizzato dall’Aquila Antica uno dei ristornati della tradizione canavesana . E questo e’ gia’ un elemento interessante..il fatto che un ristorante di rango improntato alla tradizione si avventuri nel mondo della birra tantopiu’ in Piemonte non puo’ che farmi piacere..ottima idea originale dello chef Doriano e visti i risultati che cerchero’ di raccontarvi direi esperimento riuscito ! A testimoniare se ce ne era bisogno che la birra di qualita’ e’ un prodotto di pari dignita’ del vino…un alimento complesso che si presta ad accompagnare un pasto e gestire al meglio gli abbinamenti…tanto che si puo’ parlare di una vera e propria gastronomia birraia.

Stiamo parlando ovviamente di birre di un certo tipo prodotte da aziende alcune artigiane nella patria della birra artgianale ovvero il Belgio. Le birre proposte e abbinate sono state selezionate da Partesa che è un network distributivo che sotto il marchio Heineken Italia promuove il progetto Biertheque che seleziona e distribuisce “di qualità”

Veniamo al menu’ cosi’ composto

Antipasto

Cozze gratinate al pecorino sardo

Strudel di mini-banana golden al caprino profumato alla cannella

Capriccio di asparagi alle tome della Valchiusella con cresta di parmigiano al sesamo

Primi

Tortelloni pizzicati a mano alla caponatina di melanzane in salsa di birra con basilico fritto

Gnocchi di castagne con zabaione di birra e speck croccante

Secondo

Orata al cartoccio alla birra con cipolline

Dolce

Creme brulé al cioccolato extrafondendente al 70% di cacao con scorzette d’arancio

Degustazione di gelato alla birra

Tutto molto curato e con aggettivo riduttivo “buono” in particolare secondo mio personale gusto gli gnocchi di castagne e la creme brulle ma soprtatturo interessante per me birrofilo il discorso abbinamento.

Veniamo dunque alle birre in degustazione:

Abbiamo iniziato la serie di antipasti con una bira davvero interessante (se si esclude il nome “tremonti” che fa accapponare la pelle per ovvie ragioni) ovvero la 3 Monts, birra ad alta fermentazione stile birraio Golden Ale prodotta nelle Fiandre con malto e luppolo coltivati localmente. Nel bicchiere si presentava dorata con una bella schiuma bianca neve compatta e persistente. Profumi non eccessivamente intensi con un delicati sentori floreali e di banana.

Al gusto estremamente morbida,finemente fruttata e floreale, poco luppolata e poco carbonata molto fine, gustosa e piacevolissima da bere. Guardando poi etichetta si scopre che fa 8,5 gradi alcolici gestiti bene anche dalla temperatura di servizio molto fredda…non male per una birra cosi’ beverina. Abbinamento perfetto con lo strudel di banana.

Seconda birra una Abazia St. Martin Ambre’. Una birra rifermentata in bottiglia di 7 gradi alcolici , colore ambrato come da nome e schiuma non molto persistente. Al naso prevalgono le componenti di malto/caramello e ragranti date dai lieviti. Al gusto un birra di medio corpo con buon equilibrio ma non eccessivamente persistente e che scivola un po’ via. Abbinamento con la caponatina non esaltante.

Terza Birra la Floreffe Triple prodotta dalla Brasserie Lefebvre (che produce la Leffe) certificata quindi con il marchio “birra belga d’abazia riconosciuta”. Anche questa birra rifermentata in bottiglia come testimonia il colore oro antico e la schiuma “sporca”. Le note maltate, caramellate e di caramella al Mu e di castagna ancora piu’ spiccate della precedente. Al gusto si alternano sensazioni dolci e amarognole in non sempre perfetto equilibrio. Sicuramente di corpo e persistente. L’abbinamento per concordanza con lo gnocco a tendenza dolce e’ stato azzeccato.

Quarta birra una Duvel, una birra che inizio col dirvi che mi e’ paiciuta molto, direi strepitosa. Birra ada alta fermentazione di tipo Ale. Bel colore dorato e schiuma bianca e persistente come bianco d’uovo montato a neve Naso intenso con sentori fruttati di pera e speziati agrumati. In bocca ha una carbonazione finissima che da una piacevolissima sensazione rinfrescante. Un gusto pieno e asciutto dove il luppolo non da mai fastidio ed e’ bilanciato perfettamente dalle componenti mobide e fruttate. Grandissima persistenza e bevibilità. L’abbinamento con l’orata..non so non lo ricordo..ero troppo preso dalla birra !

Ultima birra una Maredsous 8 di cui vi ho gia parlato nell’articolo sulla birroteca brandibirra. Ancora una birra d’abazia di colore bruno rossastro. Al naso prevalgono le componenti maltate e di frutta cotta . In bocca il malto e il tostato e’ ancora piu’ pronunciato e sostenuto a da un elevato tenore alcolico, il finale e’ piacevolmente amarognolo. Abbinamento con la Creme Brulle’ decisamente piacevole anche se la persistenza del cacao nel dolce vince la birra

In definitiva un menu’ complesso con una serie di birre decisamente interessanti e divertenti da scoprire. Alcune note positive (oltre al menu e le birre): il prezzo, il manualetto con indicazione delle birre distribuito, ils ervizio. Alcuni aspetti migliorabili: magari introdurre una degustazione pubblica paralata illustrando caratteristiche della birra e del abbinamento. Possibilita’ di acquistare la birra a fine cena (sono riuscito a comprare solo la Duvel).

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Davide

Marco de Bartoli e COS..l’altra Sicilia

Posted on Aprile 20th, 2008 in Articoli by arzaman

Giovedì sera ci siamo trovati per una delle nostre serate MySobry..dopo le fatiche di vinitaly e gli altri impegni una serata tranquilla e rilassata a discutere di progetti futuri ma anche a degustare due vini molto interessanti proposti da Domenico e che ora vi racconto.

Stiamo parlando di due aziende particolari Marco de Bartoli e COS assolutamente legate al territorio e che coniugano metodi tradizionali e innovativi di lavorazione della terra e produzione del vino.

L’azienda di Marco de Bartoli si trova a Marsala ed e’ legata ovviamente alla produzione di Marsala nelle varie tiplogie tra cui lo strepitoso Vecchio Saperi ( in realtà non classificato come marsala) ottenuto con l’antico metodo Soleras e che abbiamo degustato a Ca Scapin ma anche di Grillo e di Moscato Passito di Pantelleria.

Quello che abbiamo degustato e’ un vino molto particolare chiamato “Pietra Nera” che presenta in etichetta un pezzo di lava realizzato con uva Zibibbo o Moscato di Alessandria vinificato pero’ completamente secco e affinato 6 mesi in acciaio. Un vino particolare perche’ si e’ soliti degustare lo zibibbo nelle versioni passite o dolci mentre questa versione secca presentava caratteristiche inusuali. Un bel colore giallo paglierino scarico e cristallino, al naso in prima battuta non si percepivano sentori aromatici tipici del moscato (pesca, salvia..) che sono usciti tuttavia alla istanza. Alla cieca avrebbe potuto essere un Gewürztraminer o un Riesling con un piacevole bouquet di fiori, qualche frutto esotico (banana) e mela verde e agrumi. In bocca la cosa che ha colpito di piu’ e’ stata la freschezza e sapidita’ di questo vino non tipica del moscata e probabilmente ottenuta con una vendemmia fortemente anticipata. Secco, caldo e avvolgente il vino presentava una lunghissima persistenza con un finale di mandorla. Un vino di grande piacevolezza e bevibilita’ da offrire ad esempio come aperitivo o magari con un bel cus cus.

Il secondo vino bevuto è stato il Nero d’Avola Contrade Labirinto di COS. Azienda ubicata nel comune di Vittoria dove il Contrade Labirinto rappresenta uno dei cru migliori. Nero d’Avola in purezza affinato 24 mesi in barrique e un altro anno tra acciaio e bottiglia. Quello che abbiamo bevuto era del 2002 annata climaticamente non felicissima. Il Nero d’Avola è sicuramente un classico siciliano oggi molto di moda nelle carte dei vini..ma qui trova davvero una grande interpretazione. Colore rubino / granato scarico molto consistente. Inteso e complesso al naso partendo da sentori fruttati (ciliegia e prugna) passando per componenti erbacee e piacevolmente balsamiche per finire con lo speziato (pepe , liquirizia, tabacco) dato dalla botte e dall’affinamento in legno mai invasivo. Molto caldo in bocca ma supportato da una adeguata freschezza e tannini miti. Decisamente un vino di grande potenza e impatto all’inizio ma che conserva ancora il frutto in un grande equilibrio e morbidezza. Notevole la presistenza. Vale la pena una volta investire 40E per degustare un Nero d’Avola di livello decisamente superiore.

Infine Domenico ci ha fatto assaggiare un olio extravergine di oliva dell’azienda COS semplicemente fantastico nei profumi e nella aromaticità accompagnato con un pezzo di focaccia ligure portato il pomeriggio stesso da Elena

a voi per i commenti

Davide

Wine Bar Interattivo..

Posted on Aprile 16th, 2008 in Articoli by arzaman

Ancora una chicca di high tech e vino che ho trovato sulla mia rivista preferita (e non solo per le copertine) Jack..

Un wine bar assolutamente tecnologico…ovviamente aperto in un posto di tendenza come a New York e ovviamente non per tutte le tasche essendo ubicato nel lussuoso St. Regis Hotel.

Il suo nome e’ Adour e rappresenta un matrimonio di lusso, vino, tradizione con l’High Tech..la lista dei vini cosi’ divertente da sfogliare, studiare, meditare e’ sostituita da una tecnologia per cui sul bancone viene proiettata una immagine e voi potete sfogliare la carta toccando le immagini direttamente sul bancone…tutto virtuale e immateriale…

Menu e sottomenu a “sfioramento”…potete “sfogliare” per tiplogia di vino, per regione, per indicazione di questa o quella rivista/guida etc..e quando avete scelto la bottiglia vi verra’ proiettata una immagine a forma di margherita in cui ciascun petalo corrisponde a una informazione.. produttore.. annata.. vitigni… assolutamente didattico e educativo…ma volete mettere sfogliare e perdersi in una carta dei vini ben fatta?

E che dire del sommelier…che oltre a sapere tutto di vino deve essere anche esperto informatico e gestore del CMS (content management system) in grado quindi di aggiornare la carta del bar interatti tempo reale con info e promozioni.

Il tutto completato ovviamente da lusso e 12 salette private di degustazione..

L’idea e’ del patron francese Alan Ducasse il grande cuoco manager francese..e se siete di passaggio a New York e volete provare pare si debba prenotare per tempo..

Sarebbe bello avere una recensione dal vivo !!

Davide

Leggere una etichetta vino Bordeaux e classificazione vini

Posted on Aprile 14th, 2008 in Articoli, Corso di 2° Livello by mail

Stimolato dalla serata di vini di Pomerol e incuriosito dalla etichette delle bottiglie degustate da un lato molto scarne e graficamente poco curate e dall’altro molto complicate da decifrare provo a fare un piccolo bignami di come si legge una etichetta di una bottiglia di Bordeaux. L’obiettivo e quello di consentirvi di destreggiarvi tra la complicata classificazione di questi vini e comprendere le molteplici sigle e denominazioni utilizzate.

Partiamo dall’alto dell’etichetta..la prima cosa che e’ riportata e’ che e’ un vino di Bordeaux..e fino qui va bene

Dopodiche’ troviamo tipicamente in maniera stilizzata il nome del produttore, il marchio, la proprieta’, il logo tipicamente uno “chateau” o un “domain”.

Segue quindi l’annata di vendemmia, tenete presente che il disciplinare prevede che almeo l’85% del vino contenuto nella bottiglia sia della annata riportata.

Segue quindi l’AOC ovvero l’Appletion d’Origin Controlee ovvero dove e’ stato prodotto il vino (equivalente alla nostra DOCG) e qui’ la cosa si complica non poco essendoci ben 57 denominzaioni. Andiamo per ordine, nel diartimento della Gironda si distinguono

  • Bordeaux =>AOC estesa a tutta la regione
  • Bordeaux Supérieur => stessa estensione territoriale ma regole piu’ restrittive per rese vigneti e obbligatorio periodo di affinamento (12 mesi min)
  • Bordeaux Clairet => vini a meta’ tra i rosssi e i rose’ destinati a export inglese e prodotti in tutta la regione
  • Bordeaux Rosé => vini a parziale maecerazione prodotti in tutta la Gironda
  • Côtes de Bordeaux => 8 denominazioni di zone limitrofe e minori (14% della produzione)
    • Premières Côtes de Bordeaux
    • Blaye
    • Premières Côtes de Blaye
    • Côtes de Bourg
    • Sainte-Foy-Bordeaux
    • Bordeaux Côtes de Francs
    • Côtes de Castillon
    • Graves de Vayres
  • Médoc and Graves => che include 10 denominazioni sulla riva destra della Garonne (15 % produzione)
    • Médoc
    • Haut-Médoc
    • Listrac-Médoc
    • Moulis-en-Médoc
    • Margaux
    • Pauillac
    • Saint-Estèphe
    • Saint-Julien
    • Graves
    • Pessac-Léognan
  • Liburnense => gruppo di denominazioni site nella parte est di Bordeaux sulla riva destra della Dordogne (10% della produzione)
    • Saint-Emilion
    • Saint-Emilion Grand Cru
    • Lussac-Saint-Emilion
    • Montagne-Saint-Emilion
    • Puisseguin-Saint-Emilion
    • Saint-Georges-Saint-Emilion
    • Pomerol
    • Lalande-de-Pomerol
    • Fronsac
    • Canon Fronsac
  • Vini bianchi secchi = 12 denominiazoini distribuite all’interno delle AOC rosse (8% della produzione)
    • Bordeaux & Bordeaux Sec
    • Entre-Deux-Mers
    • Entre-Deux-Mers-Haut-Benauge
    • Blaye
    • Premières Côtes de Blaye
    • Côtes de Bourg
    • Bordeaux Côtes de Francs
    • Graves
    • Pessac-Léognan
    • Graves de Vayres
    • Crémant de Bordeaux
  • Vini Bianchi Dolci => 12 AOC sulle due rive della Garonne a base Semillio, Sauvignon Blanc, Muscadelle (3% della produzione)
    • Barsac
    • Bordeaux Moelleux
    • Bordeaux Supérieur
    • Bordeaux-Haut-Benauge
    • Cadillac
    • Cérons
    • Côtes de Bordeaux-Saint-Macaire
    • Graves Supérieures
    • Loupiac
    • Premières Côtes de Bordeaux
    • Sainte-Croix-du-Mont
    • Sainte-Foy-Bordeaux
    • Sauternes

Etichette Bordeaux

Ma non e’ finita perche’ sulla etichetta puo’ essere riportata la famigerata “classificazione” di quel particolare zona/terroir/microclima/crue. Esistono ben 5 classificazioni diverse stabilite in differenti periodi e uniformi e valide all’interno di una stessa regione/AOC per cui non valide per tutte e 57 le denominazioni. Anche in questo caso andiamo per ordine:

  • Classificazione del 1855 e rivista nel 1973 che include
    • 2 Grand Cru Classé in Graves (Château Haut-Brion e Château Mouton-Rothschild aggiunto nel 1973)
    • 5 Premiers Crus
    • 14 Deuxièmes Crus
    • 14 Troisièmes Crus
    • 10 Quatrièmes Crus
    • 18 Cinquièmes Crus.
  • La classificazione di Sauternes-Barsac
    • 1 Premier Cru Supérieur (Yquem)
    • 11 Premiers Crus
    • 15 Deuxièmes Crus
  • Classificazione delle Graves del 1959 sia dei rossi e dei bianchi
    • 16 domain classificati (cure’ classe) tutti appartenenti a Pessac-Léognan
    • Château Haut-Brion non e’ compreso essendo gia’ classificato in quella del 1855
  • Classificazione St.Emilon del 1955 e rivista dal INAO ogni 10 anni (ultima nel 2006)
    • 2 Premiers grands crus classés A (Château Ausone e Château Cheval Blanc)
    • 13 Premiers grands crus classés B
    • 55 Grands crus classés
  • Classificazione Crue Bourgeois iniziata in maniera non ufficiale, ufficializzata nel 2003 ma annullata nel 2007 ! comprende 247 vini classificati in 3 livelli al 2003
    • 9 Crus Bourgeois Exceptionnels
    • 87 Crus Bourgeois Supérieurs
    • 151 Crus Bourgeois

Semplice vero ?? se volevano disorientare il consumatore ci sono riusciti alla faccia del delimitare le zone di qualita’!

Ma non e’ finita perche’ sulla etichetta troverete ancora :

Dove e’ stato imbottigliato il vino…nello chateau (Mis en Bouteille au Chateau) o assemblato da un Négociant

E qui vi imbatterete in una altra serie di sigle…

Infine la gradazione alcolica

Niente controetichetta con indicazioni dei sentori o degli abbinamenti possibili (troppo plebeo) ma se avete notata niente indicazione dei VITIGNI utilizzati..quasi non fosse importante…o meglio meno importante del fatto che il vino provenga da Bordeaux. Grande marketing del territorio !

Spero questo tentativo di spiegare i vini di Bordeaux e la loro etichetta vi sia utile, se ho commesso qualche errore segnalatemelo !

Davide

Primo approccio a Bordeaux attraverso degustazione di vini di Pomerol

Posted on Aprile 12th, 2008 in Articoli, Degustazioni by arzaman

Eccomi al resoconto della mia prima degustazione guidata di vini di Bordeaux…questa zona della Francia cosi’ assolutamente rilevante e importante quantitativamente e qualitativamente nel panorama vinicolo e’ decisamente quella che conosco meno…non ho avuto mai l’occasione di visitarla ne’ di avvicinarmi in maniera strutturata e mirata ai suoi vini..data la complessità’ del panorama bordolese me la sto prendendo comoda e approcciando il tema con un certo timore reverenziale.

Degustazione Pomerol

Con questo spirito ho partecipato alla degustazione di vini di Pomerol organizzata dall’AIS Canavese tenutasi a Caluso venerdi’ 11 aprile. Mi sono quindi seduto in prima fila senza particolari conoscenze pregresse se non le basi della organizzazione del bordolese e senza conoscere nessuna delle etichette in degustazione con lo spirito quindi di godermi la serata e i vini. La serata e’ andata via liscia, tranquilla in una piacevole atmosfera di “afecionados” competenti e attenti, merito anche del relatore Leone che ha saputo equilibrare la sua ben nota esuberanza e teatralità’ con una trattazione dell’argomento piu’ classica alternando durante la degustazione aneddoti storici e poetici (la poesia non poteva mancare) con inquadramento del terroir , delle aziende etc..forte anche di una esperienza diretta sul campo testimoniata da numerose e curiose foto personali della vendemmia del 1997 (che personaggi !!). Impeccabile, ma non c’e’ bisogno di dirlo il servizio. Per quanto riguarda i vini di cui vi parlero’ di seguito hanno degnamente supportato la serata e , anche in assenza del Chateau Petrus che non so se mai degustero’, mi sento soddisfatto della qualita’ dei prodotti e penso di essermi fatto una idea del “pomerol” che era in fondo il mio obiettivo principale.

Leone Pomerol

pomerolDue parole di inquadramento sulla zona oggetto della serata. Siamo a Bordeaux sulla riva destra della Dordogna, nella zona identificata come Liburnense dall’omonima citadina, al confine nord di Sant Emilion.Una AOC molto piccola creata nel 1936 e rinomata nel panorama bordolese per i suoi vini a base Merlot in totale 800 ettari di vigneto, 150 produttori e una prouzione di 35-40 mila ettolitri.

Dal punto di vista del terreno la caratteristica principale riguarda i depositi di ossido di ferro o “crasse de fer” che ricoprono ampie zone come abbiamo potuto vedere chiaramente dalle foto e che abbiamo ritrovato nel profilo organolettico in un paio di vini in degustazione. La composizione dei vitigni e’ 70% Merlot, 20% Cabernet Franc e 10% Cabernet Sauvignon. Tannini moderati e evoluti dall’affinamento in barrique (costante in tutti i vini), grande mineralita’ e sapidita data dal terreno e terziari molto particolari provenienti dal merlot sono i tratti caratteristici dei vini di pomerol. Vini di grande eleganza e finezza oltre al corpo e potenza tipica dei vini di bordeaux..definiti da Lenone..ma mi trovo d’acordo..”Vini femminili” e sensuali. Ovviamente tutti vini con una elevata longevità potenziale (il campione del 88 non dimostrava affatto i suoi 20 anni).

Degustazione PomerolIn ordine di degustazione vi riporto quindi le mie personali note degustativi

Chateau Latour a Pomerol 2000

Da non confondersi con l’omonimo Chateau a Pauillac ()
Vanta lo stesso eneologo di Chateau Petrus ed e’ composto per il 90% di Merlot e 10% di Cabernet franc proveniente da una tenuta di 8 ettari.
Il colore e’ un rosso rubino/granato molto lucente e vivo e intenso a far presagire una elevata freschezza. Al naso una sensazione molto molto piacevole, fine ed elegante partendo da un bel fiore (viola) passando per il frutto tipo la prugna, il casis , i piccoli frutti di bosco per finire in uno speziato appena accennato e vanigliato..qualcuno ha detto la cipria..credo renda bene l’idea
In bocca forse un pizzico di delusione rispetto al naso…una elevata acidità’ e una nota vegetale rende il vino non perfettamente equilibrato buoni i tannini non marcati e provenienti dalla botte.
Sicuramente di corpo e persistente. Da pronto ma non ancora ai massimi livelli. Da tenere 4-6 anni ancora.

Chateau Beauregard 98

Praticamente confinante con Chateau Petrus, un bellissimo chateau (replicato nella architettura in un clone a New York) su un tenuta di 17 ettari che produce del primo vino 60-60 mila bottiglie e 25-35mila del secondo vino denominato Benjamin de Beauregard. Uvaggio composto dal 75% di merlot e 25% di cabernet franc. Affina 18-24 mesi in Barrique e non viene filtrato prima dell’imbottigliamento.
Un bel granato pieno, abbastanza limpido e meno brillante del precedento. Al naso la prima cosa che colpisce e’ la ferrosita’ e la mineralita’ data dalla crass de fer
Il frutto (ciliegia) risulta in secondo piano piu’ maturo e cotto. Cominciano a prensetarsi dei terziari decisamente sviluppati: liquirizia e note balsamiche ma anche accenni terrosi e di humus. Complessivamente fine ed elegante. Al gusto e’ ottimo in tutto: tannico, sapido, caldo, morbido, intenso e persistente. In definitiva un grande equilibrio perfettamente pronto da bere ed evoluto.

Chateau La Conseillante 98

12 ettari di vigna per uno chateau dei piu’ rinomati (faceva bella mostra di se nella copertina di una rivista francese insieme a una bottiglia di chateau Petrus). Impianti con densità’ non estrema di 6000 ceppi per ettaro, con una eta’ media delle vigne molto elevata. 80% di Merlot e il rimanente 20% di cabernet franc affinati 18 mesi in barrique di cui 80% di primo passaggio.
Anche in questo caso un bel granto abbastanza limpido intenso al profumo con la solita nota ferrosa ma ancora piu’ evidente la nota terrosa e di muschio quasi animale. Note anche di caffe’ e cioccolato. Al gusto l’ho trovato giustamente tannico ma un po’ erbaceo e con un finale leggermente amarognolo. Elevata sapidità’ grande persistenza e corpo completano il quadro del vino. Pronto da bere ma anche da tenere.

Chateau la Croix du Casse 97

Una annata di media qualità’ per un vino composto da 90% di Merlot e 10% di Cabernet Franc affinato in barrique per il 70% nuove. Anche questo un vino non filtrato. Di nuovo un bel granato evoluto, limpido e abbastanza brillante considerando l’eta’. Molto intenso e caratterizzato soprattutto da terziari che prendono il sopravvento sul frutto. Cacao, vaniglia, cioccolato, tabacco, cuio si mescolano alle note minerali di grafite donando un profilo molto compelsso al vino. In bocca e’ un vino di grande potenza e grande corpo , maestoso e ampio , con tannini perfettamente evoluti e una persistenza lunghissima. Decisamente buono.

Chateau Nenin 96

Una delle piu’ grandi proprieta’ a pomerol appartenente alla famiglia Delon. 25 ettari coltivati per il 70% a Merlot e 20% a Cabernet Franc e 10% Cabernet Sauvignon. L’enonogo e’ Michel Roland e la vendemmia viene eseguita a macchina. Il vino sosta 18 mesi in barrique di cui il 50% nuove.
Ancora un granato con una massa colorante non troppo spessa. Meno inteso degli altri campioni dove torna un po’ la frutta ma sovrastata da una nota alcolica un po’ accentuata. Spicca il legno e sentori di humus e di chinotto/cola. Anche in bocca la sensazione pseudocalorica data dall’alcol e’ preponderante , terminato l’alcol il vino e’ comunque intenso e persistente con tannini morbidi e buona sapidità’.

Chateau La Grave a Pomerol 88

9 ettari di terreno nella parte nord di Pomerol con vigne molto vecchie. 70% Merlot 30% cabernet franc. Il colore ha stupito subito visto che dopo 20 anni il granato era piu’ verso il rubino che l’aranciato..in ogni caso molto intenso, caldo e vivo. Ritorna nuovamente netta la nota erbacea, ferrosa, il frutto maturo e numersi terziari tra cui il pepe non individuato prima. Intenso persistente , caldo e dotato di grande equilibrio e potenza. Pronto da bere ma perche’ no ancora da invecchiare. Una bella emozione nel complesso


Ecco la mappa con indicazione dei vari chateau

Visualizzazione ingrandita della mappa

Questo e’ quanto per la serata trascorsa, come detto obiettivo raggiunto..prima passo per l’approfondimento per il mondo “bordeaux”

aspetto i vostri commenti su quali vini vi sono piaciuti di piu’!

Davide

Vinitaly 2008

Posted on Aprile 11th, 2008 in Articoli, Degustazioni by elena

Ed eccoci giunti al fatidico lunedì dedicato al Vinitaly. Praticamente abbiamo aperto e chiuso la fiera. Certo che abituati alla modestia del giorno precedente il Vinitaly si presenta come il gigante e il consumismo messi insieme. Va però apprezzato la presenza di “tutti” i produttori, dal più grande al più piccolo; girare nei vari stand ammirando i lavori architettonici di alcuni architetti ne valeva proprio la pena. Di tutta la giornata la degustazione che ci ha colpito di più è stata la prima, forse perché freschi e pieni d’entusiasmo ma siamo stati ben accolti nello stand di “Lungarotti” dove si sono alternati 2 personaggi molto interessanti che tra storia della cantina e degustazione dei vini ci hanno fatto passare proprio una piacevole oretta; inoltre questi vini non sono suberblasonati o improponibili, sono acquistabili anche in alcuni centri commerciali, quindi a prezzi modici e accessibili a tutti.

Vinitaly

Veniamo alle degustazioni effettuate in sintesi

LUNGAROTTI Umbria

Lungarotti

- Grechetto 2007 13° € 3.65 circa Paglierino, pesca,agrumi,banana,mela Fresco, beverino

- Torre di Giano 2007 12° € 4 circa 70% Trebbiano umbro e 30% Grechetto Fresco, minerale, in bocca risulta meno persistente, un finale sapido e con un retrogusto di buccia di limone

- Sangiovese 2007 13° €4.25 circa poco intenso, morbido,equilibrato, beverino ma non entusiasmante

- Rubesco 2005 €5.18 circa 70% sangiovese+30% canaiolo passa 12 mesi in botte

- Rubesco riserva 2007 13.5° € 14.5 Vigna Monticchio più complesso, speziato e strutturato, passa 12 mesi in botte e barrique

- Sagrantino di Montefalco 2005 14° fresco, tannico, alcolico, passa 12 mesi in botte

- Dulcis 2005 16° €15 circa Vino liquoroso interessante

VIE ROMANS Friuli

Domenico

- Pierre Sauvignon S. blanc 2006 14° €19 circa Fresco, erbaceo,ananas,salvia, un classico e buon sauvignon

- Vieris Sauvignon 2006 vigneto differente, passa in botte meno intenso, fruttato, banana,meno persistente

- Dessimis Pinot Grigio 14° macerazione parziale di poche ore, persistente, più fruttato in bocca

- Dis Cumieris 2006 Malvasia istriana 14° Paglierino verdolino molto fresco, sapido, agrumato.

ARGIOLAS Sardegna

Elena

- Costamolino Vermentino di S. €4 2007 13.5° Fruttato, fresco, ottimo da aperitivo

- Is argiolas 2007 14° €8 +netto in bocca, intenso,strutturato,+ fresco, pungente sulla punta della lingua

- Is solinas 2006 14.5° pasa in barrique 6 mesi 50% nuove, frutta cotta, prugne, intenso, fruttato +tannico

MACULAN

Maria

-Vespaiolo 2007 12°

-Torcolato E20

VICARI

Gigi

- Il Rustico del Pozzo Buono 2006 13° Lacrima di Morro D’Alba Floreale di rosa, marasca,geranio,secco fresco,poco tannico.

- Essenza del Pozzo Buono 2007 Porpora, poco tannico,rosa,mora,cliegia

- Lacrima del Pozzo Buono Superiore 13.5° 2006 Matura in botti di rovere, viola, frutti di bosco, secco.

- Filellu Rosso piceno 14°

- Vino di visciole una spremuta di visciole.Uva Montepulciano e sangiovese con aggiunte di visciole;amabile,amarognolo

RIOJA Spagna

Davide

- Pagos del la Barca 2004 13.5° €6 Tempranillo legnoso

- Cavilla Riserva 2001 13.5° €8

- Editor 2006 E2.6 Tempranillo Rosa fresco in bocca, buon rapporto qualità prezzo

SANCERRE Francia- Loira www.fouassier.fr

-Les Romains 2007 12.5° Terreno siliceo Fresco, intenso,agrumato,viola,fiori bianchi,minerale,

-Les Vallons 2007 Terreno argillo-calcareo

DE CONCILIIS Campania

- Selim Spumante brut charmat 2007 65%fiano 210%aglianico 25%barbera mela verde, paglierino scarico

- Donna luna 2007 Fiano Verdolino,fruttato,sapido

- Antece 2004 13° 7gg. Di macerazione del fiano sulle bucce gli hanno donato un bel colore dorato, zucchero, caramello

Alla fine della giornata, da segnalare la presenza fuori dal Vinitaly delle macchinette che ti segnalano il grado alcolico in corpo..con €1 ci siamo tolti la paura e Gigi ha superato brillantemente l’esame, era sotto lo 0.50 ammesso dalla legge.. buon per noi che abbiamo dovuto poi viaggiare per un paio d’ore al ritorno nella nostra terra canavesana.

Un’ultima tappa è però stata fatta a Cavaglià all’ Osteria dell’ Oca bianca dove con un’ottima cena a base di Oca al forno, Panissa abbiamo degustato un Lessona di Sella del 2000, ottimo finale!

Elena

Mysobry e l’altro Vinitaly : Ca’ Scapin - Triple “A” e Villa Favorita - VinNatur

Posted on Aprile 10th, 2008 in Articoli, Degustazioni by elena

Ed eccoci arrivati alla fatidica data del 06/04/08.. tutti al Vinitaly!

Mysobry (Domenico, Gigi, Maria, Elena..poi Davide) in controtendenza invece è andato a conoscere nuovi vini e nuovi mondi, quelli fatti di vini biologici, biodinamici, senza l’uso di pesticidi ma con l’aiuto naturale di salvia, letame, lumache; abbiamo capito si possono combattere diverse malattie delle vigne anche con altre metodologie, che la luna è importante così come ascoltare la terra e seguirla per non esserne sopraffatto, perché se tu la tratti bene lei ti restituisce il favore.

Dopo un viaggio di un paio d’ore siamo giunti a Cà Scapin, un ristorante bruttino a Santa Maria di Zevio – VR dove su due piani si presentavano con il loro banchetto minimal produttori d’Europa e non, identificati “Triple A”: Agricoltori, Artigiani, Artisti…alcuni di loro erano proprio il classico vero contadino con la camicia a quadri e le maniche rimboccate, i pomelli rossi e le unghie sporche di terra, altri invece un po’ più ricercati e vestiti da festa, forse un po’ meno biodinamici e un po’ più seguaci delle mode? Questo è stato il grande quesito che ci siamo posti…ma basta sapere che c’è sempre chi ci marcia e chi non è proprio un biodinamico nell’anima…ma lo si capisce parlandoci insieme e bevendo i loro vini, magari quelli bio possono non piacere perché hanno un gusto particolare ma sono strani, diversi da quelli lavorati e tutti uguali, non limpidi, con profumi di terra, a volte fin troppo e risultano inbevibili ma come diciamo noi.. sono didattici!

Di seguito ho riportato un po’ schematicamente le aziende che abbiamo visitato e i loro vini bevuti, giusto come nostro promemoria.

CA’ SCAPIN- TRIPLE “A”

ca scapin

CLOS DE LA COULEE DE SERRANT Loira Biodinamico dal 1980
Nicolas Jolie: usa botti di legno di 10 anni ed una pressatura soffice di 3 ore.
• Le vieux clos 2005 15° Terreno glaciale composto da scisti, sabbia, quarzo, Zona Savennieres. Poco intenso,chiuso al naso si apre poi in bocca, sapido, Fresco, agrumato, non persistente
• Clos de la Bergerie 2005 15° Vitigno:Chenin blanc da selezione massale, a piede franco Sapido,agrumato, fresco, floreale, minerale, più intenso del precedente, miele, gomma americana, tiglio
• Coulee’ de serrant 2006 14.5° Terreno di sole scisti Poco intenso, alcolico, fresco , poco profumato ma più persistente in bocca

DOMAINE DE L’ECU
Loira Biodinamico dal 1992
• Sevre et Maine, Muscadet 2006 12° Intenso, persistente, minerale, erbe aromatiche, agrumato,miele
• Expression de gneiss 2006 12° Terreno minerale, resta in vasca di cemento da aprile a ottobre dell’anno dopo.

DOMAINE ZIND HUMBRECHT Alsazia Biodinamico dal 1997
• Clos hauserer 2006 13° Riesling Intenso fresco, minerale, floreale dolce, glicine, solforosa, sentori di cantina
• Clos Jebsal 2005 14° “Vendemmia tardiva” Vino amabile con profumi di botrite, uva passa, fico

DE MOOR Borgogna
• Domaine Prieurè Roch Chablis 2006
• Le cles des Corvees 1998 12.5° Pinot nero Granato spento molto ridotto, tannino forte
• Nuits 1er cru 2005 Vielle Vigne

CHATEAU MUSAR Libano- Valleè de la Bekaa
• Musar Couvee Rouge 2004 13.5° Granato non vivace, pino, resina, balsamico, vaniglia

LOACKER TENUTE Trentino
• Ateyon chardonnay13.5 Ananas, fruttato
• Valdifarco Morellino di Scansano 2005 ridotto, liquirizia,tannico, diverso dai soliti morellini
• Corte Pavone Brunello di Montalcino 2003 Granata spento, intenso, tabacco, liquirizia, etereo, amarena,vaniglia

LA STOPPA Piacenza
• Gutturnio 2006 Bonarda + barbera 13.5° Nelle versioni frizzante e fermo è come una spremuta di frutta.
• Macchiona Bonaria+Barbera al 50% vinificato in botte grande
• Stoppa 2003 Cabernet sauvignon 40%, merlot 40% e Carmener +altri vitigni minori autorizzati.

CASTELO DI LISPIDA Veneto
Gli volevamo dare una seconda chance dopo la degustazione fatta sui vini biodinamici assaggiando lo spumante ma la vinificazione risulta uguale e con quell’odore fastidioso di animale che lo rende imbevibile.

EMIDIO PEPE Abruzzo
- Montepulciano D’abruzzo 13° Diraspatura a mano + un paio d’anni in acciaio Non vengono né filtrati né chiarificati, la malolattica la fanno naturalmente, quando la fanno!
2003 Ridotto giovane
2001 più cotto nei profumi
1998 animale, terroso, simile al Lispida
1995 annata calda; frutta cotta, caramello,acidità fissa bassa, abboccato, fresco
1977 più spento, tannico, ossidato

OCCHIPINTI ARIANNA Sicilia
• Frappato 2006 Innanzitutto un intenso profumo di acciughe sotto sale che poi va a scemare.Rosa carico: Resta 40 gg. Sulle bucce poi viene messo in botte
• Siccagno Nero D’avola 2006

Nel pomeriggio invece dopo una disavventura all’autogrill ci siamo diretti a Monticello di Fara – VI nella “Villa Favorita”, una splendida villa che si apre dietro ad un lungo viale di cipressi, ricca di affreschi e con una cantina con volte a botte a dir poco sbalorditiva.

Come a Cà Scapin la tipologia dei vini era la medesima, sempre biodinamici, qui definiti “Vin Natur”, ma stavolta con anche banchetti si parmigiano, olio, formaggi, un po’ più commerciale ma nei vini sempre la tipicità del terreno, la particolarità dell’azienda e dell’uva la facevano da padrone.

VILLA FAVORITA- VIN NATUR

vin natur

PANEVINO Sardegna Ho perso gli appunti nel vino …
• Alvas 18 gg. Di macerazione sulle buccein tini aperti ambrato, tannico intenso profumi di tiglio e miele

FORADORI ELISABETTA Trentino
• Foradori 2006 Teroldego, resta 20 gg. in macerazione in tini aperti poi 4 mesi in botte grande e barrique usate. Porpora,poco tannico,, fruttato, vaniglia
• Granato è come il Foradori ma le uve provengono da 4 specifiche vigne, le più vocate.

VELENTINI
-Trebbiano d’abruzzo 2000 Esposizione tenuta da rivenditori poco esperti.

CARRUSIN Piemonte
• Respiro Vigna 2006 15° Vendemmia tardiva (2 sett.) di uve Barbera, successivamente restano 2 mesi sui graticci, poi matura 3 mesi in barrique di 3° passaggio edm infine imbottigliato.Amabile, fresco, poco tannico molto interessante e gradevole al palato.

RADOAR Alto Adige Val di Sarco 800 mslm
• Etza 2006 e 2007 Muller Thurgau intenso minerale, sapido
• Radoy 2007 kerner Abboccato, intenso, profumato come un traminer, sapido, minerale

RAYMOND BOULARD Champagne
• Brut nature Terreno argilloso

DE BARTOLI Sicilia
• Integer 2006 zibibbo Abboccato con profumo di glicine; Grillo ridotto; Grecanico
• Bukkuram Passito di Pantelleria Zibibbo 2005 14.5 molto persistente, dolce ma non stucchevole con profumi classici di albicocca, uva passa, fico
• Vecchio Samperi 17.5 Tipologia marsala, non classificabile a causa dell’alta gradazione ottenuta naturalmente, viene prodotto con il metodo solera. Persistente+ Ottimo €45

LA BIANCARA – MAULE Veneto
• I masieri 12° Garganega80% + Trebbiano 20% Minerale
• Rosso masieri 2007 13.5° merlot, Cabernet franc e sauvignon
• Tokaj 2006
• Canà 2006 Cabernet, merlot ancora troppo giovane, acerbo

PIEVALTA
• Domièe Verdicchio
• San Paolo riserva 13.5° Persistente, mineraleFiori dolci, tiglio
• Curina Passito 100gr. di residuo zuccherino, resta il 5% in anfore per un paio di mesi, nocciola, caramello

Alla fine della degustazione siamo riusciti ad imbucare anche Davide che ci ha raggiunto col treno, dopo 2 giorni di approfondimenti sulle birre e gli abbiamo fatto fare un giro veloce ma mirato di tutto quello che abbiamo provato….

Come sempre nottata trascorsa nell’Azienda Vitivinicola di Montetondo a Soave, posto sempre carino e accogliente, un po’ meno la cena in stile nouvelle cousine con Recioto offerto ma mai visto, una delusione che ricorderemo ma dopo una giornata così piacevole l’abbiamo preso sul ridere.

Alla prossima perché questa era solo la domenica, ora manca il Lunedì con il tradizionale Vinitaly!

Ciao
Elena

Supertuscan 2004 : bocciati senza appello da Decanter

Posted on Aprile 9th, 2008 in Articoli by arzaman

Riporto un artticolo legato alla sostanziale bocciatura effettuata dalla rivista inglese Decanter di 92 supertuscan degustati alla cieca da un panel di esperti.
Il testo integrale dell’articolo di Franco Ziliani sul suo blog e sul sito dell’AIS centrale, mi permetto qualche commento cercando di capire quali siano le ragioni della disaffezione dei critici anglosassoni verso la tanto amata toscana.

decanter

Su alcuni punti dell’analisi non posso che trovarmi d’accordo…gia’ il termine Super Tuscan vuole dire tutto e niente…personalmente non ho mai capito che confini ha e quando si puo’ usare…disorienta da un lato …fa figo dall’altro…se poi si aggiunge che per uscire dai vincoli del disciplinare alcuni di questi siano vini da tavola, altri IGT altri DOC…la confusione e’ completa.

Alcuni dei degustatori non hanno trovato la tipicita’ della toscana ?? come dargli torto visto che spesso questi vini sono realizzati con aggiunte di uve Merlot , Syrah , Cabernet etc… che contribuiscono sicuramente a conferire un gusto “internazionale” ma non possono che snaturare la natura del Sangiovese o degli altri vitigni “toscani” usati in uvaggio tipo Canaiolo, Cigliegiolo, Colorino.. Si faccia riferimento su questo tema alla accesa polemica sul Brunello di Montalcino…tra quelli che prendono le distanze, a quelli che vogliono rivedere la tradizione a quelli che reputano il problema solo formale anche in questo caso non si capisce chi ha ragione e chi ha torto. Sta di fatto che i vini addomesticati con vitigni internazionali non sono piaciuti..

Altro punto fortemente contestato e’ l’uso spregiudicato del legno…le note tostate, speziate, aromatiche, o con termine di moda “barricate” hanno annullato il frutto , rendendo quindi tutti i vini omologati…e questa e’ un problema non solo toscano e che si presenta spesso e volentieri su molte tipologie di vino.

Altro tema rilevante e’ la questione del prezzo…come e’ possibile che in una unica categoria finiscano vini da qualche euro o da svariate decine di euro ? Come puo’ il consumatore districarsi e svincolarsi dalla sola scelta del nome blasonato?
Stiamo parlando di Supertuscan..e quindi in teoria di una categoria definita che dovrebbe stare in una certa fascia di prezzo..e invece la forbice e’ enorme.

Insomma ancora una volta dietro la solenne bocciatura tanta confusione, tante speculazioni e tante mode… senza cadere nel discorso delle frodi alimentari che sono tutta altra storia, anche rimanendo nella legalita’ non si capisce piu’ cosa acquistare, cosa cercare…il biologico o il biodinamico? Il vino del contadino vicino di casa? Il nome blasonato? Il vino pluripremiato? Un disastro…puo’ darsi che l’immagine in declino dell’italia non abbia favorito la benemerenza dei critici inglesi e che tutto cio’ che in questo momento e’ Italia sia “spazzatura”…certo e’ che e’ un disastro.

Davide

Incursione alla Universita’ della Birra di Varese con i compagni di corso aspiranti birrai

Posted on Aprile 8th, 2008 in Articoli, Degustazioni by arzaman

E’ da tempo che volevo visitare questa istituzione della birra di qualità e l’occasione si e’ presentata sabato 6 aprile, terminata infatti la prima giornata di corso “Progetto Imprenditoriale Microbirrificio” abbiamo fatto un gruppetto di affezionati e pronti..via..ci siamo recati all “università della birra” ad Azzate nei pressi di Varese.

Universita’ della birra

L’universita’ della birra e’ in primis un istituto di formazione professionale patrocinato dalla regione Lombardia ed e’ rivolto ai gestori di birrerie e pub. Sono infatti disponibili corsi per imparare le tecniche di spillatura, di cantina, di gestione del banco del servizio ma anche di gastronomia birraia e di degustazione.

In realta’ noi piu’ che i corsi abbiamo apprezzato la qualita’ e i prodotti del locale aperto al pubblico che seleziona e mette a disposizione centinaia di birre alcune introvabili o fuori produzione o affinate nella cantina locale. Oltre alle birre il locale propone una raffinata gastronomia birraia di cui vi parlerò e un beer shop (dalle birre ai gadgets)

L’accoglienza nel locale e’ stata calorosa con degustazione al bancone di un aperitivo a base di birra (di cui purtroppo non ricordo il nome), ci siamo poi accomodati al tavolo la prima cosa che mi ha colpito e’ che non e’ disponibile se non su esplicita richiesta la classica “carta delle birre” ma solo il menu della cucina !
In realta’ la scelta e’ molto sensata…il personale infatti competente, preparato e appassionato ci ha guidato nella scelta delle birre in funzione degli abbinamenti ai vari piatti. Scelta quindi di puntare sulla “educazione” del variegato poplo birraio alla “birra di qualita’” ..come da missione di una universita’
Da sommelier non ho potuto che apprezzare la competenza non solo tecnica di chi ci seguiva e mi sono lasciato completamente guidare…con risultati decisamente appaganti.

Andrea di Modena tuttavia si e’ fatto portare la carta delle birre e in virtu’ della sua impressionate cultura in materia ha scelto autonomamente,dopo lunghe discussioni con il personale, qualche chicca oltre che da consumare in loco e da portarsi a casa.
Il menu era a tema “irlandese” e quindi molto improntato alla “stout”.

urchon

Io ho scelto un crostone caldo di Stilton addomesticato con cioccolato mantecato nello stout in abbinamento con una Urchon Brown della Brasserie des Géants una birreria belga da 2400 ettolitri anno. Il nome e’ curioso e vuole dire “porcospino” dalla presenza di porcospini nella campagna circostante il castello dove la birra viene prodotta. Una dark ale basata su 4 malti speciali e con gradazione alcolica di 7.5 vol di colore bruno rossiccio schiuma marroncina compatta. All’olfatto intensa e complessa con sentori di caramello liquirizia, carruba e rabarbaro al palato prevalgono le componenti morbide e maltate e i sentori di cacao , datteri e ancora il caramello. Di corpo e persistente sicuramente adatta a contrastare la scompostezza e la durezza dello stilton. Il connubio poi con la spruzzata di cioccolato direi perfetto.

beamish

Come secondo ho ordinato un classico bocconcini di manzo alla stout. Un goulash saporito e denso realizzato invece che con il vino rosso con una stout. E la birra si sentiva eccome in tutte le sue componenti tostate e aromatiche. In questo caso mi e’ stata proposta sia una Imperial Stout Belga (e io pensavo che le stout fossero solo irlandesi e inglesi) e una “classica” Irish Stout :la Beamish. Ho optato per questa che mi e’ stata ervita in maniera perfetta con il suo cappello di schiuma finissima e persistente. L’aroma e il gusto erano dominati dalle componenti tostate e affumicate (caffe). L’abbinamento anche in questo caso ottimo, forse la concordanza della parte tostata del piatto e della birra alla lunga un po’ eccessiva.
Ovviamente durante la cena ho avuto modo di degustare anche le birre altrui che, con piatti divers,i hanno fatto scelte diverse.

cantillon

Mi limito a due parole su una birra molto particolare selezionata nella carta da Andrea e che, se pur non rispondendo al mio gusto, merita di essere citata per la sua particolarita’. Si trattava di una Cantillon nome di assoluto riferimento per quanto riguarda le birre a fermentazione spontanea ovvero le Lambic. Le Lambic infatti vengono realizzate mediante una fermentazione batterica selvaggia data dai microrganismi presenti nell’aria che attaccano il mosto conservato in ampie e basse vasche di rame nei sottotetti della birreria. La miscela di questa birra giovane con una invecchiata in botti dello sherry per due anni da origne alla Gueuze. La birra presentava una acidita’ elevatissima che unita al tannino estratto dal legno la rendeva molto “dura” e difficile..una birra da estimatori che comprendono la complessità del processo che ricorda molto quello che accade in alcune tipologie di vini della realizzazione di una “couve’” di birre differenti e di affinamento in botte.

La serata e’ terminata nella visita della cantina…forse vista la tipologia del locale ci aspettavamo una cantina tradizionale interrata e in pietra…in realta’ si tratta di un semplice deposito ma la quantita’ di birre stoccate e’ sicuramente di impatto per un profano come me !
In definitiva bella serata con gli “amici di una sera” con cui ho condiviso la mia passione birraia. Magari le prossima volta degusteremo le nostre produzioni !

Davide

Vinipedia la wiki del vino : modelli “social network” e “user generated content” applicati al vino

Posted on Aprile 4th, 2008 in Articoli by arzaman

Ritorno ancora sul tema della divulgazione e della didattica legata al vino e dell’utilizzo delle nuove tecnologie.

In aprticolare sono stato colpito da due iniziative simili che definirei di “social network” legate al vino… chi non conosce wikipedia o iniziative similare dove su base open e scocial ciascuno contribuisce a produrre contenuti e alimentare la “conoscenza”.

In maniera molto riduttiva una enciclopedia fatta dal basso…dalla gente. Piu’ tecnicamente un wiki è un sito web, (o comunque una collezione di documenti ipertestuali) che può essere modificato dai suoi utilizzatori e i cui contenuti sono sviluppati in collaborazione da tutti coloro che ne hanno accesso, come in un forum. La modifica dei contenuti è aperta e libera, ma viene registrata in una cronologia permettendo in caso di necessità di riportare la parte interessata alla versione precedente; lo scopo è quello di condividere, scambiare immagazzinare e ottimizzare la conoscenza in modo collaborativo.

L’idea e’ stata applicata in molti camapi e si trovano wiki e antologie di ogni genre e tipo..anche il mondo del vino in generale potrebbe essere perfetto per questo modello.

wikipedia, vinipedia

Pensate ad esempio ad un database democratico in cui inserire le proprie conoscenze sul vino, sui vitigni o anche un grande database di degustazioni: ogni volta che assaggiamo un vino e ne rimaniamo colpiti si potrebbe inserire secondo un formato prestabilito una scheda nella wiki..i produttori stessi potrebbero inserire le schede dei loro vini. In maniera esponenziale la base dati potrebbe crescere con poco sforzo di ciascuno.

Due iniziative si stanno muovendo in tale senso…e se siete curiosi e interessati ve le segnalo

Una iniziativa da parte di Vinix da applicare oltre che ai vini anche ai ristoranti

E una iniziativa di guida democratica denominata Barrique

barrique

In questo caso il sito Il sito, non e’ esattamete un social network ma permette di inserire la propria recensione di un vino. Si può caricare la foto del vino, recensire la bottiglia, la qualità, valutare i commenti degli altri, comparare, per ottenere alla fine un risultato che è la media di tutte le valutazione espresse.
Si tratta di una guida UGC, cioè user generated content, cioè con contenuti generati dagli utenti, per intenderci come Youtube per il video o Flickr per le foto…un po’ più razionalizzata dal fatto di presentare anche la possibilità dei tag in fondo alla pagina

Per il momento sono tutte iniziative in fase sperimentale…ma mi aspetto che il popolo della rete aderira’ numeroso e si potranno sfruttare le potenzialità della tecnologia per rendere piu’ fruibile la conoscenza del modo viti-vinicolo

che ne pensate??

Davide

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