Diciamo ” Addio ” al 2007 con un …… Madeira

Posted on Dicembre 28th, 2007 in Articoli, Corso di 2° Livello by domenico

Carissimi,

ultima Terra da Vino del 2007: l’Isola di Madeira.

Sappiamo tutti dov’e'?

Territorialmente siamo in Portogallo (850 km a sud), ma geograficamente quasi nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico, al largo del Marocco (700 km) e poco sopra le Isole Canarie. E’ un arcipelago di origine vulcanica, di una decina di isole tra le quali le più importanti sono Madeira e Porto Santo. Superficie di circa 800 kmq, con 260.000 abitanti. Con un volo della TAP in meno di due ore da Lisbona si arriva a Funchal, capoluogo dell’isola. Pista di atterraggio da brivido, cortissima e appesa alla scogliera. Dimenticavo: a Madeira ci sono le scogliere più alte del mondo (Cabo Girao 580 metri di strapiombo verticale). Letteralmente Madeira significa Isola del Legno perché quando fu scoperta nel 1419 era coperta da fitti boschi. Nel 1480 Cristoforo Colombo avrebbe sposato la figlia del governatore dell’isola di Porto Santo, stabilendo la sua residenza per alcuni anni tra Madeira e Lisbona. Le caratteristiche subtropicali dovute alla posizione geografica e ai rilievi montuosi, rendono il clima dell’arcipelago di Madeira eccezionalmente mite, con temperature variabili tra i 24°C d’estate e 19°C d’inverno.

Se c’è’ un aggettivo per descrivere Madeira questo è VERTIGINOSA e di conseguenza la viticoltura EROICA, ma qui lo è veramente. Guardate qui!

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Per me è stato un viaggio mitico, uno dei posti in cui ho lasciato il cuore. La bellezza dei paesaggi, la semplicità della gente, la cura delle case e dei terreni, il clima e soprattutto le vigne ed il vino. Semplicemente un posto indimenticabile da visitare assolutamente.
Il Vino Madeira così come lo conosciamo, è nato quasi per caso. Infatti sull’isola la vite era coltivata già dal 1600 ed il vino che se ne produceva era destinato al consumo locale, ma era un vino normale ottenuto utilizzando barbatelle provenienti da Cipro, in particolare malvasia candida e verdelho. Nel porto dell’isola attraccavano navi mercantili dirette verso le Indie e le Americhe e qui si rifornivano ovviamente anche di vino che stipavano nelle stive. Uva e vino erano importanti per prevenire lo scorbuto perchè ricche di vitamine e minerali. Purtroppo il vino, a causa del caldo e dei continui scossoni provocati dalle onde, al termine del viaggio era praticamente imbevibile:ossidato e cotto. Maderizzato.

Per evitare questi inconvenienti si cominciò ad aggiungere brandy al vino. Il vino rimaneva poi nelle botti per mesi al caldo equatoriale, ma all’arrivo, grazie all’azione protettiva dell’alcol, si poteva degustare un vino sublime. Questo è l’atto di nascita del mitico Madeira. La tecnica di “cuocere” il Madeira al caldo equatoriale divenne parte integrante dell’affinamento, al punto che i migliori Madeira erano i Vinhos de Roda, cioè vini che avevano compiuto per mesi un viaggio in nave, a cavallo dell’equatore fino a tornare, arricchiti e impreziositi, nell’isola.

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Oggi i Madeira non vengono più caricati nelle stive delle navi e affidati al torrido caldo equatoriale, tuttavia il processo di “cottura” viene svolto mediante l’uso di estufas da cui prende il nome il processo estufagem. Il vino viene riscaldato ad una temperatura di circa 40-45° per un periodo compreso fra i tre e i sei mesi, ma i Madeira più pregiati sono riscaldati naturalmente lasciando le botti in appositi locali posti sottotetto dove il torrido caldo dell’isola fa raggiungere temperature elevate. In queste condizioni le botti possono rimanere anche per decine di anni, al termine del quale il vino viene trasferito in ambienti più freddi e quindi imbottigliato.

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Nei Madeira di minor pregio viene utilizzato un vitigno a bacca rossa il Tinta Negra Mole, mentre normalmente in quelli di pregio si usano solo uve a bacca bianca quali: Bual, Malmsey, Sercial e Verdelho. Le botti sono lasciate scolme, come avviene col Marsala e gli Sherry, in modo da favorire il processo di ossidazione che conferisce al vino la sua caratteristica complessità.

Tipologie di Madeira e Classificazioni

Ci sono quattro tipi di Madeira, indicati o con il nome del vitigno (se presente in percentuale maggiore dell’85 %) o con il grado di dolcezza (che corrisponde approssimativamente alle varietà dei vitigni componenti):

  • il Malmsey (Malvasia), il più dolce (indicato anche con il termine di ricco);
  • il Boal, semi-dolce (indicato anche con il termine di dolce);
  • il Verdelho, semi-secco (indicato anche con il termine di medio);
  • il Sercial, il più secco (indicato anche con il termine di secco).

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La classificazione Comune indica un Madeira ottenuto da uva Tinta Negra Mole, riscaldato per un massimo di 18 mesi con aggiunta di caramello che ne rende caratteristico il colore scuro.

Finest o Choice, simili al precedente ma affinati in vasche d’acciaio o cemento per circa tre anni.

Reserve sono i Madeira affinati per 5 anni in botte, prodotti in genere da sole uve bianche .

Special Reserve si producono in genere con uve bianche e maturano in botte per 10 anni.

Extra Reserve come sopra ma sono affinati per 15 anni.

Solera Madeira sono prodotti col metodo Solera lo stesso degli Jerez spagnoli

Vintage Madeira sono i vini più pregiati, ottenuti da uve della stessa vendemmia il cui millesimo è riportato in etichetta, solo uve rigorosamente bianche. Il Madeira Vintage matura in botte per almeno 20 anni dopo aver comunque superato il periodo di riscaldamento.

I marchi più noti sono quelli della Madeira Wine Company e della Henriques & Henriques solo per citarne alcuni possiamo ricordare Harry Hinton, Blandy Madeira , Welsh, Cuna . Henriques & Cámara, Leacock’s, Shortridge Lawton & Co., Barros, Almeida & Co., Madeira Meneres Sociedade dos Vinhos, F. F. Ferraz & Co., Cossart Gordon & Co. e altri ancora.

Ma approfondiremo ancora viticoltura, tecniche di affinamento e produttori in un altro articolo….

Tornateci a visitare

Ciao a tutti e buon 2008

Domenico

 

3o anno Mysobry..Buon natale! e Felice 2008!!

Posted on Dicembre 24th, 2007 in Articoli, Degustazioni by elena

Giovedì 20 dicembre 2007 ci siamo ritrovai tutti (tranne Andrea, perché non sei venuto..mannaggia!) nella mia casa ad Ivrea, sotto un albero addobbato, per scambiarci gli auguri di Natale e Felice anno nuovo.

Elena

Ebbene si! sono ben 3 i Natali che trascorriamo insieme e più che mai il vino ci unisce…
Abbiamo aperto la degustazione con la nostra superba birra stout, oramai pronta per essere bevuta, per continuare con la tradizionale“serata bollicine” stappando lo Champagne Dom Ruinart 1996…eravamo tutti eccitati, visto anche il prezzo della bottiglia, e ci aspettavamo in lui qualcosa di veramente eccelso..invece è stata un pò una delusione..niente profumi o sentori propri della categoria..era un pò una via di mezzo tra uno champagne ed uno spumante italiano, aveva un buon perlage fine e persistente con un forte sentore di crosta di pane e frutta secca, in bocca si presentava abbastanza persistente con una nota finale mandorlata; insomma interessante ma non ne valeva la pena, ottimo però il patè di foie gras abbinatogli; subito dopo abbiamo stappato un Cava, Lacrima Baccus.. era ciò che ci si aspettava da un vino spagnolo.. purtroppo qui l’abbinamento col pesce non molto buono non ci ha permesso di esaltarlo più di tanto…la prossima volta sarà con le capesante!

champagne

Infine abbiamo concluso la cena con la torta di nocciole denominata “la farfallina!”

farfallina

e qui lasciatemi divagare sulla bontà del Moscato D’asti – Saracco…una dolce spuma cremosa, un bel color paglierino, intenso, dolce e persistente con un delizioso profumo di pesca gialla e di salvia, lievemente agrumato, in bocca si presenta morbido fresco e persistente;in barba ai luoghi comuni non sempre è dolce è stucchevole, è vero che è “da donne” ma la sua dolcezza rende dolce tutto il contorno della serata (per chi non l’avesse capito sono un’amante del moscato).

Insomma, più che scrivere sul vino volevo augurare un Buon Natale e felice anno nuovo a:

Domenico per la sua continua voglia di raccontarci vini nuovi,sono veramente tanti e non finiremo mai di degustarli, benissimo!

domenico

Federica che grazie alle sue mille smorfie riesce sempre a far ricreare un’atmosfera di festa;

federica

Davide il grande mago tecnologico e l’uomo dei mille gadget vinicoli, e nessuno lo supera in distillati e birre! Ma bisogna tenerlo a freno quando inizia a.. degustarli!

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Andrea che mantiene la vigna di Loranzè come un gioiello, in modo tale da incantarci durante le nostre serate;

Maria che con il suo palato fine scova profumi che non riconosco nemmeno in natura, figuriamoci in un vino.

maria

Gigì compagno di avventure, in alternativa agli studiosi del gruppo, con le sue ciabatte estive e la sua arguta simpatia.

gigi

A tutti Buone feste e alla prossima degustazione.
Elena

Nuovi confini della Viticoltura: La Svezia

Posted on Dicembre 17th, 2007 in Articoli by domenico

Carissimi,

oggi vi parlo della Svezia, una terra che conosco bene per esserci stato varie volte in missione, una terra che nello stereotipo comune è gemellata a termini quale freddo, neve, ghiaccio, renne, alci, capelli biondi, occhi azzurri, cucina infima, birra e vodka a fiumi. Può essere vero, ma dobbiamo ricrederci assolutamente quando parliamo di clima, di cucina e di vino.

Sapere che in Svezia esiste un’Associazione di Viticoltori, lascia increduli, magari stupiti e curiosi di saperne di più. E’ tutto vero, al punto che nel 2001 l’Associazione è stata veramente fondata da 5 viticoltori con a capo Murat Sofrakis ed oggi ne conta un centinaio e stanno ancora aumentando, per un totale di 30 ettari in produzione. Nella parte meridionale della Svezia si può ordinare e bere un vino bianco prodotto a nord di Malmoe, dalla Kullabygdens Vingard , chiamato Ran. La coltivazione è permessa da situazioni microclimatiche idonee ad alcune tipi di vitigni, dal ciclo vitale breve e maturazione precoce.
Personalmente ho assaggiato un ottimo Ice Wine della
Blaxsta (2,5 ha di vigneti) e con gli amici di Mysobry, in una serata a bollicine, il curioso Amadeus della Akesson Vin .

Il Blaxsta è prodotto con uve Vidal, un vitigno a bacca bianca, diffuso nel Canada ed impiegato nella produzione di Ice Wine, un ibrido francese aromatico dallo spiccato sentore di ribes. Un vitigno dal ciclo vitale breve, adatto a queste latitudini dove nel periodo estivo il sole non tramonta praticamente mai e garantisce un elevato numero di ore di luce. Le giornate estive sono ventilate, ma possono essere molto calde a volte anche con 30 gradi. Questa quantità di ore di luce comprime i tempi di maturazione dell’uva. In una giornata infatti, si ha il 40-50 % di ore di luce solare in più rispetto alle nostre latitudini. I vigneti sono posizionati su leggeri declivi nel Sodermanland, vicini al laghetto di Flen, a 250 Km ad est di Goteborg nella Svezia meridionale. Quando in autunno le temperature si abbassano e le ore di luce diminuiscono, si creano le condizioni ottimali per la produzione di ice wine. Pare che il produttore abbia vissuto in Canada e trasferendosi in Svezia volle riprodurre l’ice wine. La resa è molto bassa, attorno al 10%.In degustazione il Blaxsta Vidal 2001

ha mostrato colore ambrato, una bella consistenza, al naso intenso e dalla buona complessità con netti sentori di pesca e di pera. Morbidissimo, delicatamente dolce, di buona freschezza e persistenza. Una piacevolissima sorpresa e dal prezzo non indifferente ( Price per liter of Blaxsta vineyards’ Vidal Ice Wine: USD 265 fonte wwww.sweden.se ) ben 185 euro per litro e si capisce perchè viene venduto soprattutto in bottiglie da 250 cc !!!!

Con i recenti mutamenti climatici e il conseguente aumento delle temperature in Svezia si stanno preparando all’avventura enoica e nel sud vicino a Malmö si piantano Ortega, Rondo, Riesling e Chardonnay, Merlot, Cabernet Franc, ecc.. Riprendendo dal sito WineBlog, Murat Sofrakis, il proprietario della Kullabygdens Vingård, coltiva anche nel sud di Malmö un piccolo vigneto, il Nangijala Vingård. “I tempi sono maturi per un buon vino svedese” – e così l’appassionato di vino ha deciso di passare dall’hobby al mestiere del viticoltore.
Anders Bäck guadagna i suoi soldini ancora come medico, sperando prima o poi di riuscire a vivere dei 7.000 vitigni dello Stafva Vingård che si trova direttamente sulla costa del Öresund. I suoi vini rossi – Pinot nero e Regent – maturano negli spazi ben temperati di una vecchia scuderia in botti di rovere caucasico.”

Ma in Scandinavia la vite fu già coltivata attorno l’anno 1000, quando le temperature erano decisamente più elevate delle attuali, come potete leggere in un altro mio blog di qualche mese fa: Quando la vite cresceva in Islanda.

Tra qualche giorno, un altra puntata ……. parleremo più approfonditamente di viticoltura, di produttori, di degustazioni, di cucina svedese e degli ottimi ristoranti di Goteborg…….

Continua ………

Ciao a tutti e a presto

Domenico

MySobry House

Posted on Dicembre 16th, 2007 in Articoli by domenico

Carissimi ,

oggi Vi voglio presentare il luogo che MySobry ha eletto a quartier generale, dove si fanno degustazioni, si preparano cene, ci si allena e ci si diverte col vino. Il posto è ideale per degli eno-appassionati come noi: due villini su un poggio, in una Vigna Storica del 1850 detta il Belvedere.

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Siamo a Parella, in regione Remondà, sulla strada del Vino che collega Parella a Loranzè, a pochi km. da Ivrea (TO), all’imbocco della Valle d’Aosta. Siamo nella Doc Erbaluce di Caluso, a 15 km. da Carema e nella più ampia Doc Canavese. Il posto è molto suggestivo, un belvedere naturale, affacciato sull’anfitetaro morenico di Ivrea. Un piccolo immobile molto antico , che secoli fa ospitava in quarantena, viandanti e cavalieri destinati al vicino castello.

Un tempo la zona era interamente di proprietà del Castello di Loranzè, poi per successivi frazionamenti il vigneto passò alla famiglia Giacosa. Nel 1854 il fabbricato fu ristrutturato e trasformato in villino di stile crepuscolare-romantico, destinato a soggiorni estivi e a luogo di studio per i rampolli della famiglia. Alla stessa apparteneva anche Giuseppe Giacosa (1847-1906), noto commediografo dell’età umbertina, famoso per essere stato il “Mogol” di Puccini. Sua la trama di Madame Butterfly, Boheme, La Tosca, ecc. Il luogo era ideale al librettista per trovare calma ed ispirazione poetica.

Il villino si affaccia su un profondo vallone dominato da un vecchio maniero: il Castello Rosso. Nel secolo scorso, mentre Barolo e Barbaresco erano ancora in fasce, i vini prodotti nelle cantine del castello ottenevano riconoscimenti nazionali ed internazionali per la loro qualità e su tutti l’Erbaluce.

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Nel 1932 mio nonno, cresciuto enologicamente nelle cantine del castello, iniziò a condurre il vigneto del Belvedere, impegno che, con grande passione, oggi è mio. Nel 2004 ho voluto rinnovare l’impianto estirpando e reimpiantando a guyot semplice, Erbaluce di Caluso con sesto di impianto 1m x 2,20m. I filari hanno orientamento Nord-Sud ed una giacitura ottimale per una vigna. I lavori di restauro conservativo hanno poi riportato gli immobili all’originale stile ottocentesco, coi classici fascioni bicolore vaniglia/tabacco, tipici della Torino Capitale. Il vigneto è oggi sotto il vincolo dei Beni Culturali e paesaggistici.

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L’immobile più grande, destinato a degustazioni è una sorta di “tempio votivo” alla dea Albaluce, progenitrice dell’Erbaluce, la cui leggenda è affrescata sulle pareti interne della casa ed è qui che con gli amici di MySobry ci ritroviamo periodicamente a gustare e parlare di vino.

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La seconda casetta, più piccola, è destinata a ricovero attrezzi ed è qui che si prepara la Birra. Tutto il perimetro del vigneto è circoscritto dalle classiche colonne tronco-coniche locali dette “tupiun”.

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Il luogo si presta dalla primavera all’autunno ad emozionanti serate enogastronomiche e se vorrete condividere con noi appassionanti momenti di vino e di cucina sarete i benvenuti nella casa di MySobry.

Un caro saluto

Domenico

USBWine un originale idea per enoappassionati a Natale

Posted on Dicembre 10th, 2007 in Articoli by domenico

Questa è veramente un idea originale, ma date un occhiata al video di UsbWine
e vi stupirete……

Le risposte al Test del 5^ Nebbiolo Master

Posted on Dicembre 10th, 2007 in Articoli, Formazione Sommeliers: Consigli, Master Nebbiolo by domenico

Come promessoVi, ecco le risposte al Test del 5^ Nebbiolo Master. Ne abbiamo lasciate 4 ai più ardimentosi che potranno postare le risposte al blog. Siamo stati bravi, 4 domande su 48, sono alla portata di molti o no? Provate gente provate

Ciao

Domenico

1)Come si chiamava anticamente la località oggi nota come Barbaresco? Barbariscum (da Barbarica Sylva)

2)Come si chiamava l’antica popolazione che viveva nell’attuale area di Barbaresco? I Liguri Stazielli

3)Quale fu la prima annata del vino Barbaresco? 1870

4)Anno in cui l’azienda Gaja smise di produrre Barolo? 1961 e 1995

5)Nome dell’architetto che progettò la basilica di Boca anticamente circondata da vigneti’: Antonelli

6)In quale posto Cavour incontrò il Generale Staglieno? Al forte di Bard dove il generale comandava il presidio e poi a Pollenzo dove dal 1836 il Re Carlo Alberto aveva nominato il generale-enologo Paolo Francesco Staglieno, responsabile delle Reali Cantine della Tenuta di Pollenzo. Negli stessi anni guidò anche la cantina di Cavour al castello di Grinzane

7)Qual è l’altezza della torre di Barbaresco? 36 metri

8)Indicare il valore da disciplinare dell’acidità minima del Barolo? 5

9)Indicare almeno 3 cru della DOCG Gattinara: Molsino, Osso S.Grato, Permolone

10)Come si chiamano le colonne fatte con le pietre che sorreggono le viti della DOC Carema? Tupiun

11)Cos’è Cà d’Morrissio ? E’ un Barolo Riserva da selezione massale di vecchie viti Nebbiolo varietà Michet, prodotto da Giuseppe Mascarello nel cru Monprivato a Castiglione Falletto

12)Indicare almendo 6 cru siti nel comune di Serralunga d’Alba: Francia, Falletto, Gattinara, Lazzarito, Vigna Rionda, Gabutti, Parafada

13)Indicare almeno 6 aziende presenti sul territorio di Serralunga d’Alba: Massolino, Fontanafredda, Germano Ettore, Gabutti, Schiavenza, Palladino

14)Indicare almeno 6 cru siti nel comune di La Morra: Cerequio, Brunate, Conca dell’Annunziata, Rocche dell’Annunaziata, Gancia, Monfalletto

5)Indicare almeno 3 cru siti nella DOCG Roero: Valmaggiore, Roche d’Ampsej, Trinità

16)Indicare almeno 2 cru siti nel comune di Verduno Monvigliero, Pisapolla

17)Indicare i comuni della sz. Inferno. Poggiridenti, Montagna di Valtellina

18)Chi era nel XIII secolo il proprietario del castello di Grumello? la famiglia De Piro

19)Quali sono le superfici delle sottozone della denominazione Valtellina Superiore?

Maroggia 4 ha, Grumello 78 ha, Inferno 56 ha, Sassella e Valgella 129 ha ciascuna

20)Quali sono le denominazioni della Val d’Aosta a base Nebbiolo? Val d’Aosta Nebbiolo, Donnas, Arnad-Monjovet

21)Chi ha scritto il verso “…è bello al sole de l’Alpi mescere il nobil tuo vin cantando.”? Giosuè Carducci

22) Qual è il nome della casa in cui ebbe i natali l’imperatore romano Publio Elvio Pertinace? Villa Martis oggi corrispondente al cru Martinenga

23)Dove si trova il cru Pisapolla? Verduno

24)Da quali cru provengono le uve con cui Conterno produce il Barolo Granbussia RIserva?

Uva Nebbiolo nelle varietà Lampia e Michet cosi distribuita: 70% Romirasco, 15% Cicala e 15% Colonnello

25)Qual e’ l’anno in cui la grandine rovinò parte del raccolto del Barolo? 3 settembre 2002, con 350 Ha colpiti su 1456 ha

26)In quale comune e’ il cru Valmaggiore? Vezza d’Alba

27)Da quale cru provengono le uve con cui Gaja produce il vino Sperss? Dal cru Vigna Rionda di Serralunga d’Alba. Lì nel 1988 Gaja acquistò 12 ettari di vigneto che battezzò Sperss così come il vino che ricavò.

28)Chi era Mercurino Arborio? Era un cardinale del XVI secolo, cancelliere del Re Carlo V che fece conoscere il Gattinara nelle corti europee.

29)Il nome del celebre parroco di Neive a cui e’ legata la storia del vino? Don Giuseppe Cogno

30)Dov’era nato Domizio Cavazza? Modena

31)Indicare gli ettari della DOCG Gattinara: Poco meno di 103 ha

32)Vicino a quale citta attorno il 1200 le notizie riportano la presenza del Nebbiolo? Nel 1268 prime notizie di uva Nibiol coltivata a RIvoli (TO)

33)Qualil sono i vitigni a bacca rossa ammessi nella VdA Donnas? Freisa (Gros Vien), Neyret

34)Quali sono i vitigni a bacca rossa ammessi nella DOCG Valtellina Superiore? Prugnola, Pignola, Rossola, Merlot

35)Da quali vitigni è stato creato il vitigno Albarossa e chi fu l’inventore? Barbera e Nebbiolo e l’ideatore Dalmasso

36)Quali sono i vitigni e le sottovarietà previste dal disciplinare della DOCG Barbaresco? Nebbiolo 100%, sottovarietà Lampia e Michet

37)In quale comune è sito il cru Sarmassa? Barolo

38)Quali sono i comuni della DOC Albugnano? Albugnano, Passerano Marmorito, Pino d’Asti e Castelnuovo don Bosco

39)Quale e’ il nome del produttore veneto che impiega il Nebbiolo nei suoi vini? Quintarelli

40)Il nome del nebbiolo a Carema? Picotendro che nella varietà a grappolo piccolo è chiamato Pugnet

41)Il nome del Nebbiolo in Val d’Ossola? Prunent

42) Cosa e’ Maroggia? E’ la prima delle sottozone della DOCG Valtellina Superiore che si incontra arrivando da Sondrio. E’ la meno estesa e la meno pregiata.

43) Il vigneto di provenienza delle uve del Barolo Percristina di Clerico? Mosconi

44) Che cos’e la Maggiorina? E’ un sistema di allevamento della vite diffuso nell’Alto Piemonte (Boca, Gattinara, ecc.)

45) Superficie in ha del vigneto Gallina? 15 ha

46) Quale personaggio iniziò la definizione del territorio del Barolo nel 1883? Prof. Federico Sacco

47) Da quale Cru nasce il Sorì Tildin? Dal cru Roncagliette a Barbaresco.Il vigneto è dedicato alla nonna Clotilde (Tildin in piemontese)

48) Dove si trova il cru Boscareto? Boscareto o Bosco Areto è a Serralunga d’Alba

E a queste domande provate a rispondere Voi …….

27) Da quale cru provengono le uve con cui Gaja produce il vino Sperss?

47) Da quale Cru nasce il Sorì Tildin?

45) Superficie in ha del vigneto Gallina?

43) Il vigneto di provenienza delle uve del Barolo Percristina di Clerico?

Attendiamo i Vs. post

Ciao a tutti i temerari

Il Castello e i vecchi vigneti di Pavone C.se : sapevate che ……

Posted on Dicembre 8th, 2007 in Articoli by domenico

Carissimi,

per chi transita sulla A5, da e verso Aosta, è impossibile non notare nei pressi del casello di Ivrea l’imponente castello medioevale di Pavone Canavese, ora albergo di charme.

Sapevate che la sua origine non è medioevale? Lo sapete che ha poco più di un secolo? Non ci credete ? Eccovi le prove in una fotografia del 1885…….

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Fu acquistato verso la fine del 1800 dal famoso architetto portoghese Alfredo d’Andrade, grande studioso ed appassionato di storia ed architettura medioevale che per amore della moglie lo trasformò da vecchio cascinale dell’antica cittadella fortificata, in questo meraviglioso e fiabesco castello merlato. Lo stesso architetto realizzò la cittadella medioevale del Castello del Valentino a Torino.

A Pavone, un tempo, il castello era avvolto da vigneti, molti dei quali contornati da muretti a secco secondo la tradizione canavesana. .

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Nell’estate del 2007 giovani volontari hanno ripulito le vigne abbandonate, i sentieri attraverso le vigne portano ad una area archeologica dell’età del bronzo L’area è ricca di ruscelli, alimentati da fonti naturali, nei quali sopravvivono i rari gamberi di fiume, la quale presenza è indice di purezza dell’acqua. La regione dei vigneti è denominata Paraj Auta, ed è contraddistinta da un massiccio roccioso dove d’estate le temperature sono elevate anche e soprattutto per il riverbero della luce solare sulle rocce scure, quasi nere. Su di esse si è sedimentato un leggero strato di terreno fertile e franco di tessitura. Questi terreni infatti sono composti mediamente da circa 40% di sabbia, 45% di limo e da un 15% di argilla con un Ph di 4,9 ( terreni peracidi), mentre sulle colline che costituiscono l’anfiteatro morenico la tessitura media è data dal 65-80% di sabbia, 12-35% di limo e 4-10% di argilla con un Ph di 5,4-6,3. La differenza sostanziale è che questo corpo roccioso della Paraj Auta, come gli analoghi affioramenti esistenti a Colleretto Giacosa, Fiorano e a Loranzè (chiesetta di Scarola) erano esistenti già prima dell’accumulo dei detriti morenici del ghiacciaio Balteo. La caratteristica dei nostri terreni, DOC Carema, DOC Erbaluce di Caluso e DOC Canavese, è quella di avere un’ elevata acidità, scarsa dotazione di sostanza organica, bassa dotazione di potassio scambiabile e di fosforo assimilabile, assenza quasi totale di composti calcarei e una mineralizzazione lenta. Terreni adatti quindi a conferire ai vini freschezza, profumi e longevità, dalla buona alcolicità e dal corpo leggero e l’Erbaluce di Caluso ne è l’emblema.

Ciao a tutti

Domenico

Corso sommelier su Game Boy Nintendo DS …. Idea regalo….

Posted on Dicembre 7th, 2007 in Articoli by arzaman

Ciao
come scrivevo in qualche post una delle mie passioni e’ la tecnologia..o meglio i gadgets tecnologici e piu’ volte ne ho proposti anche sul vino…
Ma questo li supera tutti….un minicorso di sommelier per Game Boy Nintendo DS !!

Lo produce la ditta giapu Wine no Hajimekata e pari che insegni a riconsocere e degustare un vino con quiz , test e glossario. Chissa’ come e’ fatta la scheda di degustazione in giapponese..o che vini hanno messo dentro ! Ma soprattutto riportera’ l’altezza della torre di Barbaresco?

nintendo DS

L’ho scovato sul simpatico blog Sorsetti mentre cercavo regalo per nipotino…ma ammetto che con questa scusa mi procurero’ questo fantastico gadget !!

Non sono un fan dei videogiochi , perlomeno quelli ultimi fantascientifici , ma sono affezionato al mio Game Boy…e l’idea di di fare un gioco a quiz sui vini e’ troppo divertente..magari se ne puo’ fare una versione specializzata su Nebbiolo per preparazione al prossimo master ! :-)
Non mi interessa se e’ in giapponese…lo voglio…e spero di farvi a breve la recensione…ovviamente con le domnade proposte!

mai piu’ senza…

Arzaman

5^ Master Nebbiolo e il Blind Tasting

Posted on Dicembre 7th, 2007 in Articoli by domenico

Carissimi,

Il 5^ Nebbiolo Master mi dà lo spunto di parlare di Blind Tasting, termine noto agli esperti ed ai professionisti, ma sconosciuto ai neofiti e aspiranti sommelier o semplicemente appassionati. Il Blind Tasting è una tecnica di degustazione di un vino , forse l’unica, che garantisce un giudizio obiettivo e senza condizionamenti esterni o sudditanze psicologiche dovute alla notorietà di un vino o di un produttore. Il Blind Tasting è cioè una degustazione alla cieca durante la quale viene nascosta l’identità del vino (vitigno, zona, annata, produttore, ecc.). I vini hanno comunque un denominatore comune, solitamente un vitigno, affinchè, alla cieca, possano essere confrontati, valutati e identificati. Il Blind Tasting è l’unica procedura impiegata nei concorsi e dalle riviste per esprimere dei giudizi imparziali su un vino o un lotto di vini, ma è anche affascinante da adottare tra amici per rendere più elettrizzante la serata di degustazione e mettere a dura prova le proprie convinzioni di esperto di vini. Non è ovviamente l’unico metodo o il migliore per degustare un vino ma è una tecnica consolidata e riconosciuta a livello internazionale.

Come si pratica? E’ sufficiente un po’ di carta stagnola, o un sacchetto di carta o di stoffa, per nascondere bottiglia ed etichetta. Per i più virtuosi o per alzare il livello di difficoltà della degustazione , sono disponibili sul mercato sia bicchieri da degustazione che decanter , completamente neri , con i quali è possibile rendere anonimo anche il colore del vino. Questi oggetti sono reperibili nei wine-shops a costi molto abbordabili.

decanter       bicchiere

Per comprendere poi la tecnica questo è un link ad un video  molto interessante e poi ……. buona degustazione.

Domenico

5 Master Nebbiolo : foto, video e TG

Posted on Dicembre 7th, 2007 in Articoli, Eventi, Master Nebbiolo by arzaman




Ciao

Dopo aver condiviso domande d’esame e vini in degustazione relativi alla giornata del 5o Master Nebbiolo svoltosi il 2 dicembre a S. Stefano Belbo, a grande richiesta, condividiamo anche qualche video e le foto

Nebbiolo Master 2007

Nella sezione Gallery trovate alcune foto dell’evento

Serivizio Rai 3 andato in onda mercoledì a pranzo nel TG regionale del piemonte

Grazie al techno-sommelier Massimo Sozzi  per la registrazione del servizio

Degustazione e servizio di Andrea Benedetto

Degustazione finale del commissario Gardini

Grazie a Maria che ha documentato con il cellulare le fasi finali della competizione

arzaman

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