5 Nebbiolo Master : comunque vada sara’ un successo

Posted on Novembre 30th, 2007 in Articoli, Degustazioni by arzaman

La decisione di partecipare al concorso e cimentarsi con la sfida ha avuto ovviamente
come effetto lo stimolo ad approfondire nel dettaglio la conoscenza non solo teorica di vitigni,vini,zone,territori,etichette..ma anche di organizzare serate di degustazione mirate in cui alla cieca oltre ad analizzare nel dettaglio il vino e’ stato possibile fare confronti tra differenti etichette di zone classiche del nebbiolo prodotti con differenti stili.

Per questo per me e’ comunque un successo…la serata del 30/11 me la ricordero’ con piacere indipendentemente dall’esito del concorso!!
Preparata da Domenico nei minimi dettagli ci ha consentito di confrontare ben 11 vini diversi: 3 Valtellina, 3 Barolo, 2 Barbaresco, 1 Carema , 1 Gattinara

Gia’ dal primo (Barolo Massolino Riserva) ci siamo resi conto della difficolta’ di riconoscere l’origine del vino.

1a serie Nebbioli

Nonostante lo studio delle principale caratteristiche distintive di una zona rispetto all’altra riconoscere un Valtellina da un Barolo assicuro che e’ una impresa non da poco..Sono curioso di vedere i professionisti al cospetto di questa affascinante prova.

I vini “didattici” degustati erano

-Valtellina Superiore DOCG “Vigneto Fracia 2003″ Nino Negri
-Sforzato di Valtellina DOCG “San Domenico 2002″ Triacca
-Valtellina Superiore Infermo DOCG 2004 Triacca
-Barbaresco DOCG “Sori Montaribaldi” 2002 Montaribaldi
-Barbaresco DOCG “Gallina” 2001 Piero Busso
-Barolo DOCG Massolino “Vigna RIonda” riserva xx Massolino
-Barolo DOCG Brezza “Cannubi” 1999 Brezza
-Barolo DOCG “Bussia” 2001 Poderi Aldo Conterno
-Carema “Le Tabbie” 2003 Orsolani
-Gattinara DOCG 2002 Travaglini

1a serie Nebbioli

Senza entrare nello specifico dei singoli vini e’ stato molto apprezzato il Barbaresco Sori Montaribaldi, Il Barolo Bussia di Aldo COnerno e a seguire il gattinara di Travagliono. Deludenti o perlomeno non di facile approccio i Valtellina di Triacca in particolare lo sforzato privo di frutto e eleganza. Il carema forse il piu’ franco dei nebbioli mentre spiazzante per le sue durezze Il barolo riserva di Massolino scambiato dai piu’ per un vino della nord Piemonte o Valtellina.

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AlcolTest: il software che trasforma cellulare in etilometro

Posted on Novembre 30th, 2007 in Articoli by arzaman

Ovviamente come MySobry non possiamo essere sensibili al problema della “sobrieta’” al volante !
Segnalo, su indicazione di un amico, una utile applicazione salvapunti della patente…AlcolTest etilometro per cellulare

Etilometro

Il software scaricabile e installabile su qualsiasi telefono che supporta java consente in maniera semplice ed intuitiva di simulare test alcol nel sangue: basta indicare il peso, il sesso e la quantita’ di alcol che e’ stata assunta per ottenere il Tasso Alcolico nel sangue.

Il risultato ottenuto e’ ovviamente in funzione di calcoli e modelli..non misurato..quindi occhio a prendere il riusultato come indicativo. Il tasso Alcolico legale e’ pari a 0,5 gr/l (Grammi per Litro) e che si rischia il ritiro della patente e varie implicazioni legali (anche penali) se si viene trovati alla guida di un autoveicolo con valori di Tasso Alcolico superiori a quelli consentiti.

Per scaricare un’applicazione java direttamente sul cellulare seguite i seguenti passi:
1. aprite il browser del vostro cellulare e digitate l’indirizzo http://www.javaphone.it/wap
2. una volta entrati nel sito wap, inserite il WAP Code 1007 dell’applicazione che volete scaricare sul vostro cellulare
3. Terminate installazione e seguite i passi per configurare vostri dati

spero software vi sia utile a salvare qualche punto…e occhio !

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5 Nebbiolo Master : trofeo nazionale sul nebbiolo 2007

Posted on Novembre 30th, 2007 in Articoli, Eventi by arzaman

Domenica 2 dicembre si terra’ a S. Stefano Belbo la 5a edizione del Nebbiolo Master, concorso a premi sul nobile vitigno Nebbiolo e sui vini.
Con un po’ di incoscienza e di presunzione 4 di noi si sono iscritti e tenteranno di tenere alto l’onore di MySobry e della delegazione AIS canavesana.

Il concorso alla 5a edizione organizzato dall’AIS Piemonte prevede le seguenti conoscenze

-Storia del Nebbiolo
-Il nebbiolo nella carta dei vini
-Vitigni, terreno e clima
-Vini a base nebbiolo
-Legislazione e denominazioniu
-Analisi organolettica e abbinamento

Il concorso prevede una serie di prove scritte di degustazione e una finale a tre a cui accederanno i migliori della selezione.

Ovviamente senza velleita’ di vincere abbiamo colto l’iniziativa come stimolo per approfondire il tema e sviscerare nei dettagli il know how realtivo a uno dei grandi vitigni d’italia che da la sua massima espressione in zone a noi vicine (Valle d’Aosta, Nord Piemonte, Langhe, Roero, Canavese)

Preparazione Master

Per prepararci abbiamo raccolto materiale, preparato schede, condiviso informazioni e ovviamente degustato con supporto della nostro delegato AIS qualche bottiglia delle varie zone..nord piemonte,valle d’aosta, langhe, valtellina…cercando di cogliere i tratti distintivi di ciascun vino e denominazione. Consapevoli che ci vuole una enrome esperienza per riconsocere un vino da un altro…o peggio ancora i vari produttori…abbiamo comunque approfondito gli aspetti sui disciplinari, sulle zone, e sulla storia dei vini a base nebbiolo.
Insomma comuque vada ne sapremo piu’ di prima e potremo confrontarci con “professionisti” del settore..

Nello spirito MySobry cerchero’ a seguire dell’evento di condividere sul sito, oltre le impressioni del concorso, parte del materiale raccolto che ritengo molto utile per sistematicita’ e copertura dell’argomento.

In bocca al lupo e vinca il migliore

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L’altro Piemonte: i nebbioli del nord a Villa Sassi

Posted on Novembre 19th, 2007 in Articoli, Degustazioni by arzaman

Domenica 18 novembre nella splendida cornice di Villa Sassi sulla collina Torinese si è svolta la rassegna l’Altro Piemonte ovvero una rassegna di vini e produttori dell piemonte del nord…piccole realtà produttive tra le province di Novara, Biella e Vercelli che danno origine a una serie di DOC non così conosciute al di fuori della realtà locale ma con vini a base prevalente nebbiolo che non hanno da invidiare ai nomi piu’ famosi di Langa

Le DOC rappresentate erano Gattinara, Ghemme, Lessona, Bramaterra, Boca, Fara, Sizzano, Colline Novaresi, Coste del Sesia

Il territorio e’ quello lungo il fiume Sesia che scende con le sue acque limpide dal monte rosa. Il terreno di origine morenica, composto da argille, sabbia e ciottoli, rendono le Colline Novaresi particolarmente adatte alla viticoltura. Un microclima favorevole, prodotto dalla presenza del Monte Rosa e dai monti Valsesiani

I vini che si producono sono tipicamente a base Nebbiolo e eriditano quindi tutte le caratteristiche di questo vtigno ovvero vini di corpo, struttrati, fini e longevi. Il nebbiolo è spesso accompagnato con altri vitigni in particolare Vespolina aggiunta per dare colore, aloclicità e aromi floreali al vino, Croatina che dona colore e morbidezza e Uva Rara vitigno di elevato contenuto zuccherino e moderata acidità che conferisce riflessi violacei e un retrogusto amrognolo. Sono vini quindi complessi che esprimono il massimo dopo lunghi invecchiamenti in botte a cui sono sottoposti per effetto dei severi disciplinari di produzione

le aziende rappresentate erano numerose per cui ho operato una scelta tralasciando gattinara degustato esaustivamente al salone del vino ho cercato un rappresentante per ogni tipologia. Di seguito le mie impressioni al solito personalissime e come tali passibili di interpretazioni diverse

Il primo produttore incontrato è stato Antoniotti che presentava due Bramaterra annata 2003 e 2004

L’azienda si trova nel comune di Sostegno ancora in provincia di Biella con 3 ettari di vitigno in produzione e due inmpiantati recentemente. I terreni su cui viene coltivata la vite sono particolari : porfidi facili allo sgretolamento, poveri di limo e con forte drenaggio che può causar problemi alle barbatelle in casi di forte siccità e ricchi di minerali. Le rese sono tipicamente basse con circa 50q/ettaro e la vinificazione è tradizionale con affinamento in botti di media dimensione da 1,5hl in rovere di slavonia o francese che hanno sostituito le botti di produzione propria in rovere nostrana.

Il bramaterra è un uvaggio di 4 uve diverse 70% Nebbiolo, 20% croatina , 7% vespolina e 3% uva rara. Quello del 2004 era contraddistinto da un colore rubino assai intenso e brillante a testimoniare la presenza di vitigni diversi dal nebbiolo. Al naso abbastanza intenso prevaleva la nota eterea seguita da quella speziata e fruttata . In bocca l’ho trovato caldo fresco e sapido con tannini ancora ruvidi, complessivamente abbastanza equilibrato e persistente. Sicuramente un po’ irruento e giovane e pertanto da affinare nel tempo. Nel 2003 il colore e’ leggermente meno brillante e la nota alcolica un po’ attenuata..prevale il frutto con sentori di confettura e viola. All’esame gustativo risulta piu’ equilibrato con tannini piu’ controllati mantenendo sempre una levata freschezza e sapidità. Un vino pi’ facile da bere subito presenta un finale leggermente amarognolo/erbaceo.

La seconda azienda visitata è Ioppa che presentava un gamma completa di prodotti sia base che di vigneti selezionati. L’azienda è situata nel cure della doc Ghemme nel territorio di Romagnano Sesia.

Il primo vino degustato è stato un Vespolina 100%, ci ha infatti incuriosito la vinificazione in purezza di questa uva considerata autoctona nelle colline novaresi, un uva con un grappolo di grandezza media, con acini ellissoidali, buccia molto pruinosa di colore blu. La maturazione dell’uva è piuttosto precoce. In questo vino viene vinificata mediante fermetazione da liviti indigeni e il vino prodotto viene affinato parzialmente in barrique per 12-24 mesi. Al colore si presentava rosso rubino vivace con ancora qualche riflesso porpora, di buona coesistenza, al naso inteso e abbastanza complesso con prevalenza del frutto , etereo e con un leggero sentore ancora vinoso. Decisamente fresco, abbstanza tannico, abbastanza morbido e di discreta persistenza. Nel retrogusto compaiono i sentori terziari e speziati. A detta del produttore il vino si presta anche a invecchiamento, a me non dipiaceva cosi’ in particolare per la presenza del frutto.

Siamo poi passati alle due selezioni di Ghemme del 2003: i due crue Bricco Balsina e Santa Fe composti per un 80% nebbiolo e 20% vespolina e affinati per oltre 20 mesi in barrique. Il primo proviene dalla zona collinare morenica con un suolo di sabbia e ciotoli ricco di sali minerali. Il colore era un rosso granato con riflessi rubino, abbastanza intenso al naso con riconoscimenti fruttati e floreali (viola) e terziari (spzie). Al gusto si presenta caldo , decisamente tannico ma ben equilibrato nelle morbidezze, grande struttura e corpo, buona la presistenza. Un vino decisamente elegante e fine. Il secondo invece proviene dalla zona in pina in cima alla collina con un profondo strato argilloso. Il secondo già al naso si presenta un pò piu’ agressivo e pungente con una nota eterea dominante. Al gusto ugualemente caldo e tannico , meno intenso del primo, e con più prevalenza delle spezie e della botte. Un buon vino leggermente meno fine e più aggressivo del primo.

Abbiamo proseguito il tour fermandoci presso l’azienda Dessilani dove il preparatissimo Nicola Luca erede di una tradizione di ben 9 generazioni ci ha illustrato la produzione e l’azienda. L’zienda si trova nel territorio di Fara con circa 50 ettari di vigna e una produzione di 300.000 bottiglie. I terreni sono di origine morenica argillosi, sabbiosi ricchi di minerali. In cantina si utilizzano per la vinificazion le vasche in cemento e l’acciaio la fermentazione malolattica in barrique favoriscono l’ossigenazione e e l’affinamento in botti di rovere di slavonia da 25-80 ettolitri per 12-15 mesi.

Il primo vino degustato è il Sizzano del 2003 costituito da 70% nebbiolo, 20% vespolina e 10% uva rara vinificati separatamente in quanto soggetti a maturazione in periodi differenti e assemblati a dicembre dopo la malolattica per evitare una postmacerazione del nebbiolo con ritorno degli anotciani nelle bucce. Il vino di un colore di un rosso rubino con riflessi granati si presentava al naso abbastanza intenso con prevalenza ancora del frutto e nessuna invasione della botte. Al guso fresco, sapido abbastanza tannico ma nello stesso tempo morbido. Un ottimo equilibrio fra durezze e morbidezze, buona persistenza molto fine ed elegante.

Siamo passati quindi al Ghemme 2003 dove la percentuale di nebbiolo sale al 85%. Il colore anche in questo caso ancora Rubino, al naso un po’ meno intenso e complesso con una nota alcolica sovrastante, e terziari piu’ importanti rispetto al frutto. Al gusto risulta tutto leggermente inferiore al precedente, abbastanza caldo, abbastanza persistente e abbastanza morbido. Finale leggermente erbaceo e amarognolo. Complessivamente meno fine del Sizzano.

Infine abbiamo degustato il Fara 2003 denominato Caramino con una percentuale di nebbiolo al 90% e ottenuto con grande selezione in vigna. Il colore ancora rubino, al naso deciamente intenso e compelsso, con i riconsocimenti di viola e rosa, una nota balsamica e i terziari in sotofondo. Un vino caldo , tannico, sapido di grande corpo e struttura nel complesso abbastanza equilibrato. Un vino di grande impatto il migliore di quelli bevuti.

Ultima tappa, almeno per me, l’azienda Antico Borgo dei Cavalli per degustare un Boca. L’azienda ha sede a Cavallirio è uno dei 7 produttori della piccolissima DOC Boca che conta solo 20 ettari di vigneto ! La zona è la piu’ interna del territorio del Sesia e in una zona quasi prealpina con vigneti sopra i 400m esposti quindi ai freddi invernali e autunnali. La doc Boca è una delle più antiche e ottenne il riconoscimento nel 1969 , l’uvaggio è alsolito un mix tra nebbiolo 70% e vespolina 30%. L’invecchiamento minimo è di 3 anni in parte in botti di rovere di slavonia e in parte in tonneau. Colore rosso rubino intenso, al naso abbastanza intenso e compelsso con una nota un po’ pungente non ben definita (leggero spunto acetico?) a coprire il frutto e i terziari. In bocca la nota pungente sparisce e il vino si presenta abbastanza intenso , sapido , fresco abbastanza morbido e abbastanza equilibrato, ritorna piacevolmente il frutto. Di corpo e ben strutturato a parte la nota olfattiva non sfigura con gli altri degustati. Bella la forma della bottiglia.

Sicuramente c’erano altri produttori che meritavano ma mi sono fermato qui…manifestazione nel complesso piacevole e come sempre esperienze interessanti: stesso territorio, stessi vitigni ma interpretazioni diverse !

Wine Spectator top100 2007: vince Chateauneuf-du-Pape 2005

Posted on Novembre 17th, 2007 in Articoli by arzaman

Secondo la famosa e da alcuni giudicata autrevole rivista Wine Spectator il miglior vino del 2007 è francese: uno Chateauneuf-du-Pape del 2005 prodotto dal Close des Papes nella Southern Rhône.
Chateauneuf-du-Pape del 2005

Il vino si è aggiudicata la classifica con un punteggio di 98/100 è seguito da un Chardonnay californiano e poi una classico dei Supertuscan Italiani: il Tignanello 2004 prodotto da Antinori. Al settimo posto un ‘altra perla toscana della zona di Bolgheri l’Ornellaia 2004.

Complessivamente la top ten comprende oltre ai due italiani 3 vini francesi, 3 statunitensi, 1 cileno e 1 australiano. Il prezzo del vincitore è di circa 60E, il prezzo medio della top ten è di 35-40E e a parte lo Champagne il più caro è l’Ornellaia con i suoi 150E
La classifica complessiva è la seguente

Di seguito la classifica dei migliori dieci vini del mondo 2007 secondo Wine Spectator:

1. Chateauneuf-du-Pape 2005, Clos del Papes (Francia)
2. Chardonnay Santa Cruz Mountain Estate 2005, Ridge (Californi)
3. Chateauneuf-du-Pape 2005, Le Vieux Donjon (Francia)
4. Toscana Tignanello 2004, Antinori (Italia)
5. Shiraz Bella’s Garden 2005, Two Hands (Australia)
6. St.-Julien 2004, Chateau Leoville Las Cases (Francia)
7. Bolgheri Superiore Ornellaia 2004, Tenuta dell’Ornellaia (Italia)
8. Shiraz Carnival of Love 2006, Mollydooker (Australia)
9. Cabernet Sauvignon Napa Valley Reserve 2004, Robert Mondavi (California)
10. Brut Champagne 1996, Krug (Francia)

Mysobry al Salone del Vino 2007 Torino Lingotto

Posted on Novembre 16th, 2007 in Articoli, Degustazioni by arzaman

Dal 22 al 26 ottobre si è svolto a Torino il Salone del Vino presso l’area fieristica del Lingotto

Essendo l’evento più importante “a casa nostra” come Mysobry non potevamo mancare e in compagnia di Elena e Gigi siamo andati domenica mattina.

L’impressione generale non è stata delle più esaltanti..l’aria un pò provinciale..un pò dismessa degli stand, l’assenza di grandi produttori, un certo disordine e disomogeneità degli stand rendeva tutto abbastanza sottotono rispetto a manifestazioni come Vinitaly o Mywine. A titolo di esempio riporto una foto del nostro stand dell’AIS..molto triste…

Anche in assenza di molti produttori c’erano comunque i consorzi , le enoteche regionali alcune associazioni di produttori per cui da bere non mancava di certo e abbiamo fatto alcune esperienze interessanti e mirate alcune programmate prima e alcune estemporanee che vale la pena di menzionare e che provo a raccontarvi.

La prima tappa è stata al consorzio del Gavi dove erano in degustazione tutta la produzione del vino omonimo

Abbiamo degustato tutte prodzioni dell’ultima annata 2006, due Vini di Marco Bonfante tra cui un crue dei vigneti Ronchetti e a seguire Broglia La Meirana e Villa Sparina. Il migliore sicuramente La Meirana, inteso sapido e fresco di discreta persistenza e complessità a seguire i Ronchetti, un po’ meno fresco e più morbido. Deludente a parte la forma accattivante della bottiglia Villa Sparina giudicato poco persistente e poco intenso

Dopo aver girovagato un pò per orientarci a Gigi è caduto l’occhio su una bottiglia di Timorasso e ci siamo fermati a degustarlo ottimamente accolti dal consorzio,,,

Il Timorasso è un vitigno bianco autoctono coltivato in una limitata zona delle Colline Tortonesi. nelle Valli Curone, Grue, Ossona e Val Borbera. I terreni sono simili a quelli delle langhe calcarei (Marne S. Agata) con una altezza dei vitigni di 400msl. La sua produzione è assai limitata, ma di alta qualità. Il vino che se ne ricava, di buona struttura, è molto rinomato; appartiene all’ultima generazione dei “bianchi” della provincia di Alessandria, nonostante le sue origini antiche. Il Timorasso, infatti, è un vino che gli agricoltori di queste zone hanno prodotto fin da tempi remoti, ma che solo in anni recenti, verso la fine degli anni ottanta, dopo un periodo si abbandono, hanno ripreso ad impiantare. Da originea vini ad alta gradazione alcolica (13 per cento e oltre), che superano 24 grammi/litro di estratti, dotati di una forte acidità (tra 6 e 7 per mille) e di un pH basso (tra 3,15 e 3,25). I produttori sono una dozzina guidati da Walter Massa per una produzione complessiva di 60.000 Bottiglie

Quello che abbiamo degusato è prodotto dalla azienda Boveri con il nome Filari di Timorasso annata 2005 e ci é stato proposto dopo un Cortese della stessa azienda. Il vino viene prodotto con una lunga macerazione sulle bucce (10 mesi) e continui rimontaggi. Imbottigliato e affinato sei mesi prima della messa in vendita

Di un colore giallo paglierino scarico al naso si presentava intenso fruttato, minearale e semiaromatico, al gusto un vino di corpo, strutturato, di bassa acidità , minerale ben equilibrato con un leggero residuo zuccherino e uno spiccato sentore di miele. Potente e di impatto e adatto a un lungo invecchiamento.

Abbiamo poi continuato con i Bianchi transitando di fronte al consorzio della Vernaccia di S. Giminiano dove abbiamo egustato 3 vini suggeritici dallo stand

Iniziando da una produzione base di Panizzi 2006 Vigna Santa Margherita molto piacevole e beverina per poi salire a Cesani 2005 dove spiccava una nota alcolica e un eccesso di vaniglia data dall’uso probabile della Barrique e infine una riserva di Simone Santini Vigna ai Sassi 2004 con una parte delle uve fermentate in barrique si presentava fresca e molto strutturata con un buon equilibrio e un piacevole finale di mandorla.

Tappa Successiva presso l’azienda di Barolo Bric Cencurio che presentava una vasta gamma di produzione dai classici barolo e barbera ma anche bianchi…

Approfittando della grande disponibilità di Carlo abbiamo infatti degustato due Arneis una produzione base 2006 vinificato in acciaio tradizionalmente molto piacevole, fruttato e floreale di discreta acidità. L’altro denominato Sito dei Fossili 2005 dalla tipologia di terreno ricco di fossili. In questo vino L’uva raccolta in cassette sosta per due settimane in celle frigo a 0°C.Qui le bucce maturano completamente e le sostanze aromatiche defluiscono più facilmente nel succo durante la pressatura. Il mosto ottenuto con una soffice pressatura e fatto decantare naturalmente è pronto per la fermentazione che si protrae per 40 giorni in botti di rovere da 25 hl.L’affinamento dura circa 6 mesi , in questo periodo vengono eseguiti frequenti rimescolamenti con lo scopo di riportare in sospensione lieviti e fecce fini. Imbottigliamento. maggio-giugno. Vino di grande equilibrio tra acidità e sapiente uso della botte, persistente e semiaromatico, spiccata la mieralità. Infine abbiamo degustato la versione Vendemmia Tardiva dove le uve attaccatte dalla muffa nobile vengono raccolte a piu’ riprese a partire da novembre. Nel complesso discreto ma forse un pò troppo dolce. Ultma chicca il Birbet un vino prodotto con uve brachetto a grappolo lungo molto piacevole e con la giusta aromaticità. La prossima volta ci dedicheremo al Barolo..

Una delle iniziative forse pù interessanti e che meritava decisamente più tempo e attenzione era il 3o Forum dei vitigni Autocotoni . La formula a mio avviso molto interessante: 5e di cauzione per il bicchiere e si entrava in una zona riservata e tranquilla dove erano in bella mostra in oridne alfabetico ben 115 vitigni con oltre 200Etichette e si poteva scegliere liberamente fino a 10 degustazioni. Davvero l’imbarazzo della scelta con nomi noti e meno noti..molti affascinanti e intriganti..Barbarossa, Caricalsino , Cucciguaniello, Gamba di Pernice, Longanesi, Minnella, Nascetta, Pallagrello, Passerina, Sciassinoso, Tintilia..e molti molti altri…

La mia curiosità è stata attratta da un vitiglno Ligure ..coltivato a nelle mie zone di nascita (Albenga)..di cui non sapevo l’esistenza !! La Spigau Crociata prodotta dalla azienda Rocche del Gatto nella patria del Pigato.

Il vitigno è una selezione di uve pigato che da oigine a un vino molto particolare..innanzitutto nel colore che è un bel giallo oro intenso molto carico ( a differenza del paglierino/verdolno del pigato). Al naso si è rivelata molto intensa, e complessa con riconoscimenti fruttati (pesca matura, miele, mandorla) ma anche speziati (pepe) e i erbe aromatiche (rosmarino) . Al palato si rivela un vino fresco , sapido, inteso e molto persistente con buona struttura e buon equilibrio e un finale di mandorla. Da provare dopo qualche anno di affinamento…Una bella scoperta …da approfondire !

Abbiamo infine proseguito la visita partecipando a una degustazione guidata di Barbaresco dove le signore della Cantina Regionale hanno illustrato i tratti distintivi di questo grande nebbiolo prodotto nei comuni di Barbaresco, Neive, Treiso e nella frazione San Rocco Seno d’Elvio evidenziando come dalla vendemmia 2004 è possibile indicare in etichetta uno dei 66 sottozone riconosciute (molto bella la cartina delle sottozone distribuita)

In degustazione abbiamo provato 4 crue del 2004

Piazzo Armando 2004 crue Sori Frattin

Ca’ del Baio crue Vallegrande

Cantina Del Glicine crue Marcorino

Cascina delle Rose crue Rio Sordo

Tutti vini eccelsi il primo molto tradizionale di un bel rubino/granato abbastanza intenso e complesso con sentori di cacao,viola e liquirizia, al gusto alcolico, fresco tannico abbastanza morbido e di corpo e persistente. Un pò ruvido e impetuoso sicuramente migliorabile con il tempo

Il secondo di un colore più tendedenet al rubino con un frutto ancora marcato (ciliegia , confettura) e una punta di vaniglia. Caldo , abbastanza fresco , tannico abbastanza morbido. Un vino decisamente strutturato e ben fatto

Il terzo parzialmente vinificato in barrique con un colore rubino ma meno intenso e meno fine degli altri Alla classica viola faceva riscontro un sentore erbaceo. Caldo Tannico , abbastanza morbido e persistente

L’ultmo infne si presentava con un colore granato , leggermente velato , intenso e abbastanza fine all’olfatto con note speziate (pepe) e erbacee. In bocca un discreto equilibrio tra morbidezza e tannini/acidità

Putrroppo non abbiamo dedicato il sufficiente tempo perchè alle 18.30 ci aspettava l’evento finale di questa maratona: una degustazione organizzata dall’AIS di Gattinara…12 Gattinara in degustazione cieca..in pratica tutta la produzione…ma di questo vi parlerò in un articolo dedicato.

Insomma alla fine nonostante la premessa iniziale abbiamo fatto il nostro “dovere” con alucne esperienze decisamente interessanti (Gattinara) e scoperte da ricordare (Timorasso) e quindi ne valeva la pena.

Una vera Stout !!

Posted on Novembre 16th, 2007 in Articoli, Degustazioni by arzaman

terminato il periodo della seconda fermentazione in bottiglia con sviluppo dell’anidirde carbonica è giunta l’ora di assaggiare la nostra creazione..la “deep sleep stout”…e non c’e’ che dire e’ una stout in piena regola !

Al colore si presenta scura, impenetrabile, colore antracite…la schiuma e abbndante compatta e abbastanza persistente. All’olfatto prevale una nota erbacea e luppolata che si ritrova anche poi al gusto. Al palato e’ gisutamente amara, decisamente “tostata” con note di caffe’ orzo, affumicato e torbato, abbastanza di corpo e alcolica, un finale di luppolo e erbaceo.

A mio personale avviso vista la complessità della ricetta è riuscita nel suo genere bene, ci trovo due difetti o meglio punti di miglioramento: la nota di luppolo che non è tipica delle stout, probabilemente frutto di un ecessiva dose dil luppolo “aroma” e una leggera mancaza di corpo..va via troppo acquosa…la preferirei un po’ piu’ concentrata (meno acqua in proporzione al malto)

Sono sicuro che ha potenzialià i milglioramento nei prossimi 6mesi un anno.

Bravi Mysobry