Leggere una etichetta vino Bordeaux e classificazione vini

Posted on Aprile 14th, 2008 in Articoli, Corso di 2° Livello by mail

Stimolato dalla serata di vini di Pomerol e incuriosito dalla etichette delle bottiglie degustate da un lato molto scarne e graficamente poco curate e dall’altro molto complicate da decifrare provo a fare un piccolo bignami di come si legge una etichetta di una bottiglia di Bordeaux. L’obiettivo e quello di consentirvi di destreggiarvi tra la complicata classificazione di questi vini e comprendere le molteplici sigle e denominazioni utilizzate.

Partiamo dall’alto dell’etichetta..la prima cosa che e’ riportata e’ che e’ un vino di Bordeaux..e fino qui va bene

Dopodiche’ troviamo tipicamente in maniera stilizzata il nome del produttore, il marchio, la proprieta’, il logo tipicamente uno “chateau” o un “domain”.

Segue quindi l’annata di vendemmia, tenete presente che il disciplinare prevede che almeo l’85% del vino contenuto nella bottiglia sia della annata riportata.

Segue quindi l’AOC ovvero l’Appletion d’Origin Controlee ovvero dove e’ stato prodotto il vino (equivalente alla nostra DOCG) e qui’ la cosa si complica non poco essendoci ben 57 denominzaioni. Andiamo per ordine, nel diartimento della Gironda si distinguono

  • Bordeaux =>AOC estesa a tutta la regione
  • Bordeaux Supérieur => stessa estensione territoriale ma regole piu’ restrittive per rese vigneti e obbligatorio periodo di affinamento (12 mesi min)
  • Bordeaux Clairet => vini a meta’ tra i rosssi e i rose’ destinati a export inglese e prodotti in tutta la regione
  • Bordeaux Rosé => vini a parziale maecerazione prodotti in tutta la Gironda
  • Côtes de Bordeaux => 8 denominazioni di zone limitrofe e minori (14% della produzione)
    • Premières Côtes de Bordeaux
    • Blaye
    • Premières Côtes de Blaye
    • Côtes de Bourg
    • Sainte-Foy-Bordeaux
    • Bordeaux Côtes de Francs
    • Côtes de Castillon
    • Graves de Vayres
  • Médoc and Graves => che include 10 denominazioni sulla riva destra della Garonne (15 % produzione)
    • Médoc
    • Haut-Médoc
    • Listrac-Médoc
    • Moulis-en-Médoc
    • Margaux
    • Pauillac
    • Saint-Estèphe
    • Saint-Julien
    • Graves
    • Pessac-Léognan
  • Liburnense => gruppo di denominazioni site nella parte est di Bordeaux sulla riva destra della Dordogne (10% della produzione)
    • Saint-Emilion
    • Saint-Emilion Grand Cru
    • Lussac-Saint-Emilion
    • Montagne-Saint-Emilion
    • Puisseguin-Saint-Emilion
    • Saint-Georges-Saint-Emilion
    • Pomerol
    • Lalande-de-Pomerol
    • Fronsac
    • Canon Fronsac
  • Vini bianchi secchi = 12 denominiazoini distribuite all’interno delle AOC rosse (8% della produzione)
    • Bordeaux & Bordeaux Sec
    • Entre-Deux-Mers
    • Entre-Deux-Mers-Haut-Benauge
    • Blaye
    • Premières Côtes de Blaye
    • Côtes de Bourg
    • Bordeaux Côtes de Francs
    • Graves
    • Pessac-Léognan
    • Graves de Vayres
    • Crémant de Bordeaux
  • Vini Bianchi Dolci => 12 AOC sulle due rive della Garonne a base Semillio, Sauvignon Blanc, Muscadelle (3% della produzione)
    • Barsac
    • Bordeaux Moelleux
    • Bordeaux Supérieur
    • Bordeaux-Haut-Benauge
    • Cadillac
    • Cérons
    • Côtes de Bordeaux-Saint-Macaire
    • Graves Supérieures
    • Loupiac
    • Premières Côtes de Bordeaux
    • Sainte-Croix-du-Mont
    • Sainte-Foy-Bordeaux
    • Sauternes

Etichette Bordeaux

Ma non e’ finita perche’ sulla etichetta puo’ essere riportata la famigerata “classificazione” di quel particolare zona/terroir/microclima/crue. Esistono ben 5 classificazioni diverse stabilite in differenti periodi e uniformi e valide all’interno di una stessa regione/AOC per cui non valide per tutte e 57 le denominazioni. Anche in questo caso andiamo per ordine:

  • Classificazione del 1855 e rivista nel 1973 che include
    • 2 Grand Cru Classé in Graves (Château Haut-Brion e Château Mouton-Rothschild aggiunto nel 1973)
    • 5 Premiers Crus
    • 14 Deuxièmes Crus
    • 14 Troisièmes Crus
    • 10 Quatrièmes Crus
    • 18 Cinquièmes Crus.
  • La classificazione di Sauternes-Barsac
    • 1 Premier Cru Supérieur (Yquem)
    • 11 Premiers Crus
    • 15 Deuxièmes Crus
  • Classificazione delle Graves del 1959 sia dei rossi e dei bianchi
    • 16 domain classificati (cure’ classe) tutti appartenenti a Pessac-Léognan
    • Château Haut-Brion non e’ compreso essendo gia’ classificato in quella del 1855
  • Classificazione St.Emilon del 1955 e rivista dal INAO ogni 10 anni (ultima nel 2006)
    • 2 Premiers grands crus classés A (Château Ausone e Château Cheval Blanc)
    • 13 Premiers grands crus classés B
    • 55 Grands crus classés
  • Classificazione Crue Bourgeois iniziata in maniera non ufficiale, ufficializzata nel 2003 ma annullata nel 2007 ! comprende 247 vini classificati in 3 livelli al 2003
    • 9 Crus Bourgeois Exceptionnels
    • 87 Crus Bourgeois Supérieurs
    • 151 Crus Bourgeois

Semplice vero ?? se volevano disorientare il consumatore ci sono riusciti alla faccia del delimitare le zone di qualita’!

Ma non e’ finita perche’ sulla etichetta troverete ancora :

Dove e’ stato imbottigliato il vino…nello chateau (Mis en Bouteille au Chateau) o assemblato da un Négociant

E qui vi imbatterete in una altra serie di sigle…

Infine la gradazione alcolica

Niente controetichetta con indicazioni dei sentori o degli abbinamenti possibili (troppo plebeo) ma se avete notata niente indicazione dei VITIGNI utilizzati..quasi non fosse importante…o meglio meno importante del fatto che il vino provenga da Bordeaux. Grande marketing del territorio !

Spero questo tentativo di spiegare i vini di Bordeaux e la loro etichetta vi sia utile, se ho commesso qualche errore segnalatemelo !

Davide

Diciamo ” Addio ” al 2007 con un …… Madeira

Posted on Dicembre 28th, 2007 in Articoli, Corso di 2° Livello by domenico

Carissimi,

ultima Terra da Vino del 2007: l’Isola di Madeira.

Sappiamo tutti dov’e'?

Territorialmente siamo in Portogallo (850 km a sud), ma geograficamente quasi nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico, al largo del Marocco (700 km) e poco sopra le Isole Canarie. E’ un arcipelago di origine vulcanica, di una decina di isole tra le quali le più importanti sono Madeira e Porto Santo. Superficie di circa 800 kmq, con 260.000 abitanti. Con un volo della TAP in meno di due ore da Lisbona si arriva a Funchal, capoluogo dell’isola. Pista di atterraggio da brivido, cortissima e appesa alla scogliera. Dimenticavo: a Madeira ci sono le scogliere più alte del mondo (Cabo Girao 580 metri di strapiombo verticale). Letteralmente Madeira significa Isola del Legno perché quando fu scoperta nel 1419 era coperta da fitti boschi. Nel 1480 Cristoforo Colombo avrebbe sposato la figlia del governatore dell’isola di Porto Santo, stabilendo la sua residenza per alcuni anni tra Madeira e Lisbona. Le caratteristiche subtropicali dovute alla posizione geografica e ai rilievi montuosi, rendono il clima dell’arcipelago di Madeira eccezionalmente mite, con temperature variabili tra i 24°C d’estate e 19°C d’inverno.

Se c’è’ un aggettivo per descrivere Madeira questo è VERTIGINOSA e di conseguenza la viticoltura EROICA, ma qui lo è veramente. Guardate qui!

113-1381_img.JPG

Per me è stato un viaggio mitico, uno dei posti in cui ho lasciato il cuore. La bellezza dei paesaggi, la semplicità della gente, la cura delle case e dei terreni, il clima e soprattutto le vigne ed il vino. Semplicemente un posto indimenticabile da visitare assolutamente.
Il Vino Madeira così come lo conosciamo, è nato quasi per caso. Infatti sull’isola la vite era coltivata già dal 1600 ed il vino che se ne produceva era destinato al consumo locale, ma era un vino normale ottenuto utilizzando barbatelle provenienti da Cipro, in particolare malvasia candida e verdelho. Nel porto dell’isola attraccavano navi mercantili dirette verso le Indie e le Americhe e qui si rifornivano ovviamente anche di vino che stipavano nelle stive. Uva e vino erano importanti per prevenire lo scorbuto perchè ricche di vitamine e minerali. Purtroppo il vino, a causa del caldo e dei continui scossoni provocati dalle onde, al termine del viaggio era praticamente imbevibile:ossidato e cotto. Maderizzato.

Per evitare questi inconvenienti si cominciò ad aggiungere brandy al vino. Il vino rimaneva poi nelle botti per mesi al caldo equatoriale, ma all’arrivo, grazie all’azione protettiva dell’alcol, si poteva degustare un vino sublime. Questo è l’atto di nascita del mitico Madeira. La tecnica di “cuocere” il Madeira al caldo equatoriale divenne parte integrante dell’affinamento, al punto che i migliori Madeira erano i Vinhos de Roda, cioè vini che avevano compiuto per mesi un viaggio in nave, a cavallo dell’equatore fino a tornare, arricchiti e impreziositi, nell’isola.

113-1379_img.JPG

Oggi i Madeira non vengono più caricati nelle stive delle navi e affidati al torrido caldo equatoriale, tuttavia il processo di “cottura” viene svolto mediante l’uso di estufas da cui prende il nome il processo estufagem. Il vino viene riscaldato ad una temperatura di circa 40-45° per un periodo compreso fra i tre e i sei mesi, ma i Madeira più pregiati sono riscaldati naturalmente lasciando le botti in appositi locali posti sottotetto dove il torrido caldo dell’isola fa raggiungere temperature elevate. In queste condizioni le botti possono rimanere anche per decine di anni, al termine del quale il vino viene trasferito in ambienti più freddi e quindi imbottigliato.

114-1427_img.JPG

Nei Madeira di minor pregio viene utilizzato un vitigno a bacca rossa il Tinta Negra Mole, mentre normalmente in quelli di pregio si usano solo uve a bacca bianca quali: Bual, Malmsey, Sercial e Verdelho. Le botti sono lasciate scolme, come avviene col Marsala e gli Sherry, in modo da favorire il processo di ossidazione che conferisce al vino la sua caratteristica complessità.

Tipologie di Madeira e Classificazioni

Ci sono quattro tipi di Madeira, indicati o con il nome del vitigno (se presente in percentuale maggiore dell’85 %) o con il grado di dolcezza (che corrisponde approssimativamente alle varietà dei vitigni componenti):

  • il Malmsey (Malvasia), il più dolce (indicato anche con il termine di ricco);
  • il Boal, semi-dolce (indicato anche con il termine di dolce);
  • il Verdelho, semi-secco (indicato anche con il termine di medio);
  • il Sercial, il più secco (indicato anche con il termine di secco).

bottles_of_madeira.jpg

La classificazione Comune indica un Madeira ottenuto da uva Tinta Negra Mole, riscaldato per un massimo di 18 mesi con aggiunta di caramello che ne rende caratteristico il colore scuro.

Finest o Choice, simili al precedente ma affinati in vasche d’acciaio o cemento per circa tre anni.

Reserve sono i Madeira affinati per 5 anni in botte, prodotti in genere da sole uve bianche .

Special Reserve si producono in genere con uve bianche e maturano in botte per 10 anni.

Extra Reserve come sopra ma sono affinati per 15 anni.

Solera Madeira sono prodotti col metodo Solera lo stesso degli Jerez spagnoli

Vintage Madeira sono i vini più pregiati, ottenuti da uve della stessa vendemmia il cui millesimo è riportato in etichetta, solo uve rigorosamente bianche. Il Madeira Vintage matura in botte per almeno 20 anni dopo aver comunque superato il periodo di riscaldamento.

I marchi più noti sono quelli della Madeira Wine Company e della Henriques & Henriques solo per citarne alcuni possiamo ricordare Harry Hinton, Blandy Madeira , Welsh, Cuna . Henriques & Cámara, Leacock’s, Shortridge Lawton & Co., Barros, Almeida & Co., Madeira Meneres Sociedade dos Vinhos, F. F. Ferraz & Co., Cossart Gordon & Co. e altri ancora.

Ma approfondiremo ancora viticoltura, tecniche di affinamento e produttori in un altro articolo….

Tornateci a visitare

Ciao a tutti e buon 2008

Domenico