Serata Eno-Fumosa: sigaro toscano e distillati
Nelle mie serate e lezioni sui distillati spesso mi sono sentito rivolgere la domanda relativa all’abbinamento dei sigari con i grandi distillati, da non fumatore ho sempre avuto difficoltà a rispondere al perche’ di questa tradizione consolidata.
Ieri sera 27 maggio mi sono levato lo sfizio di provare questa emozione partecipando a una serata “enofumosa” organizzata da Eataly di Torino. Il tema era proprio l’abbinamento del sigaro (toscano) con pregiati distillati.
Location e temperatura perfetta sulla terrazza di Eatly la serata e’ iniziata all’insegna del “Maledetto Toscano” al secolo Stefano Fanticelli presidente del omonimo club del sigaro toscano….toscano di origine,nell’accento, nella verve, nella simpatia ma soprattutto profondo conoscitore della materia. Il relatore mi ha introdotto da assoluto profano a un mondo molto affascinante fatto di storia, tradizioni , passione, aneddoti, riti…attraverso una serie di spunti a ruota libera ho compreso un po’ di piu’ cosa c’e’ dietro un sigaro un prodotto di eccellenza italiana dal 1818 realizzato con oltre 70 passaggi spesso manuali. Tra le tante nozioni e curiosità proposte cito le differenze salienti tra i nostri toscani e le produzioni cubane. Il tabacco di varieta’ “kentucky” fermentato e poi essiccato a legno in primis, la costruzione fatta con due sole parti: la fascia e il ripieno e infine la stagionatura fatta in ambienti a umidita’ controllata per periodi da 4 mesi a piu’ di un anno.
Tutte queste caratteristiche rendono il toscano unico nell’aroma, un sigaro a detta dei fumatori deciso, intenso e potente.
La discussione poi ha introdotto molte altre preziose notizie sulla storia del sigaro, sul modo di fumarlo, conservarlo e riconoscerlo…il tutto condito da aneddoti divertenti.
Non da meno il rappresentate dell’azienda genovese Velier importatrice e distributrice di numerose chicche enologiche. Intervallando sigari e distillati il relatore ci ha guidato prima nel mondo dei Rum evidenziando come spesso alcun prodotti molto pubblicizzati e di gran moda non rispettino disciplinari di qualità rigorosi come per le produzioni di Whisky o Brandy francesi. Il discorso e’ andato poi avanti analizzando le differenze tra i prodotti di matrice spagnola la cui caratterizzazione e’ fortemente legata alla “mezcla”, miscela di caramello e spezie segretissima analoga ala liqueur de spedision, e francese in particolare quelli di tipo “agricolo” regolamentati da disciplinari rigorosi.
Il prodotto in degustazione era di qualità assoluta e certificata , prodotto dalla azienda nicaraguense Flor de Cana una delle piu’ grandi case produttrici (150.000 botti di stock) fondata nientedimeno da un genovese agli inizi el secolo. Il prodotto in degustazione era un rum millsimato del 1991 con quindi 18 anni di invecchiamento. Di uno stupendo colore ambrato, morbido, suadente, con note caramellate, di zucchero filato , vaniglia reso ancora piu’ dolce dalla fumata del sigaro. Molto facile da bere e nella mia poca conoscenza del fumo perfetto in abbinamento.
A domanda esplicita l’abbinamento tra Rum e Sigari e’ motivato principalmente dalla territorialità: tabacco e canna da zucchero crescono fianco a fianco, naturale e’ quindi lo sposalizio tra i due loro derivati..sigari e rum
Tra una tirata e un’altra , tra un aneddoto e un altro siamo passati al mondo del whisky, rigoroso, austero di tradizione secolare. Il whisky proposto un single malt della Higland Park con sempre 18 anni invecchiamento. Un whisky particolare delle isole Orcadi…con caratteristiche ibride tra i torbati/iodati dell’isola di Islay e i whisky morbidi e puliti delle Highlands. Un colore pale per un whisky aromatico, equilibrato, delicato, morbido, gentile..un po’ piu’ secco del rum nell’abbinameto con il sigaro riusciva a pulire completamente la bocca e annullare il fumo..piacevole il finale di agrume e canditi.
In generale l’abbinamento con i whisky puo’ essere fatto per “concordanza” riprendendo le note affumicate impartite dalla torba.
Terzo distillato una grappa nostrana prodotto da Luigi Barile che, come ci ha ben illustrato il relatore, ha fatto della produzione di distillati di eccellenza una filosofia di vita.
Tecnicamente una grappa e quindi distillata da vinacce ma affinata per ben 18 anni. Personalmente preferisco le grappe giovani dove e’ immediato il riconoscimento delle caratteristiche aromatiche e varietali della nobile materia prima di partenza…in quelle affinate, perlomeno per un cosi’ lungo periodo, prevale invece l’impronta dei legni. In bocca infatti piu’ che una grappa avevamo un brandy , molto legno, molte note evolute di terziari in particolare la liquirizia, un alcol piu’ pungente dei precedenti. In abbinamento il fumo accentuava una leggera sensazione di acidita’ e di amaro.
Arrivati all’ultimo terzo di sigaro abbiamo chiuso con uno Sherry PX “murillo” selezione prodotto dalla bodega Lustau, una grande azienda per un grande prodotto. Un colore bruno, denso quasi oleoso nel bicchiere preludio di una grande morbidezza. Dolce, molto dolce ma mai stucchevole, evoluto con frutta secca (fichi, datteri, uva passa) in grande evidenza e poi note caramellate, balsamiche, tostate.. lunghissima persistenza. L’abbinamento con il sigaro molto particolare, intensita’ e persistenza dello sherry riuscivano a reggere il fumo se non a superarlo.
Degustando un pregevole dessert al cioccolato la discussione ha affrontato temi vari e altri possibili abbinamenti del sigaro a partire dalla birra (!!) ai vini chinati o agli amari. I principi sempre gli stessi o contrapposizione (caldo vs freddo o dolce,morbido vs sapido amaro) o di concordanza (tostato, affumicato).
Una serata diversa molto goduriosa per i sensi e molto didattica…non so se mi convertiro’ al fumo ma sicuramente qualche altro esperimento penso di farlo !
Davide
















