Ieri sera 30 marzo ho partecipato a una serata organizzata dall’ AIS di Torino dedicata a uno dei grandi vini del mondo : il Porto
Il porto e’ una delle mie passioni enologiche l’ho scoperto anni fa partendo da una bottiglia di Tawny regalate e poi via via selezionado bottiglie e soprattutto visitando la zona di produzione, una delle piu’ incredibili che abbia mai visto. Lo scorso anno abbiamo anche organizzato una degustazione di porto in barca a vela..dal titolo che era tutto un programma “navigando di porto in porto”
Un vino poco conosciuto dai consumatori italiani o meglio conosciuto solo in una delle sue interpretazioni…quella piu’ semplice, dolce, commerciale del porto da scaffale del supermercato da usare per le scaloppine o con le fragole.
Il porto e’ tuttaltra cosa, un vino con una storia centenaria e con una serie di particolarita’ che lo rendono unico al mondo sotto molti aspetti…dal terroir in cui viene prodotto, al numero e varieta’ di vitigni usati, alla tecnica di produzione con alcolizzazione e blanding, ai molteplici metodi di affinamento che porta a tanti vini diversi.

Non e’ infatti neppure corretto parlare del porto come un solo vino…e’ piu’ corretto parlare di “stili” di porto…in funzione dell’affinamento, blending etc..le bottiglie prendono strade diverse con risultati finali molto differenti..e ieri sera ne abbiamo avuto la prova nel bicchiere spaziando praticamente in tutti gli stili del porto.
La serata e’ iniziata con una presentazione e inquadramento generale di Fabio Gallo sul porto, provo a riassumere in breve le caratteristiche del porto con in questo post “didattico”. Nel post successivo tutti i dettagli sulla degustazione
Il porto e’ un “Vino Speciale” ovvero un vino fortificato, alcolizzato, vino tagliato..la caratteristica e’ infatti quella di essere addizionato durante la fermentazione di alcol (distillato dallo stesso vino). Questo processo blocca istantaneamente la fermentazione lasciano quindi un elevata quantita’ di zuccheri non svolti e portando l’alcol a 19-20 gradi. Come esempio un porto a 19 gradi alcolici semidolce con 83g/l di residuo zuccherino necessita di 83 litri di brandy su 467 litri di mosto a 7,4 gradi alcolici. Il vino dolce naturale cosi’ prodotto una volta stabilizzato inizia quindi il suo lungo iter di affinamento.
Qualche cenno storico di questo incredibile vino. In Portogallo si coltivava l’uva dai tempi dei romani con produzione vini ad elevata acidità e effervescenti (Vinho verde) Il porto come vino fortificato nasce nel 1678 ad opera degli inglesi che impongono embargo importazione vini dalla francia e iniziano a esplorare le coste spagnole e portoghesi per approvvigionarsi. La pratica della alcolizzazione del vino nasce quindi per consentirne il trasporto via nave in Inghilterra. Nel 1703 viene firmato accordo bilaterale con Inghilterra per ridurre dazi importazione del vino in cambio libero commercio della lana inglese in Portogallo. Tra il 1756-1761 la Companhia General da Agricoltura das Vinhas do Alto Douro monopolizza la produzione, fissa i confini, scrive il disciplinare. A cavallo del XIX secolo molti degli spedizionieri si stabiliscono a Oporto, la compagnia perde i suoi poteri a favore dei mercanti. Il porto non e’ immune al flagello della filossera che devasta la produzione a partire dal 1852. Gli spedizionieri piu’ forti investono nel ripiantare le vigne e nel 1918 viene stabilito il nome Porto. Dopo gli anni 60 arrivano le multinazionali del lusso che monopolizzano la produzione e il commercio. Oggi si producono 125ml bottiglie di cui 25Ml premium, 940.000 ettolitri, 400Ml euro fatturato. La superficie vitata e’ di 45.000 ettari con 33.000 agricoltori con dimensione media di 1,2 ha. Il maggior mercato e’ la Francia per i Tawny e GB e USA per i Vintage.
Un’altra caratteristica del porto e’ la presenza degli spedizionieri legato all’estremo frazionamento delle parcelle (oltre 85.000) produttive troppo piccole per giustificare una cantina di affinamento. I produttori che lavorano nelle Quintas (fattoria o azienda) vendono quindi uva o vino agli spedizionieri o alle cooperative. Oltre ad acquistare vino dalle Quintas molti spedizionieri possiedono vigne proprie

La zona di produzione e’ quella del nord est del Portogallo…il porto prende il nome infatti dalla citta’ di Oporto, ma in questa citta’ sull’oceano..o meglio nel quartiere di Villanova de Gaia si effettua solo l’affinamento da parte degli spedizionieri. La vigna e’ coltivata a 100Km nell’interno nella aspra zona del fiume Douro fino ai confini con la spagna. Dire quindi che il porto e’ prodotto a Oporto e’ come dire che il Barolo e’ prodotto a Genova .
La regione del Douro si sviluppa su 3 distretti Baixo Corgo, Cima Corgo, Douro Superior.

Un Territorio aspro di colline scoscese , 9/10 della regione pendenza superiore 30%. Sotto un sottile strato di terra si ha un substrato di ardesia o granito, poverissimo materia organica. La coltivazione avviene su terrazze in modo completamente manuale e solo negli anni 70’ avviene l’introduzione delle patameres e la meccanizzazione.
Ogni vigneto e’ classificato in base a un preciso sistema che comprende le classi dalla A alla F. Per la classificazione si tiene conto dei seguenti fatori con un peso 70%
- Altitudine (piu’ bassa e’ meglio e’ , peso 21%)
- Produttività (piu’ bassa e’ meglio e’ , peso 21%)
- Natura del territorio (peso 14%)
- Località (peso 14%)
I rimanenti fattori sono: metodo allevamento, qualità uve, età vigne, pendenza. Complessivamente si hanno 20% vigneti in classe A o B , 75% in classe C o D , 5% in classe E o F. I Vigneti classe A o B concentrati in Cima Corgo
Il clima e’ fortemente atlantico con grandi escursioni termiche con precipitazioni nevose invernali e oltre 40o nei mesi estivi. In generale il Baixo Corgo ha un clima meno estremo: precipitazioni intense e temperature massime meno elevate (vini giovani e di qualita’ inferiore). Cima Corgo e’ estremamente caldo e asciutto con 50% piovosità in meno e’ la zona delle grandi quintas e grandi nomi.
Il Douro Superior, solo recentemente scoperto e vitato ha ampie vallate con clima medio, solo 5% superifce e’ vitata e ospita grandi aziende meccanizzate.
Dal punto di vista dei vitigni sono ammessi uvaggi di oltre 50 uve diverse ma i quelli piu’ laragamente usati sono
- TINTA RORIZ (Noto come Tempranillo in SP, tannica, erbaceo, speziato)
- TOURIGA NACIONAL (uva eccellente, scura e tannica, bassa resa <1kg/pianta)
- TOURIGA FRANCA (grande resistenza al calore, vini piu’ leggeri)
- TINTA BARROCA (Vini molto colorti e di grande struttura, ricchissima di zucchero)
- TINTO CÃO (resa molto bassa, grandi vini da affinamento)
La vendemmia e’ una delle tradizioni uniche del porto: le quintas impiegano poche persone a tempo pieno , la vendemmia e fatta dagli stagionali chiamati Rogas. La raccolta dell’uva viste le pendenze e’ manuale mediante ceste di 38Kg portate a spalla La pigiatura e’ fatta con i piedi in grandi vasche di cemento detti “lagares” sotto le direttive di un caposquadra al ritmo del tamburo.

Successivamente alla alcolizzazione effettuata in autunno nella primavera successiva il porto viene trasportato nei magazzini di Vila Nova de Gaia di fronte a porto per la maturazione lunga, lenta , regolare senza sbalzi termici. Fino al 1986 solo il vino maturata a Gaia poteva chiamarsi porto, ora l’affinamento può avvenire nelle Quintas da parte dei produtori, si otterra’ quindi un porto di “quintas unica”. Le botti usate per l’affinamento prendono il nome di pipa e hanno capacita’ variabile 530-550 litri. Una delle caratteristiche storiche del porto e’ che le botti erano trasportate lungo il fiume con i Barcos Rabelos.

Veniamo quindi alla parte fondamentale per conoscere e apprezzare il porto, ovvero gli stili. Lo schema che segue riporta quindi le varie possibilita’ suddividendo i porto “blended” ovvero ottenuti da assemblaggi di porti di annate diverse con affinamenti diversi e i porto di singola annata (colheita, vintage, LBV). L’atra grande differenza sta nel metodo di affinamento legno (tawny) o bottiglia (vintage, colheita).

Al vertice della piramide si colloca sicuramente il Vintage. Il porto vintage non viene prodotto ogni anno ma solo se ci sono le condizioni ottimali, la decisione se produrre un vintage spetta allo spedizioniere dopo 16 mesi dalla vinificazione e deve essere ratificata dall’istituto do Vinho do Porto.Le condizioni ideali per porurre un vintage sono:inverno piovoso, primavere mite e ventilata, estate asciutta , calda ma non torrida.
Di seguito una tabella riassuntiva delle annate considerate comunemente eccezionali.

Il consumo e il servizio del porto e’ legato a tradizioni secolari..in particolare l’apertura di una grande bottiglia di vintage avviene attraverso la molla…un paio di pinze arroventate che consentono di spezzare il collo evitando di estrarre il tappo.

L’utilizzo del porto oltre che come grande vino da meditazione e fine pasto e’ anche in abbinamento con la gastronomia. Giusto per citare qualche abbinamento classico…i porti piu’ giovani, docli e fruttati (Ruby,) con i dessert magari anche a base di frutta. I tawny invecchiati con il cioccolato sia da degustazione che in preparazione. I grandi vintage con i formaggi erborinati…classico abbinamento “inglese” con lo Stilton.

In definitiva un vino molto particolare su tanti aspetti che va conosciuto e apprezzato andando a cercare le bottiglie spesso all’estero. Se vi capita poi di andare in zona visitate la regione del Douro magari con il treno a vapore e risalendo il fiume in battello sicuramente resterete stupiti dal grande impatto ambientale.
prossima puntata il report della degustazione del 30 marzo
Davide